TELECOM ITALIA

Scorporo rete, la politica riapre il dibattito

Le voci su una possibile acquisizione di Metroweb da parte di Telecom Italia hanno riacceso i riflettori sul futuro della rete. Gasparri (FI): “No a espropri, ma valutare newco”. Esposito e Bargero (Pd): “Evitare situazione di monopolio nel fisso”. Crosio (Lega): “Garantire la concorrenza”

Pubblicato il 17 Ott 2014

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Il futuro della rete Telecom riaccende il dibattito politico. Dopo le prese di posizione dei parlamentari Pd, Stefano Esposito e Cristina Bargero, e del senatore leghista Jonny Crosio preoccupati del permanere del monopolio nel fisso, soprattutto dopo le notizie su una possibile acquisizione da parte di TI di una quota di Metroweb, oggi è volta del senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri.

“Occorre una discussione seria e trasparente sul problema della rete Telecom Italia – sottolinea Gasparri – Le vicende che hanno riguardato l’azionariato Telecom ci confermano l’assenza di una guida stabile con la quale anche le autorità pubbliche italiane hanno il diritto-dovere di confrontarsi. Ovviamente scorpori in forma di esproprio sono inaccettabili e impossibili”.

“La costituzione però di una società che rispetti il valore dei conferimenti dei singoli operatori privati va valutata con serietà. E’ troppo tempo che se ne parla senza prendere decisioni. L’Italia ha bisogno di migliorare la connessione a banda larga e, se sono comprensibili le resistenze rispetto a procedure rozze che danneggiassero Telecom Italia, non si può continuare solo a parlare. Peraltro la debolezza del gruppo italiano fa sì che la nostra rete rischi di diventare preda di gruppi che possono agire con rapidità, cinismo e ricchezza di mezzi sui mercati internazionali. In quel caso le norme che tutelano gli interessi nazionali potrebbero giustificare iniziative. Ma è meglio agire in via preventiva. E l’unico modo per farlo è quello di discutere con trasparenza di questo tema”.

Per il vicepresidente della Commisione Vigilanza Rai, Giorgio Lainati (FI), “se l’ipotesi di acquisizione della maggioranza di Metroweb da parte di Telecom Italia fosse confermata, correremmo il rischio di limitare fortemente la concorrenza nel mercato delle telecomunicazioni fisse”. “Non vorrei che questo scenario avesse come unico effetto quello di scoraggiare fortemente gli investimenti esteri degli operatori di telecomunicazioni – avverte Lainati – Proprio perché ci muoviamo in un terreno molto delicato ove gli investimenti si tramutano in posti di lavoro sarebbe opportuno che il Governo e le altre Autorita’ competenti vigilassero su questa vicenda affinche’ ci sia la massima chiarezza”.

Il primo ad accendere i riflettori della politica sulla rete è stato ieri il senatore Pd, Stefano Esposito, vice presidente della Commissione Infrastrutture di Palazzo Madama. “Negli ultimi giorni si torna a parlare della rete fissa di telecomunicazioni, con uno scenario inquietante – ha detto – l’acquisizione della maggioranza di Metroweb da parte di Telecom. L’operazione, fatta in stanze chiuse, con cui il monopolista comprerebbe l’unico operatore alternativo sulla fibra fino a casa dei cittadini, va contrastata”.

“Ci troviamo – ha ggiunto in una nota – in una fase molto delicata, in cui il piano di Metroweb potrebbe rappresentare un’opportunità concreta per uscire dal monopolio infrastrutturale della rete fissa”. Il senatore auspica un “intervento dell’Antitrust e del Governo affinché vigilino attentamente su questa operazione”.

Anche la deputata dem Cristina Bargero, componente della commissione Attività produttive alla Camera, ha lanciato l’allarme monopolio. “Mentre è in fase di presentazione il disegno annuale sulla concorrenza, assistiamo ad un rischio enorme di monopolizzazione della rete in fibra – ha ricordato la deputata – Se fosse vera l’ipotesi di acquisizione della maggioranza di Metroweb da parte di Telecom Italia, infatti, l’attuale monopolista della rete in rame comprerebbe l’unico operatore alternativo sulla fibra (in FTTH), soffocando il tentativo di uscire dal monopolio infrastrutturale della rete fissa”.

“E’ necessario – ha aggiunto – che Governo e Antitrust intervengano su questa operazione per evitare che la competizione nelle telecomunicazioni fisse, gia’ a serio rischio, sia completamente azzerata. Quello che servirebbe, invece, è un’operazione di sistema, che stimoli lo sviluppo e la digitalizzazione del Paese, in un quadro di apertura del mercato e di creazione di un contesto autenticamente concorrenziale nella rete fissa di telecomunicazione. Oggi si torna a parlare di scorporo della rete fissa: facciamola in fretta e facciamola bene”.

Jonny Crosio, senatore della Lega Nord, si dice invece molto “preoccupato di quanto sta per accadere alla rete fissa di telecomunicazioni. Non possiamo stare a guardare mentre Telecom acquisisce, come sembra, la maggioranza di Metroweb”.

L’operazione, fatta in poche segrete stanze, con cui il monopolista nel rame comprerebbe l’unico operatore alternativo in fibra fino a casa dei cittadini, “è contraria alle logiche di un mercato che dovrebbe essere libero e concorrenziale”.

“Mi chiedo – aggiunge in una nota – cosa stia facendo il Governo per salvaguardare quel poco di concorrenza che ancora rimane nelle telecomunicazioni fisse”. Crosio ricorda la posizione della Lega, a favore dello “scorporo della rete fissa, in una logica di sistema, per favorire il mercato e stimolare investimenti e crescita”.

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