CYBERSECURITY

Trasformazione digitale, la PA è ancora un “follower”

I percorsi decisionali sono tuttora troppo lunghi. La maggior parte delle criticità sono di natura burocratica, e i bandi di gara sono complicati

Pubblicato il 21 Dic 2016

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La PA dovrebbe essere un esempio di eccellenza, un precursore per quanto riguarda le nuove tecnologie ma al momento è ancora un follower. Questo perché purtroppo, per quanto riguarda la maggior parte dei processi, i percorsi decisionali sono molto lunghi e prima che si arrivi a un verdetto possono passare anche anni. Ad esempio, è molto che se ne parla ma non si è ancora portata a compimento l’ottimizzazione dei data center all’interno della PA.

E anche per l’ottimizzazione dei costi siamo ancora all’inizio del percorso. La situazione non riguarda però l’intero Paese, ci sono ovviamente delle eccellenze che si contraddistinguono e che riescono a velocizzare e valorizzare i loro processi di ammodernamento. La maggior parte delle criticità sono di natura burocratica, i bandi di gara sono infatti complicati e sono poche le aziende disposte ad assumersi i rischi. A volte l’iter decisionale porta a disporre di tecnologie che non sono quelle che si richiedevano ed è difficile offrire il servizio di cui l’utente aveva realmente necessità. Anche per quanto riguarda il parco consulenti o nuovi tecnici sono figure magari troppo junior che finiscono per intralciare lo sviluppo.

Le procedure, le norme e i tempi vanno snelliti. Soprattutto se consideriamo la sproporzione con la velocità di sviluppo dell’IT. A volte capita che i progetti vengano cambiati più volte perché le tecnologie vengono sorpassate in fretta. Manca un piano programmatico per la digitalizzazione, se ne parla molto ma in quanto a fatti concreti siamo ancora troppo lenti, basti pensare allo sviluppo della banda larga e altre tecnologie. Per uscire da questa situazione di stallo la PA dovrebbe creare un nuovo organo che faccia funzionare gli ingranaggi che sono già nel meccanismo, dando veramente una priorità ai progetti che riguardano lo sviluppo in ambito informatico. Attualmente l’AGID – Agenzia per l’Italia Digitale, si occupa più di fornire indicazioni e linee guide. In generale è anche importante capire che la digitalizzazione non è un costo, ma un investimento per il sistema Paese, così come la sicurezza. Se guardiamo le statistiche si nota infatti che sono i Paesi più digitalizzati a crescere maggiormente.

Nel 2013 erano 40 le pubbliche amministrazioni in Italia con una velocità di connessione di 100 mega byte, nel 2018 se ne prevedono 200. È chiaro che numeri di questo tipo devono crescere. Come Trend Micro siamo molto attenti a far capire alle amministrazioni i rischi ma anche le opportunità in tema di sicurezza. Progetti ben studiati permettono infatti di ottimizzare gli investimenti in ambito IT e prevengono le perdite date da eventuali violazioni o altri attacchi che non sono solo di natura economica ma anche reputazionale. Continueremo inoltre a contribuire per migliorare il sistema dell’intero Paese, oltre a proporre ovviamente anche l’efficacia delle nostre soluzioni sviluppate appositamente per andare incontro alle esigenze di ogni organizzazione, con progetti su misura.

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