PIANO INDUSTRIALE

Selex Es, mille lavoratori in piazza a Genova

La protesta è contro il piano industriale. Antonio Apa (Uilm Liguria): “No a Cig a zero ore per 1822 dipendenti strutturali”. E domani manifestano i dipendenti di Taranto

Pubblicato il 10 Giu 2013

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Un migliaio di lavoratori sono stati coinvolti nello sciopero odierno di 4 ore a Genova contro la proposta di Selex Es di ricorso alla cassa integrazione a zero ore per 1822 lavoratori avanzata il 6 giugno scorso. La manifestazione ha bloccato il Ponente genovese. Il ricorso alla cig a zero ore è stato definito “inaccettabile” dal segretario generale della Uilm Liguria, Antonio Apa, spiegando le ragioni alla base dello sciopero indetto da Fim, Fiom e Uilm.

Se l’azienda “non dovesse mutare atteggiamento non saranno sufficienti le 4 ore di sciopero odierno, ma chiameremo i lavoratori a più incisive iniziative di mobilitazione” ha detto Apa. “Il 29 maggio – ha proseguito – dopo innumerevoli incontri abbiamo raggiunto l’intesa sul piano industriale avanzato da Selex Es in merito al processo di aggregazione dell’elettronica della difesa. Piano che ha colto gran parte delle nostre richieste di modifica”. Apa ha poi ricordato che rimane ancora aperta la questione dei siti: l’azienda intende chiuderne 22.

“Su questo aspetto – ha puntualizzato il sindacalista – nell’incontro del 6 giugno a Roma abbiamo dato la nostra disponibilità a condizione che gli spostamenti avvengano contemporaneamente per tutti i lavoratori, si recuperino dei costi e si affronti in modo serio e risolutivo i disagi che esistono per alcuni siti. Per quanto riguarda i problemi occupazionali, l’azienda ha avanzato la proposta di mettere in cig a zero ore 1822 lavoratori, più 4 ore di cig di fermata collettiva settimanale per tutti i dipendenti per due anni a partire dal 1 luglio 2013. Rispetto a questo quadro la Uilm – ha sottolineato Apa – è disponibile a ricercare l’intesa perché è necessario salvaguardare un pezzo significativo dell’apparato industriale del sistema Paese, sia per il prestigio, sia per la qualità dei prodotti nonché per l’alta professionalità dei lavoratori. È ovvio che non possiamo accettare la messa in cassa a zero ore per 1822 lavoratori considerati strutturali. Su questa questione abbiamo sospeso la trattativa, ritenendo incettabile la proposta aziendale per la gestione delle eccedenze”.

All’azienda “abbiamo chiarito – ha concluso – che l’unico strumento utilizzabile è la mobilità funzionale all’accompagnamento alla pensione. Al di fuori di questo schema non esistono eccedenze strutturali, per questo la mobilitazione odierna di 4 ore di sciopero è un chiaro invito all’azienda a non insistere su una strumentazione che scarica il costo sociale solo sui lavoratori. Questo sia ben chiaro, la Uilm non lo permetterà mai”.

Per domani le Rsu Fim-Fiom di via Orate e Viale del Lavoro a Taranto, in accordo con le rispettive segreterie territoriali e nazionali, annunciano un analogo sciopero di 4 ore, dalle 7,45 alle 11,45, con presidio presso lo stabilimento di via Orate.

L’obiettivo, si legge nella nota Fim-Fiom, è innanzitutto “segnalare l’incongruenza tra il percorso presentato dall’azienda il 6 giugno 2013 e tutto ciò che era stato discusso nei precedenti incontri e suggerito dalle Rsu (riduzione numero dirigenti, riduzione contratti di consulenza, ecc. ecc.). Inoltre le rappresentanze sindacali intendono “sensibilizzare l’azienda a favore dell’utilizzo di strumenti con impatto economico ridotto su tutti i lavoratori (diretti, indiretti, full-time, part-time) in alternativa a quelli indicati ad oggi; e a favore del taglio dei costi superflui relativi a parco auto, trasferte annuali indiscriminate, super-consulenze, penalizzazione dei responsabili degli sprechi e altro”.

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