LE AGEVOLAZIONI

Smart tv e decoder, bonus fino a 50 euro dal 18 dicembre

Pubblicato in Gazzetta il decreto del Mise sull’erogazione dei contributi per l’acquisto di apparati che supportano il Dvb-T2. Incentivi per le famiglie con redditi fino a 20mila euro

Pubblicato il 19 Nov 2019

tv

Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto del ministero dello Sviluppo economico con modalità per l’erogazione dei contributi in favore dei consumatori finali per l’acquisto di apparati televisivi idonei alla ricezione dei programmi con le nuove tecnologie trasmissive Dvb-T2.

Il provvedimento stabilisce che il contributo è riconosciuto all’utente finale sotto forma di sconto praticato dal venditore dell’apparecchio sul prezzo di vendita Iva inclusa, per un importo pari a 50 euro o pari al prezzo di vendita se inferiore( nel caso dei decoder).

Lo sconto è applicato sul prezzo finale comprensivo dell’imposta sul valore aggiunto e non riduce la base imponibile dell’imposta. Lo sconto, in vigore fino al 31 dicembre 2022, è riconosciuto agli utenti con Isee relativo al nucleo familiare inferiore ai 20mila euro.

Si parte dal 18 dicembre del 2019; il contributo resterà in piedi fino al dicembre del 2022. I finanziamenti pubblici sono pari a 25 milioni per il 2019, a 76 milioni per il 2020, a 25 milioni per il 2021, a 25 milioni per il 2022. Parliamo, dunque, di 151 milioni in quattro anni.

Come funziona e a chi si rivolge il “bonus”

Allo sconto hanno diritto le famiglie in difficoltà che certificano di avere un reddito complessivo Isee fino a 20mila euro. Sul sito del ministero dello Sviluppo economico sarà disponibile un modulo di autocertificazione.

Al momento dell’acquisto il negoziante dovrà introdurre il codice fiscale dell’acquirente nel sito dell’Agenzia delle entrate, in modo da avere l’ok alla concessione del bonus. All’Agenzia delle entrate comunicherà anche gli estremi del documento di identità del compratore e i dati identificativi del prodotto (in modo da verificarne l’idoneità). Il negoziante recupererà lo sconto sotto forma di credito d’imposta alla prima dichiarazione fiscale utile (con l’F24). Il ministero dello Sviluppo preciserà entro un mese le modalità di recupero per i venditori di altri Paesi dell’Unione Europea, inclusi quelli che commerciano via web.

Chi deve cambiare la Tv

Se l’apparecchio è stato acquistato dal 2017 in poi la tv non va cambiata perché, a partire da quell’anno, i maggiori produttori ha introdotto il sintonizzatore integrato Dvb-T2 nei propri tv. La compatibilità della tv col nuovo standard è riportata sul manuale di utilizzo del dispositivo alla voce “digitale terrestre” o “sintonizzazione”: se compare la sigla Dvb-T2 la tv è compatibile. Se l’apparecchio non è compatibile le possibilità sono due: o acquistare una tv di nuova generazione oppure acquistare un decoder compatibile.

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