GOVERNANCE

Telecom, Vivendi chiede 4 posti nel cda. “Nostra strategia non è cambiata”

La richiesta avanzata dal gruppo francese in vista dell’assemblea convocata il 15 dicembre prevede la ridefinizione del numero dei componenti da 13 a 17. Proposti i nomi di Arnaud Roy de Puyfontaine, Stephane Roussel, Hervé Philippe e Felicité Herzog. L’incontro in Consob

Pubblicato il 16 Nov 2015

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Vivendi chiede a Telecom Italia la rappresentanza di quattro consiglieri nel cda. La richiesta è arrivata ieri sera in vista dell’assemblea convocata il 15 dicembre con l’integrazione del seguente punto all’odg: “la nomina di quattro amministratori, previa ridefinizione del numero dei componenti del Consiglio di amministrazione da 13 a 17”.

In particolare il gruppo francese propone all’assemblea degli azionisti di nominare il proprio amministratore delegato Arnaud Roy de Puyfontaine (nella foto), Stephane Roussel, Hervé Philippe e Felicité Herzog come nuovi amministratori della società, che resteranno in carica fino alla scadenza del mandato dell’attuale Consiglio di Amministrazione, e dunque fino all’Assemblea che approverà il bilancio 2016.

Oggi cì stato anche l’incontro tra i vertici di Vivendi e Consob. L’incontro, durato circa una mezz’ora, nell’ambito dell’indagine sui titolo di Telecom Italia. Al termine il ceo di Vivendi de Puyfontaine ha detto ai giornalisti che “la nostra posizione è sempre la stessa, non è cambiata, non ho nulla da aggiungere”.

Una riunione del Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia sarà convocata nei prossimi giorni per deliberare in merito a questioni rilevanti, fa sapere Telecom Italia in una nota. Oggi intanto i vertici di Vivendi saranno auditi alla Consob: dovranno chiarire la propria posizione rispetto ad eventuali acquisti di azioni di risparmio prima della decisione del Cda di convertirle in azioni ordinarie.

Con questa mossa, commentano da Equita Sim, Vivendi intende proporre la nomina di propri membri prima di essere diluita nel controllo della società e preservare le scelte strategiche di Telecom Italia da eventuali influenze di nuovi scalatori. I membri del consiglio, se nominati, saranno in carica fino all’approvazione dei conti 2016. Negli ultimi 2 anni, ricordano gli esperti, l’azienda ha trovato maggiore indipendenza da Telco, il management ha ben operato con scelte strategiche e finanziarie (che hanno quasi sempre trovato d’accordo gli stessi analisti di Equita), che hanno contribuito alla crescita del valore del gruppo ed hanno attirato certa contesa per il controllo del gruppo. E’ da ipotizzare che Vivendi, i cui investimenti in Telecom sono piuttosto recenti, abbia lo stesso apprezzamento e che pertanto, proseguono da Equita, la nomina dei propri consiglieri non porti a pericolosi stravolgimenti della strategia. Nel complesso la mossa non dovrebbe diminuire l’appeal fondamentale e neppure quello speculativo (specie se Vivendi risultera’ essere un traghettatore verso altri azionisti nell’ambito del consolidamento europeo).

Banca Imi ritiene invece che l’ingresso di Vivendi in Cda aumenterà l’influenza del gruppo francese nella strategia e nel management della compagnia telefonica. Questo potrebbe magari tradursi in un’accelerazione/uscita del consolidamento in Brasile e nell’avvio del processo M&A in Sud Europa. Per Icbpi la mossa di Vivendi non rappresenta una sorpresa. Quello che invece potrebbe sorprendere il mercato è la richiesta di 4 amministratori. Negli ultimi mesi, ricordano infatti gli esperti, era stata più volte ventilata l’ipotesi di un iniziale ingresso “soft” nel Cda, attraverso la richiesta di uno o due posti in consiglio.

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