ELETTROSMOG

Roma vara il piano delle antenne Tlc: via gli impianti dagli edifici “sensibili”

L’Assemblea capitolina approva il piano regolatore degli impianti di telefonia mobile. L’installazione sarà consentita in aree libere non edificate o a basso carico urbanistico. Le antenne dovranno essere rimosse da scuole, ospedali e parchi giochi. Via anche all’Osservatorio di settore sull’inquinamento elettromagnetico

Pubblicato il 14 Mag 2015

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Stop agli impianti su ospedali, case di cura e di riposo, scuole, asili nido, oratori, orfanotrofi, parchi giochi, con quelli esistenti che saranno smantellati e spostati, e anche su strutture ed edifici abusivi: Roma da oggi ha il suo “piano regolatore” delle antenne telefoniche.

L’Assemblea capitolina ha infatti approvato con 29 voti favorevoli e 3 contrari il regolamento per la localizzazione, l’installazione e la modifica degli impianti di telefonia mobile presentato da Gemma Azuni (Sel), prima firmataria, e Athos De Luca (Pd), presidente della commissione Ambiente di Roma Capitale, che prevede la creazione di un Piano territoriale della telefonia mobile, un registro cittadino delle antenne e l’istituzione di un Osservatorio di settore sull’inquinamento elettromagnetico, con l’obiettivo di rendere più trasparente il percorso delle varie autorizzazioni e porre maggiore attenzione sia alla minimizzazione dell’esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici sia alla tutela dell’ambiente e del territorio.

Le zone considerate preferenziali e quindi più idonee per l’installazione di antenne sono le aree libere prevalentemente non edificate o a basso carico urbanistico, con ‘da preferire’ immobili per attività commerciali o grandi complessi alberghieri. Per minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, poi, secondo la delibera sono da privilegiare l’accorpamento degli impianti su strutture di supporto comuni (il cosiddetto co-siting) preferibilmente in aree non densamente abitate, le installazioni interrate degli impianti tecnologici oppure sugli edifici più alti tra quelli vicini.

Il provvedimento prevede anche la pubblicazione sul web del “piano antenne” e campagne di monitoraggio in accordo con i Municipi, con la dislocazione sul territorio di Roma di centraline per la misurazione dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, i cui risultati saranno periodicamente resi pubblici e consultabili online dai cittadini.

Per Azuni l’approvazione della delibera sarebbe “un passo fondamentale per la nostra città, atteso per troppo tempo dai cittadini, sempre più allarmati dalla proliferazione di antenne in prossimità delle loro abitazioni, dai molti comitati No Elettrosmog e dalle Giunte municipali, molto sensibili sul tema”.

Il prossimo passaggio, ha spiegato la prima firmataria, “sarà quello di garantire risorse umane, strumentali, economiche e logistiche adeguate al lavoro e agli obiettivi individuati dal regolamento affinché sia le nuove installazioni sia quelle già installate possano essere disciplinate, monitorate e in caso rimosse, ovvero non installate se la loro presenza costituisse un pericolo per la salute dei cittadini”.

Infine, ha concluso Azuni, “è giusto ricordare che questo regolamento offerto alla città è il frutto della collaborazione fra gli assessorati all’Ambiente e all’Urbanistica e fra essi i rappresentanti dei comitati di cittadini, che da anni chiedono una maggiore attenzione sulla materia. Fondamentale è stato il supporto dei tecnici di Roma Capitale che hanno dimostrato con quanta professionalità e passione svolgono il loro lavoro”.

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