LA LETTERA

Soro: “Valorizzare il registro elettronico nella didattica a distanza”

Il Garante Privacy scrive alla ministra Azzolina: “Il ricorso allo strumento ridurrebbe l’utilizzo di piattaforme altre che non sempre si limitano all’erogazione di servizi funzionali all’attività formativa”

Pubblicato il 05 Mag 2020

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Valorizzare il registro elettronico per facilitare e ed efficientare la didattica a distanza. È il punto di vista del Garante Privacy, Antonello Soro, che a questo proposito ha inviato una lettera alla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.

“Il registro elettronico, fornito da soggetti già designati responsabili del trattamento, dice Soro – potrebbe rappresentare lo strumento elettivo mediante cui realizzare (almeno) una parte significativa dell’attività didattica, riducendo proporzionalmente il ricorso a piattaforme altre, che oltretutto non sempre si limitano all’erogazione di servizi funzionali all’attività formativa”.

“Il Garante vigilerà, come annunciato nel provvedimento del 26 marzo, sulla legittimità del trattamento dei dati personali svolto mediante le varie piattaforme utilizzate per la didattica a distanza, ma al fine di elevare le garanzie di riservatezza accordate in tale contesto è determinante la funzione di orientamento che il Suo Dicastero può svolgere, rispetto alle scelte dei singoli istituti scolastici – si lege nella lettera  – Prioritario, in tale contesto, appare dunque il completamento della disciplina dell’utilizzo del registro elettronico, di cui è auspicabile valorizzare la centralità nell’ambito degli strumenti volti a favorire la dematerializzazione di parte dell’attività didattica”.

Il Presidente dell’Autorità, nella sua lettera, sottolinea come la disciplina dell’utilizzo del registro elettronico sia “di notevole rilevanza per la gestione ‘ordinaria’ dell’attività scolastica, ma ancor più determinante nel contesto emergenziale che stiamo vivendo. Il registro elettronico costituisce, infatti, un prezioso strumento di comunicazione tra i docenti e le famiglie, tanto più nel momento attuale, caratterizzato dalla sostituzione dell’attività didattica ‘in presenza’ con quella ‘a distanza’, che necessita, come tale, di una più stretta interazione tra insegnanti, studenti e loro genitori, alla quale il registro on-line è sicuramente funzionale”. Ma, precisa il Garante, “l’inclusione, nel registro, di un novero assai rilevante – in termini quantitativi e qualitativi – di dati personali, anche di minorenni, esige tuttavia l’adozione di tutte le cautele idonee a evitare o, quantomeno, minimizzare, i rischi di esfiltrazione, trattamento illecito, anche solo alterazione dei dati stessi”. Soro auspica, a tal fine, un “perfezionamento della disciplina di settore, adottando segnatamente il ‘Piano per la dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione, università e ricerca e dei rapporti con le comunità dei docenti, del personale, studenti e famiglie’, che avrebbe dovuto essere predisposto entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge n. 135 del 2012, alla quale si deve l’introduzione di tali forme innovative di rendicontazione dell’attività didattica e di comunicazione tra scuole e famiglie. In assenza di direttive specifiche, gli istituti scolastici hanno sinora provveduto ricorrendo a soluzioni tecnologiche non sempre caratterizzate da garanzie adeguate in termini di protezione dei dati personali e talora notevolmente vulnerabili”.

Tra i criteri da seguire nella scelta degli strumenti tecnologici mediante cui svolgere l’attività formativa da remoto, si legge nello scritto, “devono assumersi anche quelli inerenti le garanzie offerte in termini di protezione dati”. “L’Autorità manifesta, sin d’ora, la piena disponibilità a ogni contributo ritenuto utile ai fini dell’adozione delle misure di garanzia dei dati personali trattati in quest’ambito”.

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