LA VERTENZA

Sirti, salta il tavolo azienda-sindacati: via agli scioperi

Al via la protesta dei sindacati dopo la fumata nera dall’incontro con l’azienda sul riconoscimento dei premi di risultato arretrati. Fim, Fiom, Uilm e Rsu: “Lavoratori lasciati nell’incertezza. Il management pensi al rilancio con progetti industriali chiari e determinati”

Pubblicato il 13 Gen 2014

Al via la protesta dei sindacati sulla vertenza Sirti, nel merito della quale venerdì il tavolo di confronto con l’azienda in Assolombarda si è concluso con un nulla di fatto. Da domani il primo sciopero e le prime assemblee del pacchetto di otto ore annunciato dai sindacati in tutti i siti sul territorio nazionale.

“L’azienda – si legge in una nota congiunta dei sindacati – doveva dare una risposta circa il riconoscimento di 8 mensilità del premio di risultato 2012 e del PdR 2013, di contro le organizzazioni sindacali nell’ultimo incontro di dicembre si erano rese disponibili da una parte di chiudere il contenzioso legale aperto sul territorio con gli uffici vertenza, e dall’altro di aprire un tavolo di confronto per rivedere in tempi certi tutto l’impianto della contrattazione aziendale Sirti”.

Durante l’incontro la Sirti avrebbe rigettato le proposte del sindacato, sostenendo che “la condizione per poter onorare il Premio di risultato – si legge nel comunicato – è che i lavoratori rinuncino a parte delle indennità che oggi vengono loro riconosciute e di praticare tutte le forme di flessibilità necessarie per rispondere ai clienti. Per quanto riguarda i costi – sostengono i sindacati – la direzione aziendale ci ha fatto presente che nonostante l’incremento del proprio fatturato di circa 100 mln di euro, gli aumenti derivanti dal contratto nazionale e del eventuale ripristino delle quote pregresse Pdr, peserebbe per svariati milioni, e intaccherebbero il già delicato equilibrio di bilancio su cui versa la società”.

Rispetto agli addetti e all’utilizzo di subappalto, da Fim, Fiom, Uilm e Rsu sottolineano che ci sarebbero circa 400 lavoratori in rapporti di collaborazione, “che ricoprono ruoli e mansioni vacanti in azienda”, mentre sull’organico “alla scadenza dei contratti di solidarietà (maggio 2014) si ipotizza un esubero di 350 persone”.

“Abbiamo chiesto – prosegue la nota – chiarimenti rispetto alle voci che circolano relativamente alla cessione, spacchettamento di aree di business e attività, e più specificamente su rumors sulla cessione dell’area energia e trasporti”. Su questo dall’azienda non sarebbero arrivate conferme né smentite, “lasciando sul tavolo più di un dubbio e tutti i problemi del caso”.

“Nella pratica – denunciano da Fim, Fiom, Uilm ed Rsu – questa è un’azienda che lascia nell’incertezza i lavoratori, alcuni dei quali subiscono trasferimenti non concordati, procedure di mobilità che si aprono per agire in termini di ricatto, attività in subappalto, cattiva gestione degli accordi sugli ammortizzatori sociali. Qualora trovasse conferma la volontà di voler ridurre il perimetro aziendale attraverso la cessione di attività e contratti a partire da quelle che danno redditività alla Sirti, saranno adottate tutte le forme necessarie tese ad evitare lo smembramento di Sirti”.

Oltre alla convocazione del pacchetto di otto ore di sciopero, i sindacati chiedono un incontro urgenti all’Ad Stefano Lorenzi, e pensano all’apertura di una vertenza nazionale per il riconoscimento della quota del Pdr.

“La Sirti – conclude la nota dei sindacati – non può pensare di invocare ammortizzatori sociali e far ricorso al subappalto per recuperare marginalità ed eludere un confronto serio sulle possibili prospettive. Il management si decida ad indicare percorsi diversi e rilanci l’azienda con progetti e industriali chiari e determinati”.

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