Telecom Italia, sul cda l’incognita fondi

Il proxy adviser Iss raccomanda agli azionisti di votare contro la nomina dei consiglieri presentati da Vivendi: “Così si farebbe un passo indietro sulla governance”. Sì invece alla conversione delle azioni di risparmio. Assogestioni chiede ai francesi chiarimenti su obiettivi

Pubblicato il 30 Nov 2015

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Sul futuro cda di Telecom pesa l’incognita fondi. Iln occasione dell’assemblea del 15 dicembre, il proxy adviser Iss raccomanda agli azionisti di Telecom Italia di votare contro la nomina dei consiglieri presentati da Vivendi – si tratta di Arnaud Roy de Puyfontaine, Stéphane Roussel, Hervé Philippe e Félicité Herzog – che porterebbe il numero dei componenti a 17.

“La nomina dei quattro candidati di Vivendi ribalterebbe alcuni dei positivi cambiamenti che sono stati introdotti dalla società in occasione dell’ultimo rinnovo del cda, tra cui la riduzione delle sue dimensioni, la maggiore presenza dei consiglieri indipendenti e l’aumento dei rappresentanti degli azionisti di minoranza”, è la spiegazione di Iss che però raccomanda invece un voto favorevole alla proposta di convertire le azioni di risparmio in ordinarie.

“Vivendi afferma l’intenzione di migliorare la gestione della società, ma per il resto non riesce a chiarire che genere di cambiamento è necessario e perché. In particolare, Vivendi propone tre dei suoi amministratori esecutivi, senza spiegare come possano contribuire a “una migliore gestione della società” sono le conclusioni del proxy advisor che cita le motivazioni portate dai francesi nella loro richiesta: ”Molto probabilmente parleranno con una sola voce nel consiglio; quindi, una migliore spiegazione del perche’ questi tre candidati sono tutti necessari sarebbe stata gradita, tanto piu’ che la loro presenza diluirebbe la rappresentanza degli amministratori nominati dagli investitori istituzionali (attraverso Assogestioni)”.

Alla proposta di conversione delle azioni di risparmio invece Iss dà un’indicazione di voto a favore. “La possibilità di convertire le azioni di risparmio in azioni ordinarie era stata pubblicamente indicata per mesi, e il mercato era consapevole del fatto che la società era in attesa di una situazione favorevole per implementare la conversione (ad esempio, un aumento dello sconto tra azioni ordinarie e di risparmio superiore al 20 per cento) anche se poi la decisione è arrivata inaspettata – spiega il proxy – Nonostante l’impatto altamente diluitivo di questa conversione, l’operazione non può essere vista come una misura anti takeover”.

“La conversione delle azioni di risparmio verso una struttura unitaria capitale – conclude il report – è una tendenza stabile in Italia negli ultimi 18 mesi con diverse società italiane ad esempio Fiat, Exor, Italcementi, Indesit, Rcs, Unipolsai Assicurazioni, Unipol Gruppo Finanziario e Intek”.

Intanto Assogestioni chiede a Vivendi maggiori delucidazioni sui suoi obiettivi per Telecom Italia di cui è azionista di riferimento e se intende mantenere il controllo, anche in vista di un’integrazione tra i due gruppi. In una lettera pubblicata sul sito dell’associazione dei fondi di investimento firmata dal Comitato dei gestori, che dice di parlare anche a nome degli investitori istituzionali esteri (Aberdeen Asset Management, APG Asset Management, Fidelity International, Legal & General Investment Management, Legal & General Assurance, JP Morgan Asset Management, Standard Life Investment) si chiede a Vivendi in generale chiarimenti sulle concrete finalità del gruppo francese e se la richiesta di allargamento del consiglio intenda “segnalare una mancanza di fiducia nell’operato concreto dell’attuale consiglio”.

Chiede se l’intenzione “sia avviare una influenza significativa sulla società, anche in vista di ulteriori operazioni” quali “una possibile integrazione tra i due gruppi”.

L’Ad di Telecom, Marco Patuano, ha fatto sapere che il gruppo non ha avuto alcun contatto né alcuna comunicazione su un possibile rafforzamento di Vivendi nel capitale del gruppo italiano. Rispondendo a chi gli chiedeva se il fatto che sul mercato le azioni Telecom stiano andando bene perché si scommette su un rafforzamento del gruppo francese, già azionista di Telecom, con il 20,14%, l’Ad ha precisato: “Noi non abbiamo avuto nessun contatto, nessuna comunicazione. In questo momento il nostro titolo sta andando bene. Anche il road show dopo l’approvazione dell’operazione di conversione del risparmio ha accolto molto positivamente l’operazione. Anche i proxy sono positivi perché l’operazione determina un rafforzamento patrimoniale e come tale una valorizzazione della società”.

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