Via i dazi dai prodotti hi-tech, storica intesa al Wto

Accordo tra 53 nazioni che rappresentano il 90% degli scambi di beni tecnologici. L’eliminazione delle tariffe interessa 201 prodotti e sarà graduale a partire da luglio 2016. Per il Pil globale beneficio da 190 miliardi di dollari

Pubblicato il 17 Dic 2015

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Via i dazi doganali da 201 prodotti hitech: l’accordo è stato raggiunto in seno al Wto (World trade organisation) da 53 nazioni (Ue compresa) che rappresentano il 90% degli scambi in beni It. Si tratta del maggior accordo di riduzione delle tariffe sulle importazioni da quasi venti anni che elimina le restrizioni sullo scambio di centinaia di prodotti It che hanno un valore complessivo di 1,3 miliardi di dollari.

L’intesa rappresenta un’estensione dell’Ita (Information technology agreement), considerato il primo e più importante accordo di liberalizzazione delle tariffe doganali negoziato in sede di Wto, nel 1996. L’estensione permetterà un incremento del prodotto interno lordo globale di 190 miliardi di dollari l’anno, hanno calcolato gli esperti dell’Information Technology and Innovation Foundation, perché si abbattono i costi sull’importazione di beni del settore hitech che vanno dai dispositivi Gps alle console per video game ai semiconduttori di nuova generazione. I ministri del Commercio mondiali sono convinti che l’accordo aiuterà anche a rafforzare il Wto, che si è spaccato dopo il lungo stallo nei negoziati sull’Agenda di Doha per lo Sviluppo.

Le barriere agli scambi dei prodotti It saranno eliminate in tre tempi: il 65% delle categorie di prodotti coperti da dazi doganali, pari all’88% delle importazioni, saranno esenti da tariffe da subito, all’entrata in vigore dell’accordo, nel luglio del 2016. Nel 2019 saranno introdotti nuovi tagli che abbracceranno il 95% dei prodotti It importati. Le rimanenti tariffe saranno eliminate entro gennaio 2024.

Un’implementazione dunque per gradi, criticata da alcuni perché non al passo con il rapido ritmo di cambiamento dell’industria It, ma che Roberto Azevêdo, direttore generale del Wto, ha difeso: “Fin dall’inizio l’accordo prevedeva un’implementazione a più fasi. Occorre avere una certa flessibilità, altrimenti raggiungere i compromessi è molto difficile”.

Un primo accordo sui 201 prodotti It da includere nel taglio dei dazi era stato già raggiunto a luglio, ma la conclusione dei negoziati è stata ritardata dalla Cina che ha presentato solo ieri la sua tabella di marcia per la riduzione delle tariffe.

Il Wto stima che il commercio dei prodotti It rappresenti il 7% degli scambi mondiali, superiore a quello di altre categorie rilevanti come componenti per l’automotive, abbigliamento, o acciaio. Alcune importanti categorie di prodotti htiech restano escluse dall’intesa, come gli schermi Led e le batterie a ioni di litio. Tuttavia per gli esperti l’accordo è una pietra miliare per il commercio globale e l’attività del Wto: John Neuffer, presidente della Semiconductor Industry Association, a Washington, ha parlato di “storica intesa” per l’Organizzazione mondiale del commercio, che finora non sarebbe riuscita a “dimostrare di avere capacità di aprire i mercati”. Si tratta di un accordo settoriale, ha aggiunto Neuffer, ma che fornisce “un ottimo modello” per ulteriori deal della stessa natura.

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