BUSINESS

Miropass mette il turbo a TuPassi: “Saremo la più grande sala d’attesa digitale”

La startup italiana che ha ideato l’app per “saltare” le code agli sportelli ha progetti ambiziosi per il futuro. In cantiere scambio di documenti e soluzioni di pagamento

Pubblicato il 27 Gen 2017

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Diventare la sala d’attesa digitale più grande del mondo, sviluppando nuove feature e portando all’estero l’esperienza finora accumulata in Italia. L’obiettivo della startup innovativa Miropass è ambizioso, ma i risultati ottenuti dalla soluzione TuPassi a poco meno di 5 anni dalla costituzione della società fanno ben sperare. Si tratta di un sistema intelligente per la gestione di servizi di prenotazione e accoglienza, che promette di eliminare le code agli sportelli sostituendo completamente il tradizionale numero progressivo con un appuntamento. L’addio al numeretto cartaceo si traduce concretamente in un portale web based e multicanale che gestisce le file. Nessuna confusione tra chi prenota online e chi lo fa sul posto tramite totem, perché la soluzione monitora e aggiorna in tempo reale entrambi i canali di prenotazione.

“Abbiamo basato il nostro sistema sulla puntualità, partendo dall’assunto che la puntualità non esiste e non è importante. Sembra assurdo, ma è così – spiega Giovanni Fontana, ceo e socio fondatore di Miropass -. Così abbiamo creato un sistema di agende e gestione dell’accoglienza, che consente al cittadino di prendere l’appuntamento in modo rapido e alla struttura di erogare il servizio e pilotare il flusso dei clienti in modo efficiente”. TuPassi permette infatti all’utente di vedere da portale o da totem fisico piazzato nella struttura gli slot orari disponibili, per la giornata in corso e per quelli successivi. E si può prenotare sia per il giorno stesso sia per quelli dopo. Opera direttamente in cloud, è multimediale e multicanale in quanto accessibile tramite totem, kiosk, app, sito web, call center, sms, e-mail e monitor di sala. C’è poi il check-in degli utenti, che aiuta TuPassi a pianificare lo svolgimento dei servizi in funzione della capacità d’accoglienza e tramite sofisticati algoritmi. Vengono così gestite da un solo cervello sia le persone che arrivano in anticipo sia quelle che arrivano in ritardo. “L’operatore non perde tempo, chi entra prima è contento e chi è in ritardo viene servito appena arriva”, sottolinea Fontana. Oltra al carattere nativamente digitale, la piattaforma punta con decisione anche sul fatto di essere customizzabile e perfettamente integrabile con i sistemi di prenotazione preesistenti.

La fluidità del sistema ha già convinto diverse amministrazioni pubbliche, tra cui i Comuni di Roma e Pavia e alcune Ausl toscane, e i numeri raggiunti dai test del 2014 a oggi sono di tutto rispetto: oltre 200mila utenti registrati e circa 6 milioni di ticket emessi.

Tra i clienti nuovi entranti ci sono una grossa compagnia che conta 20mila punti in Italia e l’ospedale San Giovanni di Roma, dove nelle prossime settimane 10 totem consentiranno di effettuare la prenotazione e il relativo pagamento. Ma i progetti di TuPassi sono solo agli albori visto che nei piani del team, che conta oggi 8 persone, ci sono diversi obiettivi ambiziosi. Una delle prossime sfide è il lancio delle agende individuali, che consenta tramite TuPassi e con pochi euro al mese a un veterinario, un libraio, un parrucchiere o qualsiasi altro negoziante di avere la propria piattaforma digitale di gestione degli appuntamenti.

Un processo che nasconde la più alta ambizione di tutto il progetto: diventare un motore di ricerca e prenotazione di qualsiasi prestazione, basato su una vastissima rete di esercizi commerciali e sull’omnicanalità della customer experience. “Vogliamo che il nostro motore di ricerca possa diventare la più grande sala d’attesa al mondo. Recarmi in Comune, farmi visitare dal medico di famiglia o andare a Gardaland: non avere decine di app ma fare tutto tramite un unico portale è senza dubbio una svolta”.

In cantiere ci sono anche servizi collaterali, come lo scambio documenti e soluzioni di pagamento, che facciano di TuPassi un sistema in grado di conquistare la quotidianità degli utenti.

Proprio la scalabilità del sistema e la facilità di applicazione a contesti diversi è ciò che ha convinto Fontana a puntare anche sull’estero. “Abbiamo appena chiuso un’operazione di crowdfunding con Equinvest per l’internazionalizzazione del sistema e stiamo per ultimare la versione multilingua dell’intera soluzione, dal back office ai totem, dal portale web all’app”, sottolinea il ceo descrivendo i piani export della società.

E dopo aver chiuso un accordo con una catena di ospedali in India, dove TuPassi sbarcherà a febbraio, Miropass vuole accelerare. La caccia ai partner per la distribuzione è già aperta.

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