CHIESA 2.0

Vaticano: boom di accessi in Rete, potenziato sistema informatico

Con Papa Francesco milioni di connessioni in più alle decine di siti .va. Il webmaster: “Abbiamo decuplicato la potenza della piattaforma”. I cittadini di Usa, Italia e Spagna quelli che si collegano con maggior frequenza

Pubblicato il 07 Nov 2013

L’avvento di Papa Francesco ha messo a dura prova il sistema informatico del Vaticano al punto che, nell’ultimo anno, ha dovuto aumentare di dieci volte la potenza del sistema.

Lo ha detto il webmaster responsabile del Servizio Internet della Santa Sede, l’argentino don Lucio Adrian Ruiz, in un’intervista al sito specializzato Vaticaninsider. “Ci occupiamo – premette il religioso – della tecnologia, della progettazione, dell’ingegneria e della messa in linea dei siti web e degli altri servizi Internet della Santa Sede, cioè di quelli che rientrano sotto il dominio «.va», che è un “top level domain” equivalente a quelli di altri Paesi. Oggi sono una trentina, ma ce ne sono almeno dieci in preparazione”.

Il sacerdote definisce “esponenziale” la crescita negli ultimi anni, e “ancora di più con Papa Francesco: c’è un grande accesso alle foto e ai messaggi, c’è una grande ricerca delle parole che lui pronuncia”.

“Ci sono dei picchi (parliamo di milioni di accessi) – prosegue Ruiz – legati a certi eventi o ai viaggi del Pontefice. Ad esempio, in occasione della beatificazione di Giovanni Paolo II, in due giorni abbiamo avuto più di dodici milioni di accessi”.

Un dato interessante riguarda “i primi dieci Paesi con maggiori accessi” che sono gli Stati Uniti, l’Italia, la Spagna, la Germania e il Brasile, seguiti da Corea del Sud, Messico, Canada, Francia e Cina. Le ore di punta del traffico sono tra le 15 e mezzanotte, ora italiana.

Non sono previste chat interattive. Per quanto riguarda i messaggi personali al Santo Padre, si preferisce ancora che arrivino per lettera. Tuttavia di recente il Papa su Twitter ha superato i dieci milioni di follower. Bergoglio “usa espressioni così belle e forti – sostiene don Ruiz – che sono adattissime per Twitter. “Una volta – confida – gli ho detto: ‘Santo Padre, lei è un Papa digitale, la sua vicinanza, le sue parole e la sua tenerezza parlano la stessa lingua della cultura digitale di oggi’. Non era solo una frase, questo si può verificare dal flusso che si trova ovunque in Internet, sia delle sue parole che le sue immagini”.

Jorge Maria Bergoglio è ormai uno dei protagonisti della Rete in diversi Paesi, tra cui l’Italia. Da un’analisi di Socialpolitico.it il suo profilo su Twitter ha scalato in breve tempo la classifica nazionale piazzandosi all’ottavo posto per numero di follower.

Il Pontefice si è distinto per l’uso familiare e disinvolto della piattaforma di microblogging tanto da aver vinto quest’anno il MacchiaNera Award (massimo riconoscimento per i navigatori della Rete) come personaggio dell’anno. Il primo Pontefice ad aprire un account su Twitter era stato il suo predecessore Benedetto XVI.

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