Sottoscritta, dopo 40 ore di trattativa, l’intesa tra sindacati e Tim per la contrattazione di secondo livello e il contratto di espansione. Adesso la parola passa alle lavoratrici/lavoratori che entro il 31 luglio potranno esprimersi nelle assemblee che si terranno a partire da lunedì 21 luglio. Tra i risultati raggiunti, il contratto di espansione; un progetto formativo che coinvolgerà circa 40.000 dipendenti; l’assunzione di 500 persone nel biennio 2019-2020; l’ampliamento del ricorso al lavoro agile (potranno utilizzarlo altri circa 3.300 lavoratori oltre ai 20.000 attuali utilizzatori). Dal punto di vista economico, una “una tantum” (ex premio di risultato) di 700 euro (500 in busta paga di agosto e 200 euro in busta paga a novembre) e una ‘una tantum’ legata al piano di gestione della riorganizzazione (variabile a seconda dei livelli).
Novità vi sono poi nella flessibilità d’ingresso, nel part time, nel sistema di inquadramento, nei permessi a recupero “a causali”, nell’integrazione “Era”, nel premio 2019 e in quello relativo al triennio 2020/2022, nel telelavoro e nel job posting. I temi normativi della piattaforma verranno affrontati in settembre con appositi incontri, (orario di lavoro, maggiorazioni, trasferimenti, flessibilità tempestiva, reperibilità ecc)
“Con lo strumento del contratto di espansione si ritorna a fare in Tim delle assunzioni non enormi, ma si cambia tendenza – commenta il segretario nazionale della Uilcom Uil, Luciano Savant Levra – Per ora erano sempre uscite persone col meccanismo dell’art. 4 della legge Fornero, adesso congiuntamente con questo strumento si avvia un piano di assunzioni e si realizza un grande piano formativo che, a partire dal 5G, ha l’obiettivo di traghettare Tim nell’immediato futuro tecnologico, che porterà questa nuova tecnologia con i suoi servizi a valore aggiunto”. Secondo Savant Levra l’accordo “è fondamentale per mantenere l’occupabilità e rilanciarla”.