IL PIANO

Startup, mossa Ue “debit-free” per chi fallisce. Radaelli: “Svolta culturale”

Il piano della Commissione europea prevede di liberare dal debito in massimo di 3 anni le imprese 2.0 che chiudono i battenti. Il presidente di Anitec: “L’Europa si dimostra all’avanguardia”. Nella strategia di Bruxelles anche miglior accesso al credito e semplificazione fiscale

Pubblicato il 24 Nov 2016

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Gli investimenti in capitali di rischio, il diritto fallimentare e la tassazione. Sono questi i 3 pilastri del piano europeo per le nuove imprese innovative Start-up Scale-up Iniziative. Appena lanciato dalla Commissione Ue, punta a offrire ai numerosi imprenditori 2.0 europei tutte le opportunità per divenire società leader a livello mondiale. Ma soprattutto per sopravvivere alla fase critica dei primi anni, cercando così di sfruttare le potenzialità offerte da un bacino di 500 milioni di consumatori nell’UE anziché chiudere i battenti o tentare la fortuna altrove.

Semplificazione e finanziamenti: la missione Ue – La Commissione europea è determinata a modificare questa situazione in chiaroscuro: “Le startup di oggi potrebbero diventare domani esempi di successi mondiali – spiega la vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen, responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività -. Vogliamo aiutarle a restare in Europa, indicando loro come orientarsi e mettendole in grado di poter approfittare di una seconda opportunità, senza essere stigmatizzate se la loro idea non ha avuto successo al primo tentativo e migliorando l’accesso ai finanziamenti mediante l’aumento degli investimenti privati in capitali di rischio”.

Secondo Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le Pmi, attualmente le startup “non sfruttano appieno tutte le opportunità del mercato unico”. Avviare e sviluppare un’impresa in Europa “deve diventare più facile e dobbiamo diventare il luogo privilegiato per trasformare le grandi idee imprenditoriali in imprese di successo”.

Il piano di Bruxelles – L’iniziativa riunisce una serie di azioni nuove ed esistenti creando un quadro più coerente che consenta alle start-up di crescere e operare in tutta Europa, in particolare per quanto riguarda i seguenti aspetti:

· Migliore accesso al credito. La Commissione e la Banca europea per gli investimenti varano un fondo di fondi paneuropeo di capitali di rischio. L’UE fornirà gli investimenti cardine mettendo a disposizione un bilancio massimo di 400 milioni di euro mentre i gestori del fondo dovranno raccogliere almeno il triplo da fonti private, mobilizzando così finanziamenti per almeno 1,6 miliardi di euro facenti capo a capitali di rischio. Il fondo sarà gestito da uno o più gestori di fondi di provata professionalità ed esperienza per garantire un reale approccio basato sul mercato e integrerà gli esistenti strumenti di finanziamento dell’UE, quali il Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis), il programma per la competitività delle imprese e le Pmi (Cosme) e il programma Ue di finanziamento della ricerca e dell’innovazione Orizzonte 2020.

· Una seconda opportunità per gli imprenditori. La Commissione ha presentato una proposta legislativa in materia di diritto fallimentare che consentirà alle imprese in difficoltà finanziarie di provvedere subito a una ristrutturazione in modo da evitare il fallimento e il licenziamento del personale. Sarà inoltre più facile per gli imprenditori onesti beneficiare di una seconda opportunità senza essere penalizzati per l’insuccesso di precedenti iniziative imprenditoriali, in quanto saranno integralmente liberati dal debito dopo un periodo massimo di 3 anni.

· Dichiarazioni fiscali semplificate. La Commissione è impegnata anche in una serie di semplificazioni fiscali, tra cui la recente proposta di una base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società (Ccctb), volta a sostenere le piccole imprese innovative che mirano ad un’espansione oltre frontiera. Esistono inoltre iniziative quali i piani per una semplificazione del sistema Iva dell’UE e l’ampliamento dei prossimi orientamenti sulle migliori pratiche seguite negli Stati membri per quanto riguarda i regimi fiscali per i capitali di rischio.

Radaeilli (Anitec): “L’Europa dimostra di credere nelle startup” – Il provvedimento della Commissione Europea, commenta Cristiano Radaelli, presidente dell’Associazione confindustriale dell’Ict e dell’elettronica di consumo, “è uno strumento concreto per lo sviluppo dell’imprenditorialità innovativa. Siamo molto lieti di questa iniziativa, come abbiamo molto apprezzato gli strumenti predisposti dal Governo italiano nel piano Industria 4.0”. Si tratta, aggiunge Radaelli, “di un’iniziativa che interessa direttamente il mondo delle Pmi, a testimonianza del fatto che per innovare dobbiamo partire dalle piccole realtà che costituiscono l’ossatura portante del nostro sistema economico”.

La proposta legislativa in materia di diritto fallimentare “rappresenta un passo importante anche dal punto di vista culturale – spiega il presidente di Anitec -. Chi innova e crea nuovi business può fallire nel suo tentativo, ma se è stato onesto deve poter avere una seconda opportunità. Finora abbiamo assistito ad una prevalenza di annunci sull’importanza dell’innovazione per rilanciare l’economia, mentre ora, in Italia e in Europa, stiamo entrando nel campo di strumenti legislativi utili e mirati”.

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