L'ACCORDO

Turismo 4.0, asse Mibact-Intesa Sanpaolo: sul piatto 5 miliardi

Innovare le strutture ricettive, migliorare la raggiungibilità dei siti di interesse e incrementare la qualità dell’accoglienza gli obiettivi dell’accordo di collaborazione triennale. Iperammortamento e superammortamento sulla scia del piano Industria 4.0 anche per le aziende turistiche. Il ministro Franeschini: “Spingiamo un settore strategico per l’Italia”

Pubblicato il 11 Gen 2018

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Un plafond di 5 miliardi di euro in tre anni destinato prioritariamente alla predisposizione di un vero e proprio “Patto per il Turismo 4.0” e di una serie di linee di azione comuni per le imprese e le filiere del settore. Sono i cardini dell’accordo di collaborazione siglato a Roma tra il ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e il Gruppo Intesa Sanpaolo a sostegno del sistema turistico italiano che vale 185 miliardi di euro con un peso dell’11,8% del Pil e del 12,8% sull’occupazione. Ma che ha bisogno di investire di più in innovazione per far crescre le sue imprese.

Un’indagine condotta recentemente da Intesa Sanpaolo su un campione significativo di imprese turistiche nazionali individua proprio nella questione dimensionale il principale freno agli investimenti, volano di crescita. Occorre dunque implementare strumenti che favoriscano forme di integrazione fra le imprese, sviluppo di modelli reticolari di offerta ricettiva, riposizionamento all’interno delle dinamiche internazionali delle filiere/reti del settore, e facilitino tanto la promozione di innovazione, digitalizzazione e creatività, quanto il rafforzamento organizzativo e culturale del sistema imprenditoriale. L’accordo siglato oggi si focalizza su tali finalità, per le quali sono necessari investimenti.

“Importantissimo che Intesa Sanpaolo sostenga in modo così forte gli investimenti nel settore del turismo, il settore che più di tutti sta contribuendo alla crescita del Pil e che ha potenzialità di crescita nei prossimi anni”, commenta il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini.

I 5 miliardi messi sul piatto saranno utilizzati per individuare strumenti per estendere al settore del turismo le opportunità offerte dal Piano Impresa 4.0, in particolare per rendere ammissibili ai benefici del superammortamento e dell’iperammortamento anche i progetti di ristrutturazione e riqualificazione degli edifici destinati al turismo e alla cultura.

Oltre al tema della coerenza dei singoli progetti con le priorità previste dal Piano Strategico del Turismo (PST) e dai Piani attuativi annuali, verrà riservata un’attenzione particolare alle formule di aggregazione, come strutture diffuse e filiere orizzontali. Verranno inoltre valorizzati fattori intangibili come qualità del management, formazione, utilizzo di canali internet di vendita o di metriche basate sui giudizi espressi dalla clientela (es. web reputation).

Focus anche sull iniziative formative finalizzate a sviluppare percorsi di crescita professionale e manageriale. Intesa Sanpaolo renderà disponibili metodologie e contenuti formativi adottati al proprio interno, fruibili anche in modalità e-learning personalizzabile. Offrirà assistenza per la ricerca e l’utilizzo di fondi per la formazione continua, anche con forme di prestito d’onore per consentire la formazione degli studenti non solo a livello accademico.

Intesa Sanpaolo potrà inoltre arricchire i contenuti dell’accordo attraverso i numerosi progetti già attivati per il settore turistico e culturale: la presenza di modelli di analisi dei progetti alberghieri, a disposizione di tutte le filiali, atti a valutare le peculiarità specifiche del settore turismo; il programma “sviluppo filiere” che considera, ai fini valutativi di una impresa, il valore rappresentato dall’appartenenza ad una filiera di eccellenza, con effetti migliorativi sul merito creditizio e sulle condizioni del credito; la presenza di una specifica offerta dedicata alle imprese turistiche, in termini di servizi e di finanziamenti, che prende in considerazione sia le esigenze di stagionalità che la tipicità delle forme di incasso; la partnership nella creazione del portale “Destination Italia”, B2B e B2C, che rappresenta una valida alternativa all’intermediazione online; la creazione dell’iniziativa e-commerce “Destination Gusto”, che consente alle imprese agroalimentari d’eccellenza di ampliare la propria attività commerciale tramite le vendite on-line; la recente creazione di una piattaforma di crowdfunding che consente, a clienti e non clienti, di contribuire alla realizzazione di progetti in ambito sociale e culturale; la gestione del patrimonio culturale della Banca tramite “Gallerie d’Italia”.

“Nel nostro Paese la sfida del turismo si gioca sulla capacità di creare valore su una ampia filiera, grazie ad un reticolo efficiente costruito su investimenti, innovazione, cultura, formazione, offerta integrata e digitale – spiega Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo. Il nostro Gruppo crede fermamente nel settore turistico, uno tra quelli di maggiore crescita nel medio-lungo periodo. Siamo a disposizione per trovare soluzioni che consentano di estendere al turismo le opportunità offerte dal Piano Impresa 4.0 e consideriamo le imprese del settore tra quelle oggetto di particolare valorizzazione nelle nostre valutazioni di merito creditizio e commerciale, anche grazie alla coerenza dei loro progetti di sviluppo con le priorità previste dal Piano Strategico del Turismo ed alla loro capacità di coinvolgere settori trainanti dell’economia italiana come l’agroalimentare e la cultura.”

Soddisfatta dell’intesa Confindustria Alberghi. “La sigla dell’accordo – commenta il presidente Giorgio Palmucci –  è motivo di grande soddisfazione per le aziende del settore alberghiero – Così come avvenuto già con il PST, le istituzioni e il Ministero del Turismo in primis stanno spingendo su un settore che – noi lo affermiamo già da tempo – può rappresentare un volano di crescita e di rilancio per l’economia dell’intero Paese.  Dalla riqualificazione strutturale alla formazione alle iniziative trasversali a sostegno dell’offerta turistica complessiva, da questo momento in poi, le nostre imprese disporranno di un ulteriore strumento utile a riposizionare l’offerta alberghiera a 360 gradi accorciando le distanze con i competitors internazionali”.

La scelta di Gruppo intesa San Paolo a collaborare assieme al Ministero, con l’obbiettivo comune di favorire il turismo, riconosce il valore del nostro prodotto e ci auguriamo che tale iniziativa possa dare slancio a futuri investimenti anche ad opera di nuove realtà non necessariamente italiane.

Il settore turistico sta vivendo un momento di forte crescita. Fondamentale in tal senso si sta dimostrando il contributo del turismo straniero. L’Italia è la prima “dream destination” al mondo: gli arrivi di turisti non residenti sono cresciuti del 35,8% tra il 2008 e il 2016, secondo le rilevazioni Istat, raggiungendo quota 56,8 milioni; nel medesimo periodo, le presenze (numero di notti trascorse negli esercizi ricettivi) sono aumentate del 23,3%, per un complessivo pari a 199,4 milioni e un grado di internazionalizzazione prossimo al 50%. Se si sommano anche i turisti residenti, si giunge ad un totale di 117 milioni di arrivi e 403 milioni di presenze nel 2016.

L’anno che si è appena concluso si profila inoltre come il migliore del decennio: tanto i dati preliminari Istat quanto le indagini previsionali promosse da altre fonti si dimostrano concordi nel sottolineare una ulteriore crescita di arrivi e presenze nel 2017, con impatti positivi sui ricavi. Il nostro Paese può infatti contare su un’offerta turistica diversificata, che va dal turismo d’arte a quello marino, dal lacuale al montano, fino ad arrivare al termale e alle nuove forme di turismo escursionistico ed enogastronomico. Nonostante, ad oggi, resti preponderante la componente di turismo europeo, stanno aumentando i visitatori provenienti da paesi emergenti, con un ruolo di primo piano dell’Asia.

La domanda turistica internazionale si presenterà in forte crescita anche negli anni a venire, nell’ordine di un 3,3% medio annuo da qui al 2030, secondo le stime Unwto (United Nations World Tourism Organization). Sarà quindi necessario che il nostro Paese si doti degli strumenti necessari per agganciare il trend e creare un vantaggio competitivo del nostro sistema turistico: rispondere alle nuove esigenze dei viaggiatori significa ristrutturare ed ammodernare le strutture ricettive, incrementare la qualità dell’accoglienza e della formazione degli operatori attraverso processi di innovazione e digitalizzazione, anche facendo proprio il modello espresso da Industria 4.0, nonché migliorare la raggiungibilità delle destinazioni. “Investire” rappresenta, in termini sintetici, la parola chiave nell’orizzonte di medio-lungo termine. L’accordo siglato oggi rappresenta un punto di incontro delle azioni portate avanti sia da Mibact che da Intesa Sanpaolo a supporto e per lo sviluppo del sistema turistico e culturale.

Con il Piano Strategico del Turismo 2017-2022 il Governo ha infatti individuato le linee guida strategiche per lo sviluppo del settore: innovazione tecnologica e organizzativa, valorizzazione delle competenze, qualità dei servizi, rilancio e consolidamento della filiera allargata del turismo fino a cultura ed enogastronomia. Direttrici, tuttavia, non sempre facilmente assimilabili per le molte micro/piccole imprese che contraddistinguono l’offerta turistica italiana. Se infatti, da un lato, la ricettività italiana si posiziona al primo posto tra i concorrenti europei in termini di numero di alberghi e posti letto, dall’altro resta un serio problema dimensionale delle imprese turistiche.

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