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Tv italiana, la digital disruption è già qui: Ott e Ict binomio perfetto

Osservatorio EY sul mercato contenuti video online: a quota 19 milioni gli utenti delle piattaforme online. Di pari passo l’aumento di domanda di banda ultralarga e servizi video. Ruolo forte dello schermo domestico per il consumo di contenuti pay (mobile preferito per i free). Profilazione alla base dei nuovi business model

Pubblicato il 05 Ott 2017

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Video on demand sempre più forte in Italia: una digital disruption che sta disegnando nuove abitudini anche in un Paese tipicamente “Tv-dipendente” e prospettando nuovi modelli di business. Gli utenti di contenuti video over the top toccano quota 19,1 milioni nel periodo settembre 2016-luglio 2017. Emerge dalle analisi del nuovo Osservatorio EY sull’evoluzione del mercato dei contenuti video online in Italia, secondo cui “in un mercato Ict che torna a registrare segni positivi di sviluppo, risalta un doppio trend – illustra l’Osservatorio -: crescita della domanda di collegamenti ultrabroadband di rete fissa (a fine giugno 3,5 milioni di accessi, stimata una crescita ulteriore per il terzo trimestre 2017). E propensione degli utenti Internet italiani ad accedere a servizi video online, sia gratuiti che a pagamento.

Il nuovo scenario poggia su tre caratteristiche. La prima: in aumento la propensione a pagare per consumare contenuti video: oltre la metà degli utenti che si trovano nel periodo di prova gratuita dichiara che con buona probabilità acquisterà il servizio a pagamento. La seconda: è in via di sviluppo l’offerta video Ott, sia con l’ingresso di nuovi player (Amazon Prime Video, Vodafone TV) che con il rafforzamento di alcune delle piattaforme esistenti (come DPlay, Rai Play, la nuova piattaforma free di Mediaset disponibile a breve). La terza: aumentano i dati generati dagli utenti sia per una loro profilazione sia per nuove linee di ricavi legati a sistemi come il data monetization, saldando in questo modo il mercato video Over the top a una delle tendenze più calde in ambito Ict, ovvero le piattaforme di big data e analytics.

I numeri della crescita. Dalle analisi svolte dall’Osservatorio – Sky, Discovery, Mediaset, Fastweb e Vodafone gli sponsor – emerge che in otto mesi di monitoraggio (settembre 2016-luglio 2017) gli utenti di contenuti video Ott gratuit e a pagamento sono cresciuti di 2,9 milioni raggiungendo quota 19,1 milioni, pari a un incremento del 18% rispetto alla rilevazione di settembre 2016 e equivalente al 58% della base di utenti Internet a giugno 2017 (individui con 16+ anni).

Una componente della crescita è rappresentata dagli utenti Pay, stimati a giugno 2017 in 4,3 milioni di individui. Circa 17,7 milioni nello stesso periodo gli utenti di contenuti video su piattaforme gratuite: la metà di loro utilizza le piattaforme offerte dai broadcaster come RaiPlay, Mediaset.it, DPlay, La7.it.

Cresce anche la propensione a pagare per i contenuti: in particolare Netflix e Tim Vision hanno raggiunto e superato i 500mila abbonati già nei primi mesi del 2017. NowTV e Infinity, invece, possono contare a metà del 2017 su una base clienti attorno ai 300mila sottoscrittori ciascuna. Nel corso del 2017 si è inoltre affacciato sul mercato Svod un quinto player, Amazon Prime Video, la piattaforma offerta gratuitamente da Amazon agli abbonati Prime.

La fotografia scattata indica non solo la valenza numerica ma anche il grado di maturità del mercato digitale italiano: fasce sempre più ampie stanno modificando comportamenti molto radicati come il consumo di TV.

È in particolare l’utente di contenuti a pagamento che presenta una maggiore discontinuità: l’identikit del “nuovo utente” evidenzia la tendenza a pagare per vedere film e serie televisive in esclusiva. Inoltre nel 50% dei casi utilizza il servizio con una frequenza giornaliera e si connette in mobilità solo in un terzo dei casi preferendo una visione da “home theatre” allo schermo di smartphone e tablet (il cui uso non è comunque marginale anche per questi utenti).

Più in linea con il consumo di Tv tradizionale le caratteristiche dell’utente di contenuti gratuiti: predilige intrattenimento, cinema e attualità e tende a guardare video anche fuori casa, secondo un approccio che in alcuni casi è “a riempimento” di momenti liberi della giornata, più che finalizzato a godere della qualità di contenuti selezionati.

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