Un autogol che rischia di provocare un vero e proprio terremoto. A rischio ci sono gli utili del comparto dei semiconduttori, che sta per essere messo in ginocchio dai dazi al 25% sui beni cinesi e dall’inserimento di Huawei nella lista nera americana. In queste ore cominciano a partire i primi warning degli analisti per quanto riguarda il settore dei semiconduttori, secondo Raymond James.
Secondo l’analista Chris Caso, infatti “Ci aspettiamo che molte, se non la maggior parte delle aziende nel settore dei semiconduttori abbassino le loro stime trimestrali”. L’affermazione è contenuta nella nota agli investitori che viene mandata periodicamente ai clienti dell’analista. E il taglio delle previsioni fatto lo scorso lunedì da Lumentum Holdings è probabilmente il primo di una lunga serie. Anche Qorvo ha abbassato le previsioni martedì scorso. Tra le aziende con la maggior esposizione: Xilinx, Analog Devices, Broadcom, Intel, Nvidia e Skyworks Solutions.
Raymond James si aspetta che Huawei abbia accumulato un inventario significativo di componenti – fino a un anno – in previsione di un divieto. Bisognerà che l’azienda finisca le sue scorte accumulate prima che le spedizioni di componenti riprendano. Allo stesso tempo, il rischio va oltre i soli fornitori di Huawei, se si prendono in considerazione anche le maggiori tariffe commerciali imposte dagli americani e le potenziali di rappresaglie da parte della Cina. L’attuale recessione che il settore dei semiconduttori sta affrontando sarà probabilmente più lunga e più grave di quanto previsto in precedenza. Addirittura, secondo gli analisti la catena di approvvigionamento potrebbe bloccarsi mentre le aziende attendono una soluzione.
Secondo Caso non è però ancora il momento di comprare azioni delle aziende del settore, che sono state disinvestite ma il cui prezzo non ha ancora raggiunto il minimo possibile. Secondo Caso infatti solo quando il sentimenti degli investitori sarà sceso ancora e le stime cadute ancora arriverà il momento per fare acquisti di titoli del settore. Intanto l’indice dei semiconduttori di Filadelfia ieri è cresciuto del 2,6% sulla possibilità di una speculazione dopo tre giorni in forte negativo.