AZIENDE

Tempesta su Yahoo!: previsti 1.000 licenziamenti, Mayer rischia la poltrona

Il taglio al 10% del personale cooinvolgerà le divisioni media, european operations e platforms-technology. Intanto La gestione Mayer finisce nel mirino del fondo attivista Starboard: “Risultati inaccettabili, gli investitori ci stanno abbandonando. Servono nuove strategie e una nuova leadership”

Pubblicato il 07 Gen 2016

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Non è ancora un terremoto o un principio di rivoluzione, ma poco ci manca. Tra le pressioni interne, gli addii dei manager negli ultimi mesi e piani di ristrutturazione falliti o non avviati il 2016 di Yahoo! si preannuncia in salita. A cominciare dal possibile taglio del 10% al personale, rilanciato oggi dal portale Business Insider, che costringerebbe più di mille persone a fare gli scatoloni e dire addio al gigante hi-tech. Le divisioni coinvolte dalla riduzione dei dipendenti sarebbero media business, European operations e platforms-technology.

“Non confermiamo o commentiamo questi rumor”, ha risposto un portavoce della compagnia alla Reuters. Notizie più certe potrebbe arrivare in occasione della pubblicazione dei risultati economici relativi al 4° trimestre 2015, particolarmente attesi dagli investitori. Ma nel frattempo l’amministratore delegato del gruppo Marissa Mayer dovrà anche affrontare l’attacco quasi frontale del fondo attivista Starboard, che detiene uno 0,8% di Yahoo!.

”L’ultimo anno è stato frustrante per gli azionisti – si legge in una lettera indirizzata al board della società californiana – Il management non ha prodotto risultati accettabili causando un forte calo della redditività e del cash flow”. Con una conseguente “perdita di fiducia nella nuova gestione da parte degli investitori” della quale, pur non essendo nominata direttamente, viene ritenuta responsabile proprio Mayer.

L’amministratore delegato del fondo attivista, Jeffrey Smith, sarebbe stato inoltre contattato da persone interessate all’acquisto di alcune attività del gruppo. Per questo motivo, nella lettera si fa riferimento alla necessità di separare gli asset in Asia, ossia le partecipazioni in Alibaba e Yahoo Japan, ma soprattutto alla vendita o allo spin-off di quelli che erano i business centrali della compagnia legati ai motori di ricerca. Operazioni per le quali Starboard ritiene prioritario un immediato cambio ai vertici: “Siamo certi che entrambi questi obiettivi sono realizzabili, ma richiederanno un cambio di leadership e strategia”.

L’attuale ad sembra dunque essere sempre più isolata, con i bilanci economici di Yahoo! che di certo non aiutano a placare le speculazioni. La manager è al timone dal luglio 2012, ma le strategie messe in atto non hanno portato i frutti sperati: le vendite sono calate dai 4,5 miliardi del 2012 ai 4,4 del 2014 mentre il titolo in Borsa ha perso il 35% negli ultimi 12 mesi.

Insomma, nonostante Mayer abbia più volte ricordato che il rilancio della società avrebbe richiesto pare che più di qualcuno si sia già stufato di aspettare. Negli ultimi mesi del 2015 Yahoo aveva dovuto anche fronteggiare una vera e propria fuga dei manager, tra i quali l’ormai ex responsabile delle attività europee Dawn Airey.

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