LA RIORGANIZZAZIONE

Twitter scende a 1.500 dipendenti, conti quasi in pareggio

Tagliate 7.500 risorse, Musk: “Operazione dolorosa ma necessaria”. Contraddizioni sull’intelligenza artificiale: da un lato l’appello per uno stop di sei mesi a livello mondiale e dall’altro la spinta agli investimenti per dotare il social di un algoritmo ad hoc per le funzioni di ricerca e gli annunci pubblicitari

Pubblicato il 12 Apr 2023

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Da 8.000 a 1.500 addetti: da quando ne ha assunto il comando, Elon Musk ha ridotto il personale di Twitter in modo drastico. I numeri sono emersi nel corso di un’intervista concessa alla Bbc, nella quale il ceo di Tesla e SpaceX ha definito l’operazione di riorganizzazione “dolorosa”: “Non mi ha divertito per niente”, ha aggiunto.
Il ceo ha comunque fatto presente che, a seguito dei tagli, la società di social media sta “approssimativamente andando in pareggio” (un’affermazione che la Bbc ha detto di non poter verificare in modo indipendente), poiché la maggior parte dei suoi inserzionisti è tornata e i suoi aggressivi sforzi di riduzione dei costi hanno iniziato a dare i suoi frutti dopo massicci licenziamenti.

Secondo i dati diffusi da Musk, Twitter si trovava in una situazione di flusso di cassa negativo di 3 miliardi di dollari all’atto dell’acquisizione: “Potremmo avere un flusso di cassa positivo in questo trimestre se le cose andassero bene”, ha detto nell’intervista che ha attirato più di 3 milioni di ascoltatori, aggiungendo che la società ha attualmente il numero di utenti più elevato di tutti i tempi.
Rispondendo alle domande del corrispondente James Clayton dal quartier generale di Twitter a San Francisco, Musk ha confessato che rilevare il social è stato “necessario”, ma che gestirlo è “piuttosto doloroso” ed è come essere sulle “montagne russe”. Musk ha anche chiarito che ora aspira a fare di Twitter un medium “trasparente e onesto”, ma che ci di dovrà ancora lavorare su.

Al lavoro contro la disinformazione

Nell’intervista concessa “a sorpresa” e con soli 20 minuti di preavviso al giornalista Bbc, Musk  ha detto di star lavorando a contenere la disinformazione ma ha negato che sotto la sua gestione sul social media siano aumentati i messaggi di odio. Il nuovo patron ha detto di voler pagare meno per Twitter dopo aver scoperto che ci sono molti social bot automatici all’opera sulla rete. Inoltre ha affermato che vari fra i consiglieri che se ne erano andati con il suo arrivo sono poi tornati. E ha anche detto che, ora come ora, non cederebbe Twitter a qualcuno disposto a offrirgli una cifra pari ai 44 miliardi di dollari da lui sborsati per acquistarla un anno fa.

Il ritorno degli inserzionisti pubblicitari e le battute sul “cane ceo”

Secondo quanto riferito da Musk, poi, gli inserzionisti che avevano abbandonato la piattaforma dopo il cambio di proprietà, alla fine dello scorso anno, sono quasi tutti tornati. Dopo l’acquisto per 44 miliardi di dollari, Twitter aveva visto crollare gli introiti provenienti dalle inserzioni pubblicitarie, e diverse grandi aziende avevano pubblicamente annunciato l’abbandono della piattaforma. Musk ha dichiarato che parte del calo dell’attività pubblicitaria aveva natura ciclica, e parte è stato “politico”.

L’imprenditore di origini sudafricane, attuale uomo più ricco del pianeta, nell’intervista ha lanciato qua e là anche delle battute, dicendo che ora il nuovo ceo di Twitter è il suo cane, Floki. Ha poi dichiarato di dormire spesso in ufficio e, a proposito dei suoi controversi tweet, ha ammesso “credo che non dovrei più twittare dopo le 3 del mattino”.

E Musk chiede una pausa dall’AI ma intanto ci lavora per Twitter

Intanto emerge che sarebbero 10.000 le Gpu, le graphics processing unit o unità di elaborazione grafica su cui si basa il calcolo informatico svolto dagli algoritmi di intelligenza artificiale, acquistate da Elon Musk per Twitter. Queste aprirebbero una nuova era per il social network di cui si parla tanto negli ultimi tempi: le Gpu potrebbero infatti essere installate in uno dei due data center di Twitter negli Stati Uniti. Per Business Insider, che ha diffuso la notizia, quello prescelto è l’infrastruttura di Atlanta, che si affianca all’altro data center in Oregon. A dicembre, a meno di due mesi dal suo arrivo, Musk ha fatto chiudere il terzo che si trovava a Sacramento.

La fonte ipotizza una serie di applicazioni in cui Twitter potrebbe utilizzare la tecnologia AI, incluso il miglioramento della funzione di ricerca e nuove metriche per l’invio degli annunci pubblicitari che, grazie all’intelligenza artificiale, diventerebbero più precisi e personalizzati sulle esperienze di ogni utente, preservando la privacy. Vale la pena ricordare che Musk è tra i firmatari di una recente lettera aperta a Open AI, l’organizzazione che sviluppa il famoso chatbot ChatGpt, integrato anche nella ricerca web di Microsoft Bing. Musk e circa altri 1.000 firmatari chiedono a chi lavora su progetti di IA conversazionale e generativa di fermarsi per almeno sei mesi: il tempo per capire dove sta andando la tecnologia ed, eventualmente, supportare lo sforzo degli organi controllori nello stilare linee guida sul corretto sviluppo di piattaforme AI in termini di etica e riduzione del rischio di problematiche varie, tra cui risultati errati e fuorvianti. Secondo alcune voci non confermate, il miliardario avrebbe anche lanciato l’idea di avviare un rivale di ChatGpt. 

In cantiere una startup per l’AI?

Musk sta lavorando alla creazione di una nuova start up per competere e sfidare ChatGpt.

Secondo indiscrezioni del Financial Times, il miliardario sta mettendo a punto una squadra e ricercatori e ingegneri esperti di AI. E ha avviato anche contatti con alcuni investitori di SpaceX e Tesla per finanziare la sua nuova creatura.

Per Musk la sfida a ChatGpt è anche un po’ personale visto che nel 2015 era stato uno dei cofondatori di OpenAI, la società a cui fa capo la chatbox. Il miliardario aveva lasciato il consiglio di amministrazione della società perché in contrasto con i vertici su vari punti, inclusa la sicurezza dell’intelligenza artificiale. Per la sua nuova società Musk sta assumendo ingegneri da diversi laboratori di Ia quali DeepMind e si è già assicurata migliaia di chip Gpu da Nvidia. Con la sfida a ChatGPT Musk amplia il portafoglio del suo impero che già conta su Tesla, SpaceX, The Boring Company, Twitter e Neuralink, creando potenzialmente nuovi timori per gli azionisti di Tesla già nervosi per l’acquisizione di Twitter.

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