Nel dibattito sul possibile merger tra Wind e 3 Italia, in attesa del pronunciamento dell’Antitrust europeo, entra in campo un nuovo interlocutore: è la neonata Coalizione per il fixed wireless access, che riunisce che riunisce più di 60 operatori dell’intera filiera della connettività wireless fissa. L’associazione si pone l’obiettivo di contribuire significativamente al raggiungimento degli obiettivi della Strategia Italiana per la Banda Ultralarga, in particolare per i cluster C e D, “vero e proprio territorio d’elezione degli operatori wireless – si legge in una nota dell’associazione – dove il Governo si appresta ad avviare il Piano di intervento diretto per la realizzazione di una infrastruttura FTTN.
“Qualora i rimedi pro-competitivi prevedessero offerte obbligatorie sui siti e sullo spettro licenziato, con particolare attenzione alle bande più alte (2.5-2.6 GHz) – afferma il presidente delle coalizione, Luca Spada, a proposito dell’ipotesi ‘spezzatino’ circolata negli ultimi giorni – saremmo in presenza di un’ulteriore garanzia per tutti”.
“La Coalizione – prosegue Spada – è interessata al pacchetto da 50 MHz, pari al 20% della dotazione del nuovo operatore mobile (260 MHz) che verrebbe eventualmente a formarsi. Una tale offerta, non influirebbe negativamente sulle sinergie industriali necessarie alla fusione ma permetterebbe ai nostri operatori di contribuire in maniera decisiva alla Strategia Governativa per la Banda Ultralarga”.