Torri, Cambini: “Dal riassetto del mobile nuove opportunità di business”

Il professore del Politecnico di Torino: “L’emergere di un nuovo modo di fruire i media porta con sé nuove prospettive anche nel campo delle infrastrutture. Con il 4G e poi il 5G sarà conveniente condividere le reti e investimenti”

Pubblicato il 11 Mar 2016

cambini-carlo-160302115102

«In un mondo in cui i protagonisti sono sempre più i fornitori di contenuti, l’emergere di un nuovo modo di fruire dei media e dei servizi televisivi sta aprendo nuove opportunità di business anche in settori contigui, come nel caso delle infrastrutture. E’ questo uno dei motivi del consolidamento in atto nel campo delle torri di trasmissione per le telecomunicazioni mobili, come sta accadendo in Europa e in Italia».

A dare a CorCom una lettura di cosa sta accadendo nel campo delle torri per il mobile, tra aste passate, in corso e future, è Carlo Cambini, docente di Economia industriale al dipartimento di ingegneria gestionale del Politecnico di Torino.

Cambini, quali sono i motivi alla base del consolidamento?

Credo siano quelle “classiche” di queste situazioni, e sono legate principalmente all’investment sharing. L’update tecnologico delle reti per il 4G e in vista del 5G richiedono ingenti investimenti: per avere una copertura adeguata gli operatori dovranno sostenere costi rilevanti, e in questo caso si tratterà di ottenere la maggior copertura con il minor esborso possibile. Sfruttando le stesse infrastrutture di trasmissione si copre, a parità di investimento, più territorio di quanto si copra da soli. E’ una dinamica paragonabile a quella che si verifica nel campo delle telecomunicazioni fisse con gli accordi di partenariato tra diversi operatori per la copertura in fibra ottica di alcune porzioni di territorio. Se a questo aggiungiamo il fatto che la gran parte degli operatori sono impegnati sia nel fisso sia nel mobile, e hanno quindi una doppia esposizione nell’investimento, le ragioni di quel che sta accadendo appaiono ancora più chiare.

Consolidamento vuol dire anche razionalizzazione delle infrastrutture?

Certo, con il passaggio a nuove tecnologie sarà possibile anche eliminare tutte le duplicazioni di infrastrutture che oggi sono presenti in molte aree del Paese. Piuttosto che dare vita a “doppie torri” per lo stesso tipo di copertura, molti operatori troveranno più conveniente razionalizzare.

Quali saranno le convenienze per i nuovi proprietari delle torri “cedute” dagli operatori mobili?

In questo meccanismo si sono create delle nuove aree di business, come nel caso dei gestori delle antenne, che diventano gestori di infrastrutture fisiche attraverso le quali domani si potranno offrire tanti diversi servizi: è una specie di business “a latere”. Oggi noi pensiamo alla telefonia mobile ancora in maniera tradizionale, ma in prospettiva diventerà sempre più un grande “portatore” di contenuti in mobilità, come i servizi video e televisivi. Diventerà un’infrastruttura fisica che ha come compito quello di gestire le frequenze sia per il mobile sia per la televisione. Indubbiamente è una novità per l’Italia, ma in giro per l’Europa non lo è. In Inghilterra ci sono operatori, come Arcadia, che gestiscono antenne di multiplex televisivi e stanno comprando antenne di telefonia mobile, e lo stesso sta facendo la spagnola Abertis.

Vede una sinergia possibile tra le torri broadcasting e quelle per le tlc mobili?

Non stiamo parlando dell’integrazione Tv-Telefonia, ma di un’integrazione tecnologica. La stessa infrastruttura che oggi trasmette su “n” frequenze, utilizzate ad esempio per la televisione, potrebbe domani vederle affidate alla telefonia mobile: a quel punto l’operatore avrebbe già a disposizione le reti e potrebbe iniziare da subito fornire il proprio servizio. La questione è avere a disposizione torri che domani possono garantire la fornitura di diversi servizi, più o meno integrati l’uno con l’altro, e ottimizzare anche l’utilizzo delle frequenze.

Ma quello che sembra oggi uno dei principali driver per lo sviluppo della banda ultralarga, a prescindere dalla tecnologia con la quale si utilizza il servizio, sono certamente i contenuti. Il fornitore di contenuti ha la posizione più rilevante sul mercato: l’infrastruttura è quasi una commodity. Alla fine quello che mi pare sia sempre più importante è l’essere fornitori di contenuti: per riuscirci c’è bisogno di infrastrutture, e qui nasce la nuova opportunità.

E’ ipotizzabile o auspicabile la nascita di un campione nazionale anche per le tlc mobili?

Non vorrei parlare di campioni nazionali, qualora si creasse il grande operatore che gestisce tutti i segnali, per il mobile o multiplex, subentrerebbe il problema di dominanza del mercato, con l’esigenza di intervenire ex ante con la regolazione per l’accesso alle torri. Non dimentichiamo infatti che se alla fine le connessioni mobili o mutiplexing potranno portare centinaia di megabit di connessione, potranno in prospettiva anche fornire servizi internet in concorrenza con le infrastrutture in fibra, anche se a un diverso livello di qualità.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati