Tagli IT alla PA, Santoni: “A rischio il futuro del Paese”

Il presidente di Assinform: “Spending review necessaria, ma così si penalizzano le componenti che hanno effetti positivi sull’economia”

Pubblicato il 28 Ott 2015

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“L’Italia ha bisogno di Innovazione e di Crescita se vuole essere, come merita, una delle maggiori economie europee insieme a Germania, Regno Unito e Francia, ed entrambe le cose richiedono un impegno nell’Ict e nel Digitale da parte delle imprese, dei cittadini e delle Pubbliche Amministrazioni. Dei tre ambiti la PA è quello più importante, per le ovvie ricadute che ha nei confronti delle altre due. Ridurre l’impegno della PA sull’Agenda Digitale vuol dire quindi incidere negativamente sul futuro del Paese che già non brilla da questo punto di vista”. Questo il commento di Agostino Santoni presidente di Assinform sull’articolo 29 della legge di Stabilità che ha tagliato del 50% la spesa IT della PA.

“La Spending Review è a nostro avviso una esigenza improcrastinabile intesa come “revisione” della spesa e non necessariamente come “riduzione” – prosegue Santoni – Quello che conta è la qualità e non la quantità ed il processo di revisione deve distinguere tra le componenti con effetti positivi sull’economia, anche di medio-lungo termine, e quelle che invece hanno solo un impatto monetario nel breve”.

“Se l’Italia ha difficoltà a mantenere il passo con i Paesi più sviluppati – conclude – ciò è dovuto in larga misura proprio a causa del ritardo tecnologico che abbiamo rispetto all’Europa e non possiamo assolutamente permetterci di fare un ulteriore passo indietro in questo settore sarebbe un errore imperdonabile nel presente e per il futuro”.

La “manovrina” stando alle prime stime vale circa 3 miliardi di investimenti in meno e secondo quanto risulta a CorCom l’articolo 29 sarebbe stato inserito last minute. Nella versione del testo datata 21 ottobre infatti non compare e sotto il numero dell’articolo c’era scritto “istruttoria in corso”.

In dettaglio l’articolo 29 della manovra disciplina al punto 1 che le pubbliche amministrazioni e le società inserite nel conto economico delle PA facciano esclusivo riferimento a Consip (che a sua volta acquisisce il parere vincolante di Agid sui parametri di qualità e prezzo, si legge al punto 2) per i propri approvviggionamenti (a meno di autorizzazione motivata dall’organo di vertice amministrativo, chiarisce il punto 4) “al fine di garantire l’ottimizzazione e la razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi in materia informatica”. Ma è al punto 3 che è stato inserito il taglio: “La procedura (…) ha un obiettivo di risparmio di spesa annuale, a decorrere dall’anno 2016, del 50 percento alla spesa annuale complessiva relativa al triennio 2013-2015 nel settore informatico“, si legge. Stando alle prime stime la decurtazione sarebbe anche superiore al 50% poiché nell’anno 2013 il tetto risulta essere più alto di quello degli anni successivi e quindi la media triennale sarebbe ulteriormente sfavorevole.

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