REPORT

Sanità alla svolta Internet of Things. Ma attenzione ai cyber-rischi

Autodiagnosi del paziente, ospedale automatizzato, archivio dati sensibili: costruisce il futuro prossimo delle organizzazioni sanitarie il rapporto “Building the Hospital of 2030” di Aruba. Ma la vera sfida sarà mantenere la tracciabilità di tutti i dispositivi che si collegano condividendo dati medici

Pubblicato il 18 Apr 2018

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Più sensori, meno medici. E’ lo scenario da oggi ai prossimi 10 anni che potrebbe profilarsi per il check-up medico: interazione maggiore con telecamere e dispositivi di scansione robotizzata rispetto a quella con medici e infermieri, mentre le organizzazioni sanitarie svilupperanno servizi basati sull’Internet of Things. Emerge dal nuovo report “Building the Hospital of 2030”  di Aruba, società di Hewlett Packard Enterprises, che riporta i risultati delle interviste condotte a Top Manager della sanità e a futuri specialisti. Lo studio mostra sia la probabilità sia la necessità per l’industria sanitaria di creare ambienti di lavoro più intelligenti che incorporino tecnologia mobile, cloud e IoT ed esamina i modi in cui tutto questo trasformerà l’esperienza del paziente e migliorerà l’assistenza clinica.

Sono cinque le previsioni chiave su come l’industria si trasformerà entro il 2030. Autodiagnosi del paziente: grazie a dispositivi indossabili e basati su app per monitorare la salute ed eseguire ecografie, i pazienti avranno finalmente la possibilità di auto-diagnosticarsi da casa un ampio numero di condizioni di salute, senza doversi recare in ambulatorio e in ospedale. Ospedale automatizzato: il check-in ospedaliero includerà una tecnologia di imaging in grado di valutare la frequenza cardiaca, la temperatura e la frequenza respiratoria sin dall’ingresso, i sensori potranno rilevare la pressione sanguigna ed effettuare un elettrocardiogramma entro 10 secondi, generando un triage automatico o addirittura una diagnosi al momento. Gli operatori sanitari raddoppiano il loro tempo libero: medici e infermieri, che al momento impiegano fino al 70% del loro tempo in lavori amministrativi, potranno analizzare rapidamente ecografie o cartelle cliniche con un dispositivo mobile risparmiando tempo utile per concentrarsi sulla cura del paziente. Archivio di dati digitali: i dispositivi si integreranno con le cartelle cliniche digitali, aggiornando automaticamente le condizioni e le terapie, fornendo agli infermieri dati più completi, in tempo reale, facilmente accessibili per prendere decisioni migliori. Consenso AI: non appena l’intelligenza artificiale (AI) inizierà a giocare un ruolo cruciale nella diagnosi e nelle terapie, il sostegno pubblico crescerà nella misura in cui saremo favorevoli a farci rilasciare diagnosi da una macchina, purchè i servizi siano progettati e implementati intorno ai pazienti, i benefici siano spiegati e sia rilasciata l’autorizzazione.

 Le organizzazioni sanitarie hanno già intrapreso il percorso verso la digitalizzazione, conferma il report. La ricerca rileva che quasi due terzi (64%) delle organizzazioni sanitarie hanno iniziato a connettere i monitor dei pazienti alla loro rete e che il 41% sta collegando dispositivi di imaging o radiografici. Queste  misure costituiscono le basi per una strategia IoT (Internet of Things) con milioni di potenziali dispositivi medici interconnessi, indossabili e mobile, che aggiornano informazioni che possono essere condivise più facilmente e utilizzate per fornire cure di qualità superiore.

Tuttavia, al momento questo approccio comporta dei rischi. L’89% delle organizzazioni sanitarie che ha adottato una strategia IoT ha subìto una violazione dei dati. Con l’arrivo di nuovi dispositivi tecnologici nel corso del prossimo decennio, la sfida più importante per le organizzazioni sarà mantenere la tracciabilità di tutti i dispositivi che si collegano alla loro rete condividendo dati medici, al fine di applicare rigide regole di sicurezza.

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