IL CASO

Tencent “osservata speciale”: in fumo oltre 250 miliardi da inizio anno

Dieci sedute in negativo in Borsa. Pesano il quadro macro-economico e i dazi di Trump, ma anche la pressione regolatoria di Pechino nel settore chiave dei giochi online. La società reagisce con la diversificazione del business tra servizi cloud e start-up innovative. Ma gli investitori restano in allerta

Pubblicato il 12 Ott 2018

tencent

Tencent  Holdings passa da star della Borsa a “osservato speciale”: le prestazioni del gruppo tecnologico cinese sono finite sotto la lente d’ingrandimento degli azionisti e degli analisti di mercato dopo le pesanti perdite dello scorso mercoledì (-40%) e la flessione del 6,8% di giovedì, che porta a 10 il totale delle sedute negative consecutive. Un record per il colosso cinese, così come senza precedenti è la perdita di 252 miliardi di dollari di valore di mercato da gennaio a oggi, sottolinea Bloomberg. Protagonista di un eccezionale rally sui listini dalla quotazione del 2004 a gennaio 2018, con le azioni che si sono apprezzate del 67mila per cento, quest’anno Tencent ha cominciato a perdere colpi.

I titoli hitech cinesi sono seguiti con particolare attenzione dagli analisti perché riflettono gli impatti delle pressioni macro-economiche e della guerra commerciale con gli Stati Uniti. Tencent è considerata la vera cartina di tornasole: colosso del mondo Internet con attività che spaziano dal social gaming alle ads, dai pagamenti al servizio di messaggistica WeChat(oltre 1 miliardo di utenti), Tencent può subire un pesante impatto dalla debolezza dello yuan, dal rallentamento dell’economia cinese (il Fmi ha ridotto le previsioni di crescita dal 6,4% al 6,2%) e dai dazi imposti da Donald Trump.

Ad aggravare le preoccupazioni per gli investitori c’è la pressione regolatoria dello stesso governo di Pechino, che ha alzato la vigilanza sui settore dei giochi online e dei pagamenti. Tencent ha già messo in bilancio gli effetti della stretta del regolatore nella trimestrale presentata ad agosto, con un calo dell’utile netto del 2% legato in parte alla mancata approvazione di nuovi giochi online. Il business del gaming è cruciale: rappresenta quasi il 40% delle entrate totali di gruppo e il colosso di Shenzhen ha finora macinato guadagni offrendo contenuti sempre nuovi con cui monetizza la popolare ma gratuita WeChat. I ricavi sono cresciuti del 30% a 73,67 miliardi di yuan (11,1 miliardi di dollari), grazie ai servizi di pagamento, ai contenuti digitali (abbonamenti e vendite), all’advertising e ai giochi su smartphone, ma il risultato segna la crescita più lenta dal 2015. Illustrando la trimestrale, Tencent ha affermato che non sa prevedere quando la situazione potrà sbloccarsi, mettendo ulteriore pressione sul titolo.

“Ovviamente si tratta di un’azienda che piace ai money manager”, sottolinea Virginie Robert, presidente di Constance Associes, fondo di investimento con sede a Parigi, “ma oggi incarna tutte le condizioni che un investitore vuole evitare”. La Robert dà a Tencent un giudizio “underweight” e dice che non comprerà azioni finché l’azienda non fornirà indicazioni più chiare sulle prospettive di crescita del business.

Altri analisti sono più fiduciosi, anche perché Tencent ha reagito alle sfide di mercato e regolatorie potenziando l’attività nei servizi di cloud computing, considerate ora un business strategico al pari dei giochi e della piattaforma WeChat. Il gruppo ha anche effettuato investimenti per diversi miliardi di dollari in start-up tecnologiche che spaziano dal ride-hailing al commercio elettronico. La media degli analisti sentiti da Bloomberg si aspetta ancora un apprezzamento del titolo del 60% nei prossimi 12 mesi.

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