STRATEGIE

Telecom, Niel vuole contare in assemblea: si valuta un prestito-titoli

Il manager francese pronto a farsi prestare un pacchetto di azioni. La decisione entro il 4 dicembre, “record date” per la registrazione delle azioni valide ai fini della votazione

Pubblicato il 01 Dic 2015

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Si infiamma il clima nell’azionariato Telecom in vista dell’assemblea del 15 dicembre per la conversione delle risparmio in ordinarie e la nomina dei 4 rappresentanti di Vivendi, primo socio con il 20,1%. Secondo quanto risulta al Messaggero, Xavier Niel sta valutando il da farsi non escludendo la possibilità di entrare subito nella partita.

Il record date, cioè la data limite per la registrazione delle azioni valide ai fini della votazione in assemblea, è fissato per venerdi’ 4 dicembre. Mancano quindi pochissimi giorni per trovare l’eventuale soluzione. L’imprenditore francese, affacciatosi a fine ottobre nel capitale dell’incumbent con un 15,14% in posizioni lunghe (opzioni europee esercitabili solo alla scadenza), di cui solo il 10,1% trasformabile in titoli a partire da giugno 2016 (4,9%) fino al 23 novembre 2017, sarebbe pronto a prendere posizione e tra le soluzioni che starebbe prendendo in esame assieme ai banchieri francesi di Lazard, ci sarebbe un prestito titoli: Njj Holding, il gruppo di Niel, si farebbe prestare un pacchetto da una controparte, il tempo necessario per votare il 15 dicembre e poi restituire il tutto a fronte di una commissione. Sembra che l’advisor finanziario abbia già individuato un fondo internazionale disposto prestare i propri titoli.

Più si avvicina l’assemblea e più sale tensione sul cda di Telecom Italia, con un altro advisor che boccia l’allargamento del board voluto da Vivendi. A 15 giorni dall’assise chiamata a votare sulla conversione delle azioni risparmio e sull’allargamento del board con l’inserimento dei quattro rappresentanti proposti da Vivendi, arriva il report del secondo proxy advisor, Iss, con un giudizio fotocopia rispetto a quello diffuso la scorsa settimana da Frontis. Anche l’Institutional shareholder Services (Iss) consiglia agli azionisti di Telecom di votare a favore della conversione, ma contro le proposte del socio forte (20%) francese, perché “la nomina dei quattro candidati di Vivendi andrebbe a invertire alcuni dei cambiamenti positivi che sono stati attuati dalla societa’ al momento dell’ultimo rinnovo del consiglio, cioè la riduzione delle dimensioni del board, l’aumentato livello di indipendenza e un maggior livello di rappresentanza degli azionisti di minoranza”. Inoltre, secondo Iss, Vivendi non spiega né in che modo i quattro potrebbero contribuire a “una migliore gestione della società” e nemmeno perché sarebbero tutti così necessari.

L’operazione, insomma, anche secondo questo proxy advisor non sarebbe nell’interesse di tutto l’azionariato e quindi va bocciata. Anche Assogestioni, intanto, torna sul tema con una lettera ai vertici di Vivendi sottolineando la necessità di “aprire una riflessione con riferimento ai nuovi assetti di governance della società che potrebbero determinarsi”. L’associazione si riferisce in particolare ai rischi di diluizione dei consiglieri indipendenti e alle “tre figure apicali svincolate dal divieto di concorrenza”. L’obiettivo è dunque quello di ottenere “chiarimenti” sulle “concrete finalita’” della richiesta all’assemblea, in cui Assogestioni vede “criticita’”. L’attesa, adesso, è per l’ultimo dei report previsti, quello della società di consulenza Glass Lewis, che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni e comunque entro questa settimana.

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