Spid, Nasi: “Servizi più user friendly o si rischia il flop”

Troppe difficoltà per richiedere l’identità digitale. Eccessiva enfasi sulla tecnologia e non sul valore aggiunto. La docente della Bocconi spiega come fare ad invertire la rotta e creare utenti e PA finalmente “all digital”

Pubblicato il 18 Mag 2016

nasi-greta-160511155638

«Mettiamoci nell’ottica nel cittadino-utente: perché dovrebbe fare lo Spid?». Con Greta Nasi, docente presso il Dipartimento di Analisi delle Politiche e Management Pubblico e direttore dell’Area Public Management & Policy della SDA Bocconi, ci domandiamo quale utilità può avere l’utilizzo del sistema pubblico di identità digitale.

Ce lo dica lei: perché dovrebbe farlo?

Guardi, rispondo anche un po’ causticamente. Ad oggi un cittadino non trova un’utilità immediata a farsi un’identità digitale, perché l’enfasi che il governo ha messo sul progetto è ancora squisitamente tecnologica e non sul valore generato.

In che senso?

Nel senso che ancora non si è ben capito a cosa serva. È vero, ci sono circa 300 servizi pubblici disponibili. Ma quali sono e quanto vengono usati dai cittadini? Al progetto ha già aderito qualche Regione- Friuli Venezia Giulia, Toscana ed Emilia Romagna – ma quante prestazioni arrivano direttamente al cittadino? Poche: al massimo il Fascicolo sanitario elettronico che, però, non c’è tra i servizi fruibili via pin unico. Senza contare le difficoltà che si incontrano per richiedere lo Spid.

Troppo complicate le modalità scelte dai provider?

Ho trovato difficoltà io che possono reputarmi un utente esperto, immagino per cittadini meno “digitalizzati”: c’è un evidente problema di accessibilità. Quindi, ripeto, perché il cittadino dovrebbe farsi lo Spid?

Non serve Spid allora?

Chiariamo un punto: sia Spid sia l’Anagrafe Unica della popolazione sono requisiti tecnologici e di interoperabilità essenziali per creare una piattaforma unica di servizi pubblici online, ma finché non si spiega ai cittadini la convenienza i progetti rischiano di fare flop.

Come evitare il rischio flop?

Serve la politica. Serve un un’idea di Paese o meglio di quello che il Paese può diventare – più semplice, più competitivo, più innovativo – sfruttando le opportunità dello Spid come di altri progetti strategici. Opportunità che sono, sì, di semplificazione e di buon funzionamento della macchina amministrativa ma anche di occupazione, di creazione di nuovi posti di lavoro qualificati. Se si riesce a fare questo allora identità digitale e Anpr saranno driver di innovazione.

Tra i vantaggi di Spid, oltre quelli che dovrà generare per cittadino e PA, c’è la spinta che possono dare al mercato ad investire in alta tecnologia. Penso alle risorse messe in campo da “campioni” come Poste e Telecom. Lei che idea si è fatta in proposito?

Viene da sé che quando si spingono gli investimenti in innovazione il Paese ha tutto da guadagnare. A mio avviso il tema non è tanto questo – ben vengano gli investimenti di Poste e Telecom – quanto, ancora una volta, l’impatto che questi hanno sulla vita del cittadino. Mi spiego: ci sono tre soggetti che rilasciano Spid, ci hanno però speigato cosa succede semmai uno di questi – non dico che fallisca – ma, quanto meno, non trovi più profittevole essere provider? Che fine fanno i dati dei cittadini e i pin?

E dunque?

È necessario che la ownership dei dati resti nelle mani delle autorità pubbliche sia per motivi di sicurezza sia di accessibilità. Il cittadino non deve rifare tutta la procedura per avere uno nuovo Spid, altrimenti la semplificazione dov’è? E sempre sulla semplificazione c’è da evidenziare il tema delle ridondanza degli strumenti.

L’obiettivo è far sparire tutte le smart card – Cns e Cie – perché si dovrà accedere alla PA solo tramite Spid.

Sì, l’obiettivo è questo. Ma voglio sapere quali sono i tempi previsti per la “sostituzione” e cosa succede ai dati del cittadino al momento della transizione. Altrimenti il rischio è che si metta in campo la solita innovazione incrementale che aggiunge un pezzettino di tecnologia nella PA, senza modificare processi e servizi.

Per chiudere il cerchio della cittadinanza digitale si lavora alla creazione dell’Anagrafe unica. Come giudica il progetto?

Si tratta di un progetteo essenziale. Andava fatta 20 anni, è comunque bene che si faccia adesso.

Però?

Anche qui rilevo un approccio tecnologico, senza attenzione alle finalità organizzative e strategiche dell’Anpr, che potrebbe avere impatto anche nella definizione delle architetture e sull’interoperabilità dei dati nonché sugli usi futuri. Il punto è che la banca dati nazionale deve andare oltre l’automazione.

In che direzione?

Sulla via delle generazione del valore per le pubbliche amministrazioni e la qualificazione del personale pubblico. Aspetti questi ancora poco evidenziati.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati