IL DIBATTITO

Trump spinge sulle fintech, ma la Fed frena: “Prima la regulation”

La Casa Bianca preme per dare alle società della finanza digitale licenze federali simili a quelle delle banche per operare su scala nazionale ed espandere il business. La Federal reserve teme però che i nuovi attori non abbiano adeguati sistemi di controllo e possano innescare un rischio sistemico

Pubblicato il 14 Gen 2019

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La Federal reserve americana frena sulla proposta dell’amministrazione Trump di aprire alle società della finanza digitale le porte del sistema di pagamento nazionale. La spinta pro-fintech è sostenuta dall’Office of the comptroller of the currency (Occ) e dalla Federal deposit insurance corporation (Fdic), che stanno considerando la possibilità di fornire licenze simili a quelle di cui godono le banche federali alle aziende hitech che offrono servizi finanziari, come il prestito o il trasferimento di denaro. La Occ è un’agenzia del dipartimento del Tesoro Usa e vigila su tutte le banche nazionali e le filiali di banche estere presenti negli Stati Uniti, mentre la Fdic è un’agenzia federale indipendente da governo e Federal reserve, che gestisce fondi del bilancio federale e fornisce un’assicurazione sui depositi delle banche.

Le due agenzie rispondono a una più ampia spinta del presidente Donald Trump che intende favorire le piccole imprese e la creazione di posti di lavoro. Con delle licenze federali le aziende del fintech, che oggi operano seguendo norme statali spesso molto diverse tra loro, potranno agire in base a un quadro normativo unico e ridurre i loro costi; questo favorirà l’espansione in nuovi mercati e l’allargamento del portafoglio di prodotti. Il piano della Occ su input della Casa Bianca è già stato steso nei mesi scorsi e prevede che le fintech abbiano l’autorizzazione a operare su scala nazionale con una singola licenza purché soddisfino alcuni requisiti su liquidità, capitale e contingency planning.

La banca centrale è per ora restia a dare l’ok, riporta Reuters, temendo che gli attori del fintech manchino di robusti sistemi di controllo e gestione del rischio e di adeguate protezioni per i loro clienti. A novembre il presidente della Federal reserve bank di St. Louis, James Bullard (la Fed è composta da un Board di 7 governatori centrali con sede a Washington D.C. nominati dal presidente degli Stati Uniti e da 12 banche regionali), ha detto sulle fintech: “Probabilmente vogliono accesso ai sistemi di pagamento, ma non vogliono la regulation che tale accesso comporta necessariamente. Mi preoccupa l’eventualità che il fintech diventi la prossima causa di una crisi del sistema finanziario”.

Secondo Occ e Fdic, le società del fintech sono un sostegno importante all’economia americana perché possono ampliare l’accesso ai servizi finanziari grazie ai loro modelli low-cost e all’accesso da canali innovativi che permettono di raggiungere le aree del paese meno popolose e mal servite dalle banche tradizionali, offrendo per esempio piccoli prestiti.

Le società della finanza digitale americana (come OnDeck Capital, Kabbage, PayPal e LendingClub) hanno però chiarito più volte all’amministrazione Usa che non possono investire nell’espansione nazionale se non hanno accesso agli strumenti messi a disposizione dalla Fed. In particolare, usare il sistema di pagamento della Fed è considerato cruciale per non dipendere dalle banche per gestire i flussi di denaro. I costi di routing delle banche sono uno dei principali costi operativi per gli attori del fintech e sarebbero eliminati da un accesso diretto al sistema federale; ciò darebbe alle fintech la marcia in più per competere con le banche tradizionali, come ha spiegato la Electronic transactions association, che rappresenta banche e società fintech.

Le banche frenano, sostenendo che le società fintech dovrebbero avere l’autorizzazione ad accedere al sistema della Fed solo se si adegueranno all’intero set di regole che valgono per le banche, come dichiarato dall’associazione Independent community bankers of America.

La Fed teme che, senza un quadro regolatorio certo gli attori del fintech, non attueranno un solido risk management, preferendo puntare alla crescita, un timore esacerbato questo mese quando la fintech Robinhood ha pubblicizzato i suoi conti correnti e libretti di risparmio come assicurati a livello federale quando non lo sono.

La Fed teme anche che dare alle fintech diretto accesso alla rete federale di pagamenti possa creare rischi sull’intero sistema o danneggiare i consumatori in caso di problemi It o di cyberattacco a una delle società della finanza digitale.

La Fed non ha per ora commentato le notizie riportate da Reuters ma uno dei governatori, Lael Brainard, ha detto che la banca centrale americana sta riflettendo sul tema e ha ribadito che occorre cautela prima di far entrare le fintech sul sistema della Fed.

La Fed dovrà decidere presto perché l’industria del fintech cresce velocemente: un sondaggio dei consumatori Usa condotto di recente da EY ha svelato che la metà usa le società del fintech per il trasferimento di denaro. Inoltre, dal 2010 al 2017, sono state create più di 3.330 aziende fintech, svela il dipartimento del Tesoro americano, e hanno ottenuto finanziamenti totali, dal 2010 al 2017, di 22 miliardi di dollari.

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