IL CASO

Startup online, allarme Assintel: “Con piattaforma unica concorrenza a rischio, danni per le Pmi”

In una lettera inviata al ministro allo Sviluppo economico Giorgetti e al viceministro Pichetto Fratin, l’associazione esprime preoccupazione sul Dlgs che regola la costituzione da remoto delle imprese. Paola Generali: “Così si frena la trasformazione digitale del Paese”

Pubblicato il 25 Ago 2021

ASSINTEL REPORT 2020 - Il Mercaro ITC e l'Evoluzione Digitale in Italia- Roma 24 Ottobre 2019

Le imprese dell’Ict lanciano l’allarme sul Dlgs che regola la costituzione online delle srl e delle srls, startup incluse. In una lettera inviata al ministro per lo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, e al viceministro Gilberto Pichetto Fratin, Assintel esprime preoccupazione sulla piattaforma digitale unica che sarà gestita dal Notariato.

“La principale preoccupazione – evidenzia nella missiva la presidente di Assintel, Paola Generali – è che, nel caso in cui questo sistema unico fosse effettivamente adottato, si aprirebbe la strada ad ulteriori possibili distorsioni della concorrenza, che potrebbero riguardare i Notai o altri Ordini professionali, attraverso la creazione di piattaforme ad hoc prodotte da società in-house e poi imposte agli appartenenti ai suddetti Ordini”.

La piattaforma digitale unica, secondo l’associazione, oltre ad andare contro a quelli che sono i principi fondamentali della Direttiva Ue 2019/1151- che il Dlgs licenziato dal governo recepisce – genererebbe infatti una forma di monopolio della Notartel, società in-house di proprietà del Consiglio Nazionale del Notariato e della Cassa Nazionale del Notariato, con conseguenti distorsioni alla libera concorrenza.

E questo evenutale monopolio sarebbe fuori dal perimetro della normativa sulla concorrenza e quindi non sanzionabile da alcuna Autorità terza come l’Antitrust dato che, come noto dalla Legge di Bilancio 2018, le disposizioni che regolano la concorrenza non si applicano alla regolamentazione interna della professione notarile.

In questo contesto le prime a farne le spese sarebbero le imprese che operano nel mercato dell’Ict, comparto formato soprattutto da piccole e medie realtà che, solo nel 2020, ha generato un indotto di oltre 30 miliardi di euro. 

“Sarebbe paradossale se proprio in questa fase, nella quale tutti i Paesi sono impegnati a sostenere la digitalizzazione di imprese, Pubblica Amministrazione e cittadini – sottolinea Generali – il Governo adottasse un provvedimento che andrebbe a danneggiare la filiera italiana delle aziende produttrici e/o fornitrici di applicazioni e servizi innovativi fondamentali per accelerare la trasformazione digitale del nostro Paese”.

Di qui l’appello di Assintel al governo a riconoscere la possibilità, per ogni singolo notaio, così come in futuro per ogni singolo professionista, di scegliere la piattaforma tecnologica più idonea per la stipula di atti pubblici telematici, stabilendo specifici requisiti e criteri che tutte le piattaforme dovranno rispettare per garantire la conformità ai massimi livelli di legalità e sicurezza.

“Riteniamo che solo in questo modo sarà tutelata la libera concorrenza e saranno salvaguardate le imprese dell’Ict, in grado di mettere a disposizione degli utenti piattaforme altamente performanti e in grado di ridurre i costi e i tempi per l’erogazione dei servizi”, conclude la lettera.

Startup online, cosa prevede il Dlgs

Il Dlgs in questione recepisce la direttiva Ue 2019/1151 che regola l’utilizzo di strumenti e processi digitali nel diritto societario. Lo schema stabilisce che l’atto costitutivo delle srl e srls, aventi sede in Italia e con capitale versato mediante conferimenti di denaro, potrà essere ricevuto dal notaio per atto pubblico informatico con la partecipazione in videoconferenza. A predisporre e gestire la piattaforma per i collegamenti da remoto sarà il Consiglio nazionale del Notariato: il sistema consentirà la verifica dell’apposizione della firma digitale e del suo titolare nonché l’attestazione di validità dei certificati di firma utilizzati.

Lo schema rimanda a un emendamento dei senatori PD alla legge delega Ue che stabiliva “che la costituzione online sia relativa alla società a responsabilità limitata e alla società a responsabilità limitata semplificata con sede in Italia, con capitale versato mediante conferimenti in denaro, e sia stipulata, anche in presenza di un modello standard di statuto, con atto pubblico formato mediante l’utilizzo di una piattaforma che consenta la videoconferenza e la sottoscrizione dell’atto con firma elettronica riconosciuta”.

In verità la norma non chiariva espressamente che dovesse essere il Notariato a sviluppare la piattaforma ma nelle settimane successive il via libera all’emendamento il Mise – il dossier è seguito dal viceministro Gilberto Pichetto Fratin – aveva immediatamente iniziato un confronto con i notai: sul tavolo, appunto, la realizzazione del sistema di videoconferenza. Il governo ha dunque messo nero su bianco il risultato di quel confronto, dando ai notai il compito chiave di mettere a punto il sistema che permetterà di costituire online le startup.

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