SCENARI

Tech Index, il 66% delle aziende europee stima aumento dei ricavi

È quanto emerge dalla survey sui prossimi 12 mesi realizzata dallo studio legale internazionale Dla Piper su 350 compagnie con fatturati da 10 milioni a 10 miliardi di euro. La variabile geopolitica però abbatte del 4% le prospettive. Ferrari: “Innovazione e partnership considerate opportunità di crescita e capitalizzazione”

Pubblicato il 14 Nov 2022

DLA Piper Tech index

Il settore tecnologico “tiene”: nonostante la difficile congiuntura macro-economica, le prospettive restano ottimistiche, secondo il Tech Index Report (SCARICA QUI IL REPORT COMPLETO) dello studio legale internazionale Dla Piper.

La valutazione complessiva dell’Index biennale per il 2022 è cresciuta da 67 a 68 rispetto al rapporto di due anni prima. Da un lato, il trend positivo è in rallentamento e risente delle forti tensioni geopolitiche attuali, che, se calcolate, fanno scendere di 4 punti il punteggio complessivo. Dall’altro, la resilienza del settore tecnologico è garantita dalla previsione dell’aumento dei ricavi per il 66% delle imprese, dalla fiducia che permane nonostante la crescente complessità normativa, e dalle opportunità intraviste nel piano Esg.

I ricavi: l’hitech è resiliente

La sesta edizione del Report è basata sulle interviste con senior executives appartenenti a 350 aziende europee con fatturati dai 10 milioni ai 10 miliardi di euro. Alcuni tra i risultati più rilevanti del Tech Index:

  • La rilevanza della variabile geopolitica sul settore, con una diminuzione del 4% sul punteggio totale quando presa in considerazione;
  • Il 66% degli intervistati si sente sicuro di poter avere un incremento di fatturato nei prossimi 12 mesi. Il 28% si aspetta un aumento dei ricavi del 6-10%. Il 13% prevede una diminuzione dei ricavi.
  • Il 40% (il 4% in più rispetto al 2020) non vede nessun beneficio dall’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea (Brexit); per il 44% è negativo;
  • Sono cresciuti gli intervistati che hanno visto un impatto domestico ed europeo della regolamentazione ambientale sul loro business;
  • Il 68% vede un aumento da moderato a significativo rispetto alle opportunità di business dovuto alle politiche Esg;
  • IoT, intelligenza artificiale (Ai) e cybersecurity sono le tecnologie in cui si prevede la massima crescita. Benefici attesi anche dal 5G. Sul fintech, i requisiti normativi sono spesso citati dagli intervistati come uno svantaggio fondamentale per l’investimento e l’attuazione.

Alessandro Ferrari, partner di Dla Piper e responsabile del settore Technology in Italia, commenta: “In un momento di grande incertezza, il nostro Technology Index rappresenta un’affascinante visione della prospettiva delle aziende del settore sullo sfondo di una pandemia, di una possibile recessione economica e di grandi eventi geopolitici tuttora in corso, dagli esiti imprevedibili. L’Indice di quest’anno mostra che il settore, da sempre resiliente, trovando spesso soluzioni e opportunità nuove di fronte alle sfide globali, continua a esserlo senza sosta. Dall’innovazione agli investimenti, alle partnership anche in ottica di trasformazione di player che non nascono originariamente in questo settore, abbiamo riscontrato che le società intervistate sono molto attive e flessibili non solo per proteggersi dai venti contrari in corso, ma spesso riuscendo a convertirli in opportunità di crescita e capitalizzazione”.

L’impatto del Covid

Riguardo all’impatto del Covid-19, il 52% degli intervistati ritiene che la pandemia abbia un moderato e significativo impatto positivo dal lato dell’offerta del business nei prossimi 12 mesi (fino al 5% in più rispetto ai 2 anni prima), mentre il 21% considera che il Covid avrà un moderato e significativo impatto negativo dal lato dell’offerta del business nei prossimi 12 mesi (al di sotto del 77% rispetto ai 2 anni prima).

Il 99% sta ancora cercando di minimizzare l’impatto del Covid-19 sul business. Ridefinire l’offerta di prodotti e servizi è l’azione più comune, seguita da un aggiustamento dei prezzi, una riduzione della forza lavoro e un miglioramento della tecnologia.

Esg, opportunità per il 68%

Il 68% degli intervistati vede nell’agenda Esg una moderata e significativa opportunità, mentre il 24% rimane neutrale e il 7% la vede come una moderata e significativa minaccia. In una scala da 1 a 10, il 46% assegna alle tematiche Esg una priorità di 8.

Il 33% vede le tematiche Esg come una priorità dall’inizio della pandemia di Covid-19.

Garantire la responsabilità della supply chain e la carbon neutrality entro il 2030 vengono viste come le due azioni più importanti che il settore deve affrontare nel percorso verso la sostenibilità ambientale.

Il 41% ha attualmente un board dedicato alle tematiche di sostenibilità.

5G, focus su vendor e costi

Sul 5G, l’80% degli intervistati pensa che ci siano disposizioni sufficienti per la protezione della sicurezza nazionale contestualmente al lancio del 5G nel proprio Paese.

Per il 20% degli intervistati che non ritengono sufficienti le misure per la protezione della sicurezza nazionale nel contesto del lancio del 5G nel proprio Paese, le misure potenzialmente più richieste sono state, nell’ordine, controlli normativi più severi sullo sviluppo e l’implementazione delle infrastrutture, un monitoraggio più rigoroso dei profili di rischio dei fornitori e maggiori investimenti statali in fornitori europei/nazionali. Del 20% degli intervistati che ritiene che non ci siano abbastanza disposizioni per la protezione della sicurezza nazionale nel contesto del lancio del 5G del loro Paese, il 39% vedrebbe un divieto totale del coinvolgimento dei produttori cinesi come misura aggiuntiva da attuare.

I casi più citati come quelli in cui il 5G offre potenziale di crescita sono le smart cities, che consentono l’implementazione di dispositivi e reti IoT, e servizi finanziari.

Gli investimenti e i costi di connettività sono considerati il secondo aspetto più impegnativo dell’implementazione del 5G.

IoT, sicurezza e Ai le aree di crescita

L’IoT è più comunemente vista come un grande potenziale di crescita del settore, seguita in maniera ravvicinata dall’intelligenza artificiale e dalla cybersecurity.

Il 34% degli intervistati si sente estremamente sicuro contro le minacce cyber, mentre il 64% è piuttosto sicuro e solo l’1% non si sente molto sicuro. Il 23% non ha un piano di risposta in caso di attacco informatico.

I benefici più citati per quanto riguarda l’implementazione di Ai/Robotica rappresentano un miglioramento della flessibilità e della velocità dei processi. L’investimento è tra gli svantaggi più citati per quanto riguarda l’implementazione di Ai/Robotica, seguito dalla mancanza di uno staff preparato e dai costi dell’implementazione/dimostrazione del Roi.

M&A: accesso a nuove tecnologie

L’accesso alle nuove tecnologie è più comunemente visto come la caratteristica più vantaggiosa dell’acquisizione di una società esterna, seguita da un’acquisizione difensiva per impedire alla concorrenza di acquisire attività e stabilire la presenza in un nuovo mercato.

L’integrazione di sistemi incompatibili è più comunemente vista come un grande svantaggio nell’acquisizione di una società esterna, seguita dai requisiti per realizzare risparmi sui costi promessi e la diversione degli investimenti finanziari da altri progetti.

Le sfide principali nell’acquisizione di una società esterna più citate dai rispondenti sono state l’integrazione delle risorse e dei sistemi, la sicurezza del budget per raggiungere gli obiettivi di integrazione e la gestione dei dati.

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