L'INTERVISTA

Tampieri (Enea Tech): “Dal trasferimento tecnologico sprint alla ripartenza”

La presidente delinea gli obiettivi della Fondazione: “Puntiamo a promuovere e anticipare i salti ‘digitali’ e quindi favorire lo sviluppo economico del Paese. Sanità, Deep Tech, IT e Green Economy i settori su cui investire”

Pubblicato il 04 Mar 2021

TampieriAnna_red

Enea Tech si candida a fare da catalizzatore per la ripartenza del Paese, puntando su ricerca, innovazione e competenze. Anna Tampieri, presidente della Fondazione istituita dal Mise, delinea vision e azioni strategiche.

Tampieri, che ruolo può svolgere Enea Tech nella ripartenza del Paese?

Enea Tech, plasmata sul modello americano delle grandi Agenzie Federali statunitensi (Darpa) e di agenzie europee (Eic), ha come missione è quella di contribuire a espandere il tessuto produttivo italiano, grazie a specifici investimenti su tecnologie strategiche capaci di valorizzare la conoscenza generata da ricercatori e scienziati, anche attraverso il rientro dei nostri cervelli dall’estero. Intendiamo fare questo utilizzando la leva del trasferimento tecnologico per promuovere e anticipare i salti tecnologici e quindi favorire lo sviluppo economico del nostro Paese.

Quali sono i progetti chiave di Enea Tech?

Proprio recentemente, il 16 febbraio, abbiamo lanciato la nostra prima call pubblica. Una sorta di chiamata alle armi con cui intendiamo entrare in contatto con le migliori idee, tecnologie, team di ricerca e aziende che stanno lavorando sulle innovazioni del futuro. La struttura agile di Enea Tech sta già consentendo di scandagliare le iniziative di team di ricerca, spin off e start-up, secondo il modello Espa – Esplorazione, Sperimentazione, Accelerazione – ma allo stesso tempo di intervenire anche su grandi progetti con modelli Tech Building, allo scopo di riposizionare l’Italia ad un livello competitivo nella sfida globale presente e futura.

Il Next Generation Eu può rappresentare una svolta per ridisegnare il modello di sviluppo: in questo scenario che ruolo per l’innovazione e il digitale?

Noi siamo convinti che la conoscenza trasformata in innovazione sia un passaggio obbligato e il primo passo per creare valore, sviluppo economico, coesione sociale e per rafforzare le linee di attività delle filiere industriali verso un progresso consapevole e sostenibile. Enea Tech si è strutturata per identificare e accelerare lo sviluppo di tecnologie strategiche capaci di promuovere salti quantici tecnologici e raggiungere, di conseguenza, obiettivi fondamentali quali una sovranità tecnologica italiana, l’attrazione e valorizzazione di ricercatori e scienziati anche attraverso il rientro dei cervelli, la liberazione del potenziale inespresso del nostro Paese, penso ad esempio anche ai livelli ancora insufficienti di imprenditorialità femminile. E poi non possiamo non fare riferimento agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) definiti dalle Nazioni Unite, rispetto ai quali l’impatto della Fondazione e del Fondo Trasferimento Tecnologico sono valutati.

Che strumenti si possono mettere in campo per raggiungere questi ambiziosi obiettivi?

È anche di estrema importanza mettere in campo nuovi strumenti e sulla scia di quanto già fatto dai paesi europei più avanzati, puntare ad nuova figura di Ricercatore Manager, con capacità di sintesi multidisciplinare ispirata ad una visione che lega la ricerca scientifica allo sviluppo di innovazione resiliente, in grado di generare valore per lo sviluppo economico del nostro paese. Su questo stiamo lavorando fin dal primo giorno.

E su quali settori è prioritario investire?

Il ruolo centrale di Enea Tech nell’ambito della Catena di Valore: Ricerca-Conoscenza- Innovazione- Sviluppo, si concretizza in azioni su 4 linee verticali di intervento (Health, DeepTech, Information Technology e Green Energy-Circular Economy) che identificano i settori più strategici per lo sviluppo socio-economico dell’Italia e che passano attraverso la creazione di grandi imprese e/o il rafforzamento delle imprese esistenti stremate dalla crisi pandemica. Il percorso impervio e pieno di dissuasori che porta un prodotto di ricerca a diventare innovazione e ad essere valorizzato sul mercato, oggi potrà essere delineato e supportato da Enea-Tech come uno dei principali propulsori della catena del valore.  Nel settore Salute, le tecnologie con una previsione di crescita esponenziale come l’Intelligenza Artificiale, la Robotica, Internet of Things, la Realtà Aumentata, stanno cambiando rapidamente e profondamente il rapporto tra paziente e sanità. Occorrerà quindi attenzionare tutte quelle tecnologie che contribuiranno a disegnare nuove visioni e nuove strategie in questo scenario, e allo stesso tempo che siano in grado di proporre soluzioni innovative per la prevenzione, diagnosi e cura. Le filiere industriali italiane del farmaceutico e del biomedicale sono eccellenze riconosciute a livello internazionale perciò l’Italia può avere un ruolo da protagonista in questa trasformazione mirando anche ad una innovazione sostenibile in linea con l’agenda 2030 dell’Onu. La pandemia che sta flagellando tutto il mondo ha evidenziato i limiti della nostra organizzazione Sanitaria e la necessità di nuovi modelli organizzativi, ed ha sottolineato la necessità di sviluppo e sfruttamento dei risultati della ricerca nel settore delle biotecnologie, della biologia molecolare e della medicina. Accanto a questo non meno importanti sono la riduzione dei tempi per le sperimentazioni in vivo e l’applicazione di modelli statistici efficienti per accelerare la qualificazione e certificazione dei prodotti.

Cosa ci può dire degli altri settori chiave?

Una particolare attenzione dovrà poi essere rivolta al settore Deep Tech che riassume in sé le maggiori criticità nel processo di ricerca e sviluppo e identifica le principali sfide della frontiera tecnologica e della sostenibilità, oltre al presidio della sicurezza nazionale. In questo settore Enea Tech intende investire sulle tecnologie emergenti, come quelle quantistiche, nel presidio dei servizi di Difesa e Sicurezza, nello sviluppo di microelettronica e fotonica. Accanto a queste tematiche, altri ambiti di intervento saranno la filiera aerospaziale, la robotica industriale, e la meccanica avanzata. La crisi climatica poi, è al tempo stesso la più grande sfida e opportunità della nostra epoca che possiamo immaginare come una combinazione di macro-pressioni capaci di cambiare radicalmente ogni singolo settore e portare alla più ampia riallocazione di capitali nella storia umana. Tra le tematiche più attuali, quelle relative a Green Energy e Circular Economy identificano tecnologie ed innovazioni nell’eccellente know-how scientifico e industriale italiano, per creare nuove imprese in grado di competere a livello mondiale nei settori della transizione energetica, del trasporto elettrico, dell’ottimizzazione della rete, dell’idrogeno, della riforestazione, dell’agricoltura rigenerativa, della biologia sintetica, del riciclo e dei nuovi materiali. I periodi di lock-down imposti dalla pandemia hanno evidenziato la necessità di una efficace ed estesa interconnessione via cavo per consentire un’efficiente attività lavorativa da remoto. Nei prossimi 10 anni dovremo essere in grado di codificare digitalmente tutto il mondo fisico, le accelerazioni tecnologiche stanno per aprire una nuova era in cui tutto è intelligente, connesso e basato sui dati. Occorre lavorare per la costruzione di questo nuovo mondo individuando le future catene del valore affinché l’Italia diventi leader dei nuovi mercati innovativi globali. Riteniamo che l’area Information Technology interverrà su infrastrutture digitali (6G, 7G), “swarm satellites”, web 5.0, sovranità e portabilità dei dati, Realtà Aumentata / Realtà Virtuale per formazione e cultura, Intelligenza Artificiale e “Big data” per le filiere industriali, aumento della potenza di calcolo, crittografia nelle infrastrutture critiche monetarie, riconoscimento biometrico e quantum computing.

L’Italia ha le carte in regola per la svolta “green & blue”?

È già stato detto che la ripresa economica post-Covid, quando si manifesterà sarà digitale e di colore verde. La decarbonizzazione avrà come contraltare una grande spinta verso lo sviluppo di energie rinnovabili e nuove infrastrutture green che si tradurrà nella necessità di tecnologie rinnovabili, proprio quelle che Enea Tech ha nel suo mirino ed intende valutare e finanziare fino ad avviare un percorso che raggiunge la blue economy. Si prevede che la vocazione ambientalista potrebbe indurre la trasformazione della green economy con la blu economy : mentre la green economy chiede alle imprese di investire risorse nella riduzione dell’impatto ambientale, la blue economy intende eliminare del tutto le emissioni dannose per il pianeta, rivoluzionando i sistemi di produzione attraverso la biomimesi. Più in particolare non solo l’avvio di un’economia pulita dell’idrogeno accanto ad energia rinnovabile eolica e solare, trasporti e logistica più ecologici, incentivi ad una mobilità verde e la riqualificazione industriale verso nuove opportunità economiche sostenibili , ma anche una nuova forma di economia sostenibile che punta al biomimetismo. L’attenzione verrà puntata verso l’imitazione dei processi biologici e biomeccanici della flora e della fauna terrestre, con l’intento di cercare soluzioni da applicare alle attività umane e lo scopo di migliorare le tecniche di produzione e trasformazione in diversi ambiti industriali.

Come si colloca l’attività della Fondazione nel quadro europeo?

Gli obiettivi di Enea Tech sono di conseguenza pienamente allineati rispetto agli orientamenti strategici e alle missioni identificate dalla Commissione Europea nella Programmazione 2021-2027 di Ricerca e Innovazione. In particolare il programma European Innovation Council mira a esplorare idee visionarie per tecnologie future radicalmente nuove , che sfidano gli attuali paradigmi e si avventurano nell’ignoto, ma allo stesso tempo ad alto potenziale per la nostra società e l’economia europea.

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