SCENARI

Studi legali e innovazione, cambio di passo in Italia. Ma restano nodi da sciogliere

Secondo uno studio di Wolters Kluwer la pandemia ha accelerato l’adozione di soluzioni tecnologiche e l’80% dei professionisti prevede investimenti per migliorare prestazioni, efficienza e produttività. Solo il 30%, però, si dice in grado di gestire in maniera ottimale le piattaforme

Pubblicato il 18 Giu 2021

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La pandemia ha accelerato la trasformazione digitale anche nella professione legale, segnando un passo importante soprattutto per alcune tecnologie fondamentali nella gestione del business e nel contenimento dei costi. Resta però ampio il gap nella capacità di sfruttarle al meglio.

È quanto emerge dalla ricerca “2021 Wolters Kluwer Future Ready Lawyer Survey: Moving Beyond the Pandemic” (QUI DISPONIBILE L’INFOGRAFICA) realizzata da Wolters Kluwer Legal & Regulatory su un panel di oltre 700 professionisti del mondo legale tra studi e corporate legal deparment di Stati Uniti ed Europa.

I principali risultati della ricerca

L’80% del panel ha evidenziato un incremento nella necessità di soluzioni tecnologiche in funzione della pandemia. “Dalla ricerca emerge come le soluzioni tecnologiche si siano rivelate essenziali per la resilienza del business nell’ultimo anno”, sottolinea Martin O’Malley, Executive Vice President e Managing Director Wolters Kluwer Legal & Regulatory. “I professionisti vedono nella digital transformation e nella tecnologia due driver di cambiamento sui quali continueranno ad investire per migliorare prestazioni, efficienza e produttività.”

Confermato il trend generale degli ultimi tre anni in merito agli investimenti in tecnologia, che aumenteranno per il 61% degli intervistati (51% nel 2019, 60% nel 2020). Per il 77%, l’impatto maggiore nei prossimi tre anni sul settore legale sarà generato proprio dalla crescente importanza della tecnologia oltre che dalla capacità di gestire una maggiore quantità di informazioni complesse. In controtendenza, per il secondo anno consecutivo, la capacità di gestire tali tecnologie: solo poco più del 30% degli intervistati, infatti, ritiene la propria attività in grado di farlo. Nel 2021 è in aumento dal 68% al 73% chi prevede l’utilizzo di “alternative legal service provider” (Alsp).

Il rapporto con la digitalizzazione influisce anche nelle scelte dei consulenti esterni: il 91% (81% nel 2020) degli uffici legali aziendali già chiede, o prevede di farlo, come lo studio legale a cui si affida utilizzi la tecnologia. Per l’82% la capacità di utilizzare la tecnologia per migliorare produttività ed efficienza – oltre a collaborazione e processi lavorativi – è il primo fattore di valutazione nella selezione del partner legale a cui affidarsi.

Le tecnologie adottate dal mondo legale

Tra le tecnologie che stanno rivoluzionano il mondo legale, si confermano al primo posto le più performanti in grado di portare maggiore valore aggiunto. In particolare: i Big Data e l’analisi predittiva nei prossimi tre anni avranno un impatto sull’attività legale per il 75% dei corporate legal office, in crescita rispetto al 67% del 2020. In aumento anche la percentuale relativa agli studi legali, che si attesta al 69% rispetto al 58% del 2020. Si conferma anche in questo caso il gap generale nell’applicazione di queste tecnologie: meno di un terzo dichiara infatti di conoscerle molto bene. Cresce l’attesa, a tutti i livelli, dell’impatto sul business generato dalle tecnologie trasformazionali.

Le tecnologie trasformazionali sono in crescita: secondo il 75% (67% nel 2020) dei corporate legal office, i Big Data e l’analisi predittiva avranno un impatto sulle loro attività nei prossimi tre anni.

Le law firm e gli uffici legali aziendali che sfruttavano e investivano già in tecnologia dal 2019 (46% degli intervistati) si sono rivelati maggiormente preparati a gestire la crisi generata dalla pandemia, mantenendo la continuità aziendale. Il 65% ha confermato, inoltre, di voler continuare ad investire in innovazione.

I trend in atto nel comparto

A seguito di un anno particolarmente complesso, gli avvocati si aspettano che, nel superare la pandemia, i trend già evidenziati nel 2020 accelereranno a tutti i livelli. Le principali dinamiche che si stima avranno il maggiore impatto sulle attività del settore legale sono: crescente importanza della tecnologia legale (77%); gestione di una maggiore quantità di informazioni complesse (77%); soddisfare le mutevoli aspettative dei clienti/della leadership (76%); capacità di assumere e trattenere i talenti (76%); attenzione al miglioramento dell’efficienza/produttività (75%). Si conferma un significativo gap tra i trend complessivi e la preparazione degli avvocati a stare al passo: solo il 36%, o una percentuale inferiore, degli avvocati afferma infatti che la propria attività è preparata a stare al passo con questi trend.

La pandemia ha inoltre esacerbato la pressione a cui sono sottoposti i corporate legal office. Di fronte a un incremento significativo del carico di lavoro e a risorse limitate, le sfide principali individuate dai corporate legal office inseriti nella ricerca “2021 Future Ready Lawyer Survey” sono essenzialmente tre: automatizzare le attività di routine e fare leva sulla tecnologia nei processi lavorativi; ridurre/controllare i costi legali esterni; gestire le crescenti richieste dirette all’ufficio legale aziendale. Per superare queste sfide, il 57% dei corporate legal department si attende una crescita dei propri investimenti tecnologici nei prossimi tre anni, mentre l’84% si attende un maggiore utilizzo della tecnologia per migliorare la produttività.

Con il cambiamento arrivano anche le sfide. Solo il 28% considera il proprio ufficio molto preparato a implementare in modo efficiente i processi di Change Management e solo il 27% a implementare le Transformational Technology.

Il cambiamento all’interno degli studi legali

Gli studi legali sono impegnati a rispondere alle richieste sempre più pressanti da parte delle aziende, investendo e innovando per incrementare l’efficienza e il valore della propria consulenza.

ll 63% degli studi legali si aspetta una crescita dei propri investimenti tecnologici; mentre gli studi si concentrano sul cambiamento delle aspettative del cliente, il 74% sottolinea che investirà nelle nuove tecnologie per supportare le attività aziendali e il lavoro dei clienti. Tuttavia, nota lo studio, è necessario che gli studi facciano alcuni passi avanti poiché solo il 32% ritiene di essere molto preparato a usare la tecnologia per incrementare la produttività e solo il 28% è preparato a utilizzare la tecnologia per migliorare i servizi al cliente.

Come gli uffici legali aziendali, anche gli studi legali stanno valutando nuovi metodi di lavoro. Rispetto al 2020, una maggiore percentuale di studi legali prevede di incrementare l’impiego di personale che non esercita la professione legale per svolgere il lavoro (69%); gli strumenti “self-service” per i clienti (68%); le risorse di terzi o in outsourcing (68%); e personale a contratto (65%).

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