LA TARIFFE

Roaming, Viola: “Nessun rinvio per l’Italia”

Smentite le voci sulle possibilità di deroga per le telco. Il direttore generale della Dg Connect Roberto Viola: “Richiesta di slittamento solo per chi ha perdite superiori al 3% del fatturato. Difficile che riguardi compagnie come Tim, Vodafone o Wind-Tre”

Pubblicato il 03 Apr 2017

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Non c’è nessun rinvio della fine dei sovraccosti del roaming, anzi c’è il rischio di “sanzioni” per quegli operatori che non fossero pronti al 15 giugno. La possibilità di chiedere 12 mesi di deroga riguarda solo quegli operatori che avessero perdite complessive superiori al 3%, ma in Italia è “molto poco probabile” che sia il caso per i medio-grandi come Tim, Vodafone o Wind. E’ quanto ha detto all’Ansa il direttore generale della Dg Connect della Commissione Ue Roberto Viola, avvertendo che operatori come Free si sono già adeguati.

“La deroga” per gli operatori che avessero dalla fine dei sovraccosti del roaming perdite al fatturato complessivo di almeno il 3% “era già prevista dal regolamento adottato il 15 dicembre” da Bruxelles, e le linee guida del Berec – che non sono legalmente vincolanti – spiegano semplicemente come attuare in concreto le norme già stabilite dalla Commissione Ue, spiega Viola.

“In Italia la valutazione spetta all’Agcom”, ma “dai dati in nostro possesso è poco probabile che gli operatori italiani medio-grandi si trovino in questa situazione”, in quanto “in Italia il traffico è molto bilanciato” dato che in media gli italiani viaggiano poco, appena 2,2 giorni l’anno e anche tra chi viaggia, il numero medio di giorni passati all’estero è di 8, ha aggiunto il direttore generale della Commissione Ue.

Quindi “l’impatto complessivo sugli operatori è bassissimo”, ha sottolineato, ricordando che quelli più a rischio sono al contrario gli operatori dei Paesi del Nord Europa. “Quanto letto su alcuni organi di stampa italiani” durante il fine settimana di una possibilità di deroga agli operatori che siano eventualmente “impreparati” a eliminare i sovraccosti da metà giugno, invece, “non è assolutamente previsto”, anzi, ha avvertito Viola, “qualsiasi operatore” che lo facesse “incorrerrebbe in sanzioni”.

“Non si può chiedere una deroga se non si è pronti, questo non è possibile”, ha martellato il responsabile del dossier a Bruxelles, aggiungendo che “il dato più interessante è che alcuni operatori, come per esempio Free, hanno già adeguato tutte le loro tariffe al nuovo sistema”. Quanto ai sovraccosti limitati che gli operatori potranno applicare a quei clienti che abusano del roaming, “non c’è nulla di nuovo, questo era già stato deciso dal nostro regolamento sull’uso equo”, ha ricordato Viola, spiegando che “le linee guida del Berec non possono cambiare le regole” ma al contrario “spiegano come applicare il nostro regolamento”.

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