VERSO IL CDA

Telecom, botta e risposta Fossati-Recchi. E’ polemica sul dossier Brasile

Dopo il j’accuse del numero uno di Findim sulla “delega in bianco per Oi” il presidente ribatte e smentisce. “Ogni operazione ha i suoi criteri”

Pubblicato il 20 Nov 2014

Botta e risposta tra Marco Fossati e Giuseppe Recchi sul dossier Brasile. Dopo l’intervista al Sole 24 Ore in cui il numero uno di Findim diceva no a qualunque delega in bianco per eventuali operazioni tra Tim Brasil e Oi, il presidente di Telecom Italia ha subito precisato che non ci sarà nessuna delega in bianco.

“Non la chiediamo mai, ogni operazione ha i suoi criteri per cui vale la pena farla o non farla. Non esistono deleghe in bianco in nessuna società, quanto meno la nostra – ha precisato Recchi – Per il dossier Oi dico no a una delega in bianco”.

Secondo Fossati “un’eventuale operazione con Oi avrebbe un forte senso industriale”. “Tim Brasil deve vagliare tutte le opzioni di crescita in Brasile – argomenta – Ma siamo in presenza di una situazione in cui uno dei nostri concorrenti è in condizione di crisi societaria e finanziaria – argomenta – E quindi mi chiedo se non convenga attendere, anche perché Tim ha rilevato le licenze per l’Lte e deve sviluppare i servizi 4G, mentre Oi ha rinunciato a partecipare all’asta”.

“Dico no a un’operazione a debito perché il Brasile è entrato in un ciclo elicato dove sta aumentando l’inflazione e in prospettiva aumenteranno anche i tassi. Se Oi non avesse debito, il contenzioso con le autorità e problemi con i soci, sarebbe un’altra cosa, ma in queste condizioni Oi deve tagliare i costi e non può investire. E’ inopportuno per Telecom accelerare, poi è chiaro che è Tim il partner più interessante per Oi prché da un’integrazione uscirebbero le maggiori sinergie”.

“Sarebbe sbagliato uscire dal Brasile – conclude Fossati – ma Telecom non può fare operazioni se non creano valore per gli azionisti. Ok esaminare opportunità, ma non a tutti i costi”.

Quanto al fronte interno, “I numeri nons ono ancora soffisfacenti – afferma Fossati – vorrei avere un piano strategico-industriale. Dell’offerte per Metroweb non conosco gli estremi e quindi non voglio giudicare, anche se in generale ben venga quel che serve per cablare il Paese. Ma, come azionista, vorrei fossero chiariti anche gli estremi del contratto con Sky. Per esempio: di chi sarà la proprieta del decoder che sarà offerto ai clienti Telecom, ed è vero che esiste una penale com riportate dalla stampa?”.

Proprio rispetto alla questione MEtroweb, che sarà venerdì all’ordine del giorno del Consiglio d’amministrazione di Telecom Italia, la società ha annunciato che darà indicazioni specifiche nel comunicato che sarà diffuso dopo la riunione del board. Nella giornata di ieri è emerso che a contendesti Metroweb oltre a Telecom Italia ci sarà anche Vodafone. Il gruppo guidato da Marco Patuano ha presentato un’offerta per il 53,8% di Metroweb detenuto da F2i, ma Vodafone è pronta a rilanciare. Ieri in serata un portavoce di F2i ha riferito che “non è stato avviato alcun processo di vendita”. “Il Fondo – ha aggiunto – ha ricevuto da più operatori manifestazioni informali di interesse e saranno esaminate dal management nelle prossime settimane”. Oltre che da F2i, le quote di Metroweb sono detenute per 46,2% dal Fondo strategico italiano e per l’11% da Fastweb.

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