L'EMERGENZA

Rincari gas ed energia, costi produzione cavi in fibra a +30%. A rischio il Piano Italia 1 Giga?

In allarme l’Anie che plaude alla proposta di Draghi alla Commissione Ue per un tetto ai prezzi. Riflettori anche sull’assenza di manodopera: servono circa 20mila risorse aggiuntive. Scarlata: “Situazione insostenibile”

Pubblicato il 09 Mar 2022

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Diventa sempre più urgente affrontare il tema delle risorse umane necessarie per la realizzazione dei piani di sviluppo della rete a larga banda. Una carenza umana che, sommata ai costi crescenti dell’energia, sta mettendo in fibrillazione il settore. L’allarme arriva dalle aziende associate al Gruppo System Integrator reti Tlc di Federazione Anie che associa le aziende che si occupano della realizzazione, manutenzione e gestione di infrastrutture fisse e radiomobili per le telecomunicazioni e servizi associati.

Occorrono 20 mila nuove risorse

A seguito dei nuovi bandi Pnrr emessi, relativi ad aree grigie, scuole e sanità, complessivamente di importo superiore ai 4 miliardi di euro, ci sarà la necessità di impiegare circa 20 mila risorse aggiuntive, tra progettisti, addetti agli scavi, alla posa e alla giunzione delle fibre ottiche, antennisti e tecnici specializzati nell’integrazione delle stazioni radio base, in un comparto che già presenta allo stato attuale deficit produttivi. Le analisi condivise in federazione dalle aziende associate, si legge in una nota di Anie, concordano tutte sulla necessità di investimenti che ad oggi non sono sostenibili dalle aziende operanti nel comparto perché la sola componente relativa ai mezzi necessari all’esecuzione delle opere ammonterebbe ad otre il 10% del valore dei bandi, senza contare i costi connessi alla ricerca e alla formazione delle risorse umane.

Il costante rincaro delle materie prime e dei carburanti sta mettendo in profonda crisi le commesse già in corso di lavorazione, dove non sono previste clausole di salvaguardia contrattuali a tutela delle imprese assegnatarie.

Le aziende associate, a seguito di un’analisi preliminare, vogliono far emergere in anticipo le condizioni di concreta difficoltà a cui si andrà incontro nell’utilizzo degli investimenti previsti dai nuovi bandi Pnrr, in quanto ad oggi le risorse umane qualificate appaiono molto insufficienti così come lo è il budget a copertura di eventuali nuovi impieghi che saranno necessari per dare poi seguito agli investimenti previsti. Federazione Anie chiede quindi alle istituzioni competenti di aprire un tavolo di confronto per discutere la questione, all’interno del quale saranno illustrate una serie di proposte al fine di stimolare le azioni necessarie per il pieno utilizzo dei suddetti investimenti e per garantire la fattibilità degli importanti piani di sviluppo della rete Tlc.

L’appello di Scarlata

Ma lo scenario è reso ancora più difficile dai crescenti costi delle materie prime. “Le aziende italiane dei cavi hanno finora potuto trasferire sul prodotto finito solo parte dei rincari”, ha dichiarato Carlo Scarlata, Presidente di Anie Aice, “ma questa situazione è oramai diventata insostenibile. L’incremento mensile annuo del prezzo del vetro (vicino al 20% a dicembre), delle diverse materie plastiche (+75% con punte per alcuni materiali superiori al 90%) e l’aumento dei costi energetici sta impattando pesantemente sui costi di produzione dei cavi in generale e dei cavi per comunicazioni (cavi per comunicazione generica, cavi coassiali speciali, cavi dati per reti Lan, cavi in fibra ottica). E infatti per il cavo in fibra ottica – utilizzato per il progetto “Banda Ultra Larga” per la digitalizzazione del paese – il costo di produzione è aumentato del 30% rispetto al 2021. All’incremento dei costi si aggiunge il maggior onere per la carenza di personale in fabbrica dovuta all’emergenza sanitaria, in quanto il comparto cavi fa uso di manodopera specializzata non facilmente intercambiabile. Inoltre ci sono difficoltà di approvvigionamento in tutto il comparto. Alcuni fornitori a monte dei produttori di cavi hanno già dichiarato di sospendere la produzione, in quanto non più redditizia ai costi attuali”. Scarlata si è così appellato al Governo: “Chiediamo comprensione da parte di tutti gli attori della filiera, in particolare agli operatori delle Tlc per il comparto dei cavi di comunicazione e ai distributori di materiale elettrico per i cavi industriali, per il ritardo che stanno riscontrando nella consegna del materiale, inoltre, chiediamo una maggior attenzione del Governo per il nostro comparto”.

Girardi: “Bene la proposta di Draghi di calmierare il prezzo del gas”

L’allarme di Scarlata è amplificato dall’analisi del presidente di Federazione Anie Filippo Girardi: “L’aumento del prezzo del gas, e conseguentemente l’aumento della energia elettrica che trova la sua fonte nel gas, è ormai fuori controllo. I prezzi che a fine del 2021 avevano già subito delle impennate sono ormai diventati insostenibili con l’acuirsi del conflitto in Ucraina. La situazione – se non si adottano misure straordinarie – rischia di far collassare il sistema produttivo nazionale”. L’allarme arriva dalle imprese del settore elettrotecnico ed elettronico, comparti già in sofferenza da mesi per l’aumento del prezzo di molte delle materie prime utilizzate nelle forniture tecnologiche e nelle infrastrutture (rame, acciaio, ferro, silicio). Arrivati a questo punto l’unica soluzione”, ha dichiarato Girardi, “è quella di fissare un tetto europeo al prezzo del gas. Bene, quindi, la proposta del presidente Draghi e del ministro Cingolani che hanno portato il tema all’attenzione della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen nell’incontro di ieri a Bruxelles. Ci attendiamo che l’Europa consenta ora agli Stati membri di intervenire con l’attuazione ‘eccezionale e limitata nel tempo’ di prezzi regolamentati nell’ambito del quadro giuridico del mercato elettrico/gas. Federazione Anie è pronta a portare un contributo di idee e proposte. Terminata questa emergenza occorrerà rivolgere particolare attenzione all’aumento del costo delle materie prime e della loro reperibilità”, ha concluso Girardi.

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