L'INIZIATIVA

Tute blu, via al progetto DigitalMec per spingere le competenze digitali

Le linee guida di Federmeccanica, Assistal, Fim, Fiom e Uilm con il patrocinio del Ministro per l’Innovazione. Si punta a colmare i gap e a rendere “digitalmente abili” i lavoratori. Riflettori anche sulla diffusione di Spid. La sottosegretaria Messina: “Analfabetismo digitale è nuova barriera anche per i diritti di cittadinanza”

Pubblicato il 10 Set 2021

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Accrescere le “abilità digitali” dei lavoratori dell’industria metalmeccanica e dell’installazione di impianti per colmare i gap, spingere le iniziative legate a Industria 4.0 e anche la diffusione di Spid. Questi gli obiettivi di DigitalMec, il progetto che vede in campo Federmeccanica, Assistal, Fim, Fiom e Uilm, con il patrocinio del Ministro per l’Innovazione e la Transizione digitale Vittorio Colao.

Nelle linee guida (QUI IL DOCUMENTO), presentate oggi è stata messa nero su bianco la roadmap e sono stati svelati i moduli formativi che permetteranno alle imprese del comparto di mettere a punto programmi di formazione personalizzabili e modulabili a seconda delle specifiche esigenze.

“L’analfabetismo digitale è una nuova barriera anche per i diritti di cittadinanza. Di qui la necessità di lavorare su questo ritardo, puntando alla formazione di competenze digitali, lavorando in parallelo sulle infrastrutture. ‘Competenze per tutti’ fa parte di quella missione di transizione digitale democratica che è importante per il nostro Paese”, ha sottolineato la Sottosegretaria al ministero per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale, Assuntela Messina. “Le Pmi rappresentano il cuore pulsante della nostra economia nazionale, sarà necessario e importante continuare a lavorare per vincere alcune resistenze culturali che ancora persistono”.

“L’impegno per l’alfabetizzazione digitale dei metalmeccanici nasce nell’ambito dell’ultimo rinnovo contrattuale – siglato a febbraio 2021 – nel quale le parti si sono impegnate a promuovere iniziative specifiche. Il patrocinio del Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale al progetto è significativo, perché sottolinea come l’iniziativa sia in linea con gli obiettivi di transizione digitale che lo stesso Ministero ha posto – sottolinea il Presidente di Finmeccanica, Federico Visentin -. Ci troviamo nel mezzo di cambiamenti tecnologici il cui impatto, ampio e profondo, è tanto rapido quanto difficile da metabolizzare. Spesso, ottime iniziative di trasformazione digitale non hanno centrato in pieno i risultati attesi anche per la mancanza di un piano dettagliato di formazione delle competenze di chi poi quella trasformazione deve metterla in pratica nel lavoro quotidiano. È esattamente questo il gap che vogliamo colmare attraverso il supporto organizzativo offerto da DigitalMec. La vera trasformazione digitale tocca tutti gli aspetti di un’organizzazione e tutte le figure aziendali (ad ogni livello) devono sentire di “essere a bordo”. Il nostro impegno per l’alfabetizzazione digitale va anche oltre l’occupabilità: pensiamo all’impatto del digitale nella vita di tutti i giorni (Spid, acquisti online, piattaforme welfare, ecc.). Per questo crediamo che mettere in pratica DigitalMec è un investimento che ripaga, sia l’impresa che i dipendenti”.

Per individuare il livello di partenza dei partecipanti, le aziende potranno avvalersi dello strumento di analisi del fabbisogno “Come vivi il digitale?” messo a disposizione dalle Linee Guida.

“Oggi le competenze digitali di base sono la terza media dei nostri padri. Non si poteva andare a lavorare negli anni ’50-’60-’70 se non si aveva la terza media. Una delle criticità che riguarda l’oggi del lavoro e dell’impresa è la ricerca delle competenze, insieme alle materie prime. Abbiamo bisogno di programmi urgenti”, ha evidenziato il segretario generale della Fim Cisl, Roberto Benaglia. “Abbiamo delle nuove barriere architettoniche, non fisiche, che rischiano nei luoghi di lavoro di portare troppe persone e non poter essere adeguate, a essere isolate. Le linee operative che oggi
si propongono sono un supporto concreto alle aziende, compito delle parti sociali è la prossimità, perché è sul territorio che queste cose vanno promosse”.

“L’alfabetizzazione digitale dei lavoratori metalmeccanici segna un passaggio culturale di estrema importanza: non stiamo formando soltanto lavoratori più preparati e competenti, ma anche cittadini più consapevoli”, ha aggiunto Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil. “Aver introdotto nel Ccnl il principio del diritto soggettivo alla formazione è un salto in avanti concettuale notevolissimo. Le imprese in genere fanno formazione, ma scelgono loro i lavoratori cui impartirla, ovviamente in base alle proprie esigenze. Questo percorso sull’alfabetizzazione digitale, invece, dice che tutti i lavoratori hanno la necessità e il diritto di fare quella formazione, nessuno escluso”.

“Circa metà delle piccole e medie imprese non sono digitalizzate, mentre il 60% delle microimprese non ha sviluppato nessuna tecnologia digitale. Questi dati si riflettono anche nel settore metalmeccanico”, ha evidenziato il Segretario generale Uilm, Rocco Palombella– “La formazione è uno strumento fondamentale per accrescere il patrimonio professionale e culturale all’interno delle aziende. La pandemia ha accelerato la necessità di recuperare un differenziale esistente all’interno del nostro sistema industriale e poi tra l’Italia e gli altri Paesi europei”.

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