LA TRATTATIVA

Tlc, salta la trattativa sul contratto. Asstel: “Disponibili al confronto”

La presidente Dina Ravera sull’interruzione del negoziato: “Non è più rinviabile la definizione di un contratto ritagliato sulle necessità di tutta la filiera, che sappia far crescere produttività e qualità”

Pubblicato il 23 Dic 2016

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“Non ci stancheremo mai di sottolineare, con grande tenacia e trasparenza, che non è più rinviabile la definizione di un contratto ritagliato sulle necessità di tutta la nostra filiera. Solo così il Ccnl può continuare a essere il riferimento essenziale sul quale costruire e sviluppare un modello di rappresentanza che sia capace di alimentare la condivisione, prevenire la conflittualità e che sappia adattarsi a un contesto in rapida trasformazione”. Così Dina Ravera, presidente di Assotelecomunicazioni-Asstel, commenta in una nota l’interruzione del tavolo negoziale da parte delle organizzazioni sindacali Slc/Cgil, Fistel/Cisl e Uilcom/Uil, che riguarda circa 130mila addetti, e l’attivazione della procedura di sciopero annunciata dalle organizzazioni Sindacali dopo lo svolgimento del coordinamento nazionale di settore delle Rsu.

“Perché ciò avvenga – prosegue Ravera – è necessario porre in essere con grande perseveranza una serie di azioni che consentano di rivedere il ruolo del Ccnl. Il contratto nazionale sempre più dovrà connotarsi per la sua capacità di definire in maniera semplice e chiara le regole di base, lasciando il più ampio spazio possibile alla contrattazione aziendale. Questo, infatti, è il livello più efficiente per puntare alla crescita della competitività e della produttività e conseguentemente alla distribuzione della ricchezza effettivamente prodotta, superando automatismi oggi non più sostenibili. Anche per questo stiamo prospettando un modello di Ccnl nel quale si potrà trattare il tema economico impostando la discussione in un’ottica che si lasci alle spalle indici previsionali e prenda in considerazione elementi consolidati. Riteniamo che in questo modo sia possibile rafforzare il nostro Ccnl Tlc facendolo diventare un vero e proprio strumento di regolazione del lavoro. Ciò passa anche attraverso l’evoluzione del sistema di relazioni industriali che possa accompagnare, con specifiche progettualità, la trasformazione della filiera in virtù di una visione sistemica degli interventi necessari per creare condizioni di maggiore occupabilità, anche alla luce dello sviluppo dell’Industria 4.0”.

Crediamo fermamente nel ruolo e nel valore di un Ccnl di filiera e, volendo comunque offrire un contributo sempre costruttivo, continuiamo a dare la nostra disponibilità alle organizzazioni sindacali a riprendere l’esame di merito sui tutti i temi – conclude il Presidente di Asstel – Riteniamo che solo per questa via potremo verificare la possibilità di trovare il giusto punto di equilibrio fra le esigenze delle imprese e quelle dei lavoratori. Esigenze, che dal nostro punto di vista devono muoversi in parallelo per assicurare una prospettiva di sviluppo al nostro settore”.

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