IL DIBATTITO

Robot e lavoro, Moshe (Rice University): “La politica se ne occupi prima che sia troppo tardi”

La robotica invaderà la nostra vita quotidiana di qui a pochi anni. E secondo alcune stime sarebbe a rischio il 50% dei posti di lavoro. Il docente dell’ateneo texano: “Servono regole e strategie fiscali adeguate”

Pubblicato il 04 Mar 2016

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Ultimamente c’è stato un significativo incremento di notizie riguardanti la robotica, che mostrano soluzioni quasi fantascientifiche facendoci intuire che, tra qualche anno, i robot potrebbero essere dei veri compagni reali con i quali avremo a che fare nella vita di tutti i giorni, soprattutto nel mondo del lavoro.

Iniziamo subito dal robot presentato dalla Boston Dynamics, azienda acquistata da Google e che si occupa del settore della robotica; per chi l’ha visto in azione nel video che hanno rilasciato, il nuovo robot Atlas, che è più piccolo del precedente, ha un’altezza di 1,75 metri per un peso di ottantadue chilogrammi, appare inquietante per la sua fluidità nei movimenti e per la sua camminata che rasenta l’umano.

Progettato per funzionare sia all’esterno sia all’interno degli edifici, il robot si trova a suo agio anche a passeggiare sulla neve ed a sollevare oggetti, grazie a dei sensori sul corpo e sulle gambe, mentre con quelli sulla testa riesce a valutare il terreno ed evitare eventuali ostacoli sul suo percorso.

Recentemente il problema dei robot e del loro ruolo nel futuro è stato preso in considerazione nel congresso annuale della American Association for the Advancemente of Science, che si è tenuto a Washington e durante il quale, il professor Moshe Vardi, docente di computer science alla Rice University del Texas, ha ammonito sul fatto che entro la metà del ventunesimo secolo, ovvero tra soli 25 anni, il 50% di tutti i posti di lavoro potrebbero essere portati via all’uomo dalle macchine, le quali saranno presto capaci di fare quasi tutto quello che facciamo noi. Per questo, avverte sempre Moshe, è necessario che la politica inizi ad occuparsene prima che sia tardi, stabilendo regole e politiche fiscali adeguate.

Un primo esempio di lavoro robotizzato completo già lo potremmo avere nel 2017, quando partirà un progetto sviluppato in Giappone, precisamente a Kyoto, in cui si sperimenterà una fattoria completamente robotica ed in cui l’unico intervento umano sarà dato dalla semina, mentre tutto il resto sarà compito delle macchine. L’esperimento sarà realizzato in una struttura chiusa su di una superficie di 4.400 metri quadrati, in cui si coltiverà insalata in un ambiente completamente controllato da sensori.

La società Spread, che si occuperà di questo progetto, ha previsto che, entro la metà del 2017, si dovrebbero iniziare a produrre 30mila lattughe al giorno, per arrivare a mezzo milione in cinque anni. Queste lattughe cresceranno senza pesticidi ed avranno più betacarotene delle lattughe attualmente in commercio.

Anche se si spera che il futuro non sia così catastrofico, da tutto ciò si evince che presto il mondo cambierà un po’ come aveva previsto Asimov, con il rischio che i nuovi robot, invece di aiutare l’uomo a fare più cose, lo ostacolino, diventando dei concorrenti per l’agognato posto di lavoro.

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