LO STUDIO

Sia: italiani pronti per la moneta elettronica

Il 30% disposto ad abbandonare il contante anche per le transazioni sotto i 50 euro. Il 19% interessato al mobile payment. Massimo Arrighetti: “Pagamenti innovativi leva importante per il sistema Paese”

Pubblicato il 09 Ott 2012

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La moneta elettronica piace agli italiani che la usano ormai regolarmente nella loro vita quotidiana e molti di essi sarebbero anche propensi ad utilizzare il cellulare come strumento di pagamento. E’ quanto emerge da una recente indagine di Sia, realizzata dall’Ispo (l’Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione) e presentata oggi a Milano nel corso del “Sia Expo 2012”, l’evento dedicato ai pagamenti di prossima generazione.

La ricerca di Sia, effettuata a livello nazionale coinvolgendo un campione stratificato per quote statisticamente rappresentativo della popolazione adulta, rivela che il 21% degli italiani usa esclusivamente il contante, il 62% usa le carte di pagamento e il 19% si dichiara ben disposto ad utilizzare i mobile payments.

Da notare, inoltre, che il 79% possiede almeno una carta di debito, credito o prepagata. Analizzando le caratteristiche socio-anagrafiche degli utilizzatori dei diversi sistemi di pagamento, emerge che gli “amanti del contante” sono principalmente pensionati (30%) e casalinghe (29%), ultra64enni (35%), con licenza elementare (44%). Tra i maggiori sostenitori delle carte di pagamento figurano imprenditori e dirigenti (89%), laureati (84%), di età compresa fra i 25 e 34 anni (75%) e fra i 45 e 54 anni (73%), maschi (69%). Infine tra coloro che si dichiarano favorevoli a utilizzare il cellulare come strumento di pagamento troviamo in prevalenza i giovani tra i 18 e i 24 anni (39%), studenti (38%) e disoccupati/in cerca di occupazione (30%), laureati (37%), abitanti nel Nord-ovest (21%), Sud e isole (19%).

L’uso del contante, benché percepito positivamente e in maniera trasversale da quasi tutti per la “semplicità”, potrebbe però avere vita breve. Infatti, il 30% degli italiani si dice pronto ad abbandonarlo del tutto a favore della moneta elettronica, ritenuta “veloce e comoda”, anche per i pagamenti sotto i 50 euro.

Non solo, se i terminali Pos fossero più diffusi nei negozi e i pagamenti con carta sempre accettati dagli esercenti italiani, questa percentuale potrebbe addirittura aumentare (57%) grazie proprio ad una più estesa rete di accettazione.
Il 74% degli italiani ritiene che l’uso delle carte di pagamento aiuta a ridurre l’evasione fiscale. Inoltre, secondo il 36% degli intervistati un contributo decisivo per disincentivare l’uso del contante potrebbe derivare dai pagamenti via cellulare.

D’altronde la diffusione del telefonino in Italia ha registrato una forte escalation negli ultimi 15 anni, passando dal 21% circa delle famiglie che ne possedevano almeno uno nel 1997 al 91,6% del 2011 (fonte Istat). L’indagine ha esplorato atteggiamenti e desiderata dei consumatori rispetto ai pagamenti elettronici mettendo in luce “plus e minus” dei diversi strumenti e delineando possibili scenari e strategie future.

“La nostra ricerca conferma che i pagamenti di nuova generazione costituiscono una leva importante per il sistema Paese e possono contribuire a recuperare il ritardo dell’Italia a livello europeo – spiega Massimo Arrighetti, amministratore delegato di Sia – Quando si parla di pagamenti emerge un’Italia a tre velocità, quella del contante, delle carte e dei mobile payments, che necessita di interventi mirati. I giovani, con la loro voglia di innovazione, rappresentano il futuro dove lo strumento dominante sarà sempre più il cellulare che si somma e integra le carte di pagamento. Occorre quindi individuare delle azioni per incentivare l’uso dei pagamenti elettronici e accelerare il processo già in atto”.

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