I 25 ANNI DEL WEB

Tim Berners-Lee: “Ora una Magna Charta per i diritti online”

In occasione dei 25 anni del Web, il “padre fondatore” propone una Costituzione ad hoc in cui siano sanciti i diritti degli internauti e sia garantita l’indipendenza e la libertà della Rete

Pubblicato il 12 Mar 2014

Una ‘Magna Carta’ di Internet, che riconosca i diritti dei cittadini in rete e che garantisca l’indipendenza e la libertà del Web. L’auspicio arriva direttamente dal padre della rete, Tim Berners-Lee, nel giorno in cui la sua ‘creatura’ compie 25 anni. In questo intervallo di tempo si è compiuta una rivoluzione per l’umanità ma tante sono ancora le sfide aperte, in primis la sicurezza e la trasparenza dei dati online, tanto che il ceo del Consorzio del World Wide Web (WC3) sprona cittadini e governi a non aspettare ”un altro quarto di secolo per realizzare importanti benefici”.

Interpellato dall’Ansa in occasione dell’anniversario, Jeffrey Jaffe, amministratore delegato del W3C, afferma che ”proteggere e far progredire il Web per tutta l’umanità sono il migliore regalo che il Web stesso, e di fatto il mondo, possono ricevere”. L’impegno deve arrivare da tutti. Una via indicata dallo stesso Tim Berners-Lee, che oggi in un’intervista al Guardian ha sottolineato l’urgenza di una ”Costituzione globale” che assicuri nuove regole per proteggere il sistema ”aperto” e ”neutrale” della rete. ”Il Web ha cambiato tutto – spiega Jaffe – ed è impossibile dire quale sia stato il maggiore impatto sull’umanità”.

La trasformazione a suo avviso è stata radicale nel modo di comunicare e di interagire tra le persone, per i governi, nell’istruzione, per il mondo pubblicitario e fra aziende e consumatori. Ecco qualche dato che arriva dal W3C: più di due persone su cinque nel mondo sono in rete, le persone connesse ogni minuto si scambiano centinaia di milioni di messaggi, condividono 20 milioni di foto e commerciano in beni e servizi per un valore di almeno 15 milioni di dollari. Oggi, aggiunge Jaffe, ”non c’è praticamente nessuna azienda che opera come faceva 25 anni fa. E anzi le compagnie piu’ lungimiranti, quelle che hanno anticipato questa tendenza sono quelle di successo, mentre le organizzazioni ancorate a una vecchia visione di fare business hanno perso terreno, clienti e sono rimaste indietro”.

Jaffe sottolinea però che le sfide del prossimo futuro sono ancora tante. Ne evidenzia almeno quattro: l’accessibilità del Web anche alla metà del pianeta che al momento ne è priva e agli utenti con problemi fisici o cognitivi; l’innovazione non solo degli standard tecnologici ma anche di quelli per la sicurezza e dell’identità digitale delle persone; la garanzia di una sempre maggiore interoperabilità fra piattaforme, in primis quella mobile, e infine l’urgenza di declinare il Web nell’Internet delle Cose.

Il W3C ha festeggiato le 25 candeline col motto ”This is for everyone” (il Web è per tutti), con un sito ad hoc, www.webat25.org, e l’hashtag #web25. Sul sito c’è una raccolta di messaggi ‘vip’ per il Web, dal video di Tim Berners-Lee agli auguri di Vinton Cerf, altro personaggio chiave nella storia di Internet. Per gli utenti la possibilità di inviare cartoline personalizzate, mentre a ottobre è in agenda l’appuntamento con il simposio del W3C.

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