IL CASO

Tim-Vivendi, Calenda: “Abbiamo applicato la legge, siamo un Paese serio”

Il ministro dello Sviluppo economico difende la decisione del comitato sul golden power. La replica di Tim: “Non sussisteva alcun obbligo di notifica. Rete rimasta nella piena titolarità della compagnia”

Pubblicato il 29 Set 2017

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“Su Tim applichiamo regole. Come deve fare Paese serio”. Risponde così dal suo account Twitter il ministro Carlo Calenda precisando che le vicende Tim/Vivendi e Fincantieri “sono due cose separate”.

Il gruppo di coordinamento sulla verifica per l’attivazione del Golden power ha accertato la sussistenza degli obblighi di notifica, in capo a Vivendi, in merito alle operazioni di acquisizione di partecipazioni in Tim e la relativa violazione.

Il gruppo ha, quindi, avviato il procedimento per l’eventuale erogazione della sanzione pecuniaria prevista. Lo rendono noto fonti della presidenza del Consiglio. La multa, la cui entità non è stata evidentemente ancora messa a punto, dovrebbe ricadere comunque sul capo della stessa Tim, e non di Vivendi.

Fonti vicine a Vivendi fanno sapere che l”apertura del procedimento da parte del comitato sulla golden power di Palazzo Chigi è avvenuta nei confronti di Tim, e non di Vivendi.

Il procedimento, in ogni caso, sembrerebbe escludere ulteriori forme di pressing pure possibili con l’attivazione dei poteri speciali e si configurerebbe quindi come una soluzione soft. Tim non ci sta e ribadisce che “non sussisteva alcun obbligo di notifica, non avendo mai adottato alcuna delibera, atto o operazione che avesse per effetto una modifica della titolarità, del controllo o della disponibilità della rete di comunicazioni elettroniche oggetto delle norme di legge in materia di golden power, rete che è quindi rimasta sempre nella piena titolarità, controllo e disponibilità di Tim”, precisa una nota della compagnia.

“Da questo punto di vista, alcun rilievo assume l’asserita acquisizione del controllo di Tim da parte di Vivendi, con riguardo alla quale, ferme restando le autonome valutazioni circa la sussistenza dello stesso, è utile ricordare che nessun onere di notifica è previsto in caso di trasferimento del controllo verso un soggetto comunitario – spiega la compagnia – Tim fa inoltre presente che a oggi nessuna sanzione è stata irrogata da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri e che eventuali provvedimenti in tal senso verranno assunti solo all’esito del procedimento amministrativo avviato dall’autorità al riguardo con la decisione di ieri. La Società, coerentemente con i propri interessi, continuerà a far valere le proprie argomentazioni nelle sedi competenti, certa di avere agito nel pieno rispetto delle norme”.

Gli analisti che commentano positivamente la nomina di Genish come nuovo ceo del gruppo ma esprimono preoccupazioni sulla possibile multa innescata dal golden power. L’entità della possibile multa non è stata ancora specificata e dovrebbe essere fissata entro 90-120 giorni. La multa potrebbe essere di 300 milioni (1% del fatturato) o molto più contenuta se fosse preso a riferimento solo il fatturato di Sparkle e Telsy.

Inoltre, l’applicazione del golden power potrebbe invalidare tutte le decisioni prese dal board di Tim dopo il (presunto) cambio di controllo (4 maggio). Tim intende contestare la posizione del governo. “Il rischio di una multa – commenta un analista – è una notizia negativa ma i presupposti giuridici per multare Tim ci sembrano molto deboli e restiamo fiduciosi che la società sarà in grado di difendersi”.

Amos Genish è stato nominato all’unanimità dal cda di Tim nuovo ceo di gruppo. Ampie deleghe operative rimangono nelle mani del presidente esecutivo De Puyfontaine e del vice presidente esecutivo Recchi. “Come abbiamo gia’ detto, la nomina di Genish a ceo è un’ottima notizia a nostro avviso, in primo luogo perché porta a un chiarimento al vertice della società, in secondo luogo perché le credenziali del nuovo arrivato sono eccellenti”, commenta una primaria sim milanese. Genish, sottolinea Equita, “intende lavorare per migliorare la customer experience, spingere per una maggiore digitalizzazione dei processi e della relazione con i clienti e una migliore analisi del comportamento della clientela, proseguendo verso la convergenza tlc-media”. Gli analisti del Credit Suisse si aspettano che Genish si concentri su una svolta del business in un periodo di diversi anni, nel medio termine e non nei prossimi due trimestri, concentrandosi sui servizi triple play (video, voce e dati su una singola linea)/four play, in competizione con la fibra aperta puntando alla digitalizzazione e alla semplificazione.

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