L'INTERVISTA

Realtà virtuale, Bencini: “Sarà la killer technology di Industria 4.0”

L’Head of innovation di T.T. Tecnosistemi, tra i vincitori dei Digital360 Awards con un progetto di camera immersiva per la domotica: “Grazie alla VR è più semplice rappresentare, consultare e interpretare milioni di dati raccolti dai sensori in ogni campo”

Pubblicato il 23 Ott 2017

Antonello Salerno

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“Una delle ‘killer technologies’ che impatterà in maniera sostanziale sui modi in cui le imprese lavoreranno nel domani è la realtà virtuale. Ancora oggi probabilmente è vissuta come applicazione legata al mondo dell’entertainment o dei social network, con funzioni spettacolari o di gioco. In realtà noi sosteniamo con forza che rivestirà un ruolo fondamentale in quello che oggi viene definito il ‘paradigma’ dell’Industria 4.0, perché semplificherà il modo di rappresentare, consultare e interpretare milioni di dati prodotti dai sensori immersi negli ambienti di lavoro, cambierà il modo di fare formazione e di fare comunicazione e ottimizzerà i processi di manutenzione riducendo le tempistiche di intervento e la probabilità di commettere errori”.

Lo dice in un’intervista a CorCom Luca Bencini, head of innovation in T.T.Tecnosistemi, system integrator specializzato in soluzioni IT per migliorare il business, l’efficienza, le dinamiche e la qualità del lavoro. La società è tra i vincitori dell’ultima edizione dei Digital360 awards, grazie a un progetto di camera immersiva in realtà virtuale utile per testare e interagire in tempo reale, ad esempio, con prodotti pera la domotica o l’illuminotecnica.

Bencini, come fate per intercettare le possibili esigenze del marcato?

Ormai da due anni stiamo investendo energie e risorse per individuare i campi applicativi della realtà virtuale più utili e interessanti per le aziende italiane, con lo scopo di migliorare e ottimizzare i loro processi. Abbiamo costituito un team di sviluppatori, di modellatori 3D e creativi in grado di realizzare esperienze multimediali complesse sulla base delle necessità di ogni tipo di azienda. Le attuali tecnologie hardware infatti sono talmente mature che permettono agli utilizzatori di muoversi nella realtà virtuale, compiere azioni e interagire con oggetti virtuali esattamente come se fossero nella realtà ‘vera’. Il resto è progettazione e sviluppo. Partendo semplicemente da un Cad o da un concept per noi è possibile realizzare ambientazioni, riprodurre utensili, oggetti e macchinari, mostrare l’andamento di flussi e parti meccaniche in movimento, applicare e simulare leggi fisiche e creare dei veri e propri wizard per obbligare l’utilizzatore a eseguire determinate azioni per portare a termine delle attività.

Come è nata l’idea di partecipare ai Digital360 awards?

Quanto abbiamo immaginato e realizzato con Mef Distribuzione materiale elettrico e che ci ha consentito di partecipare al contest digital 360 award nasce proprio da questo processo di lavoro, che partendo dal brief e dalle esigenze del cliente fa nascere una soluzione unica e tagliata su misura per rispondere alla sua richiesta.

In questo caso gli obiettivi di Mef erano quelli di mostrare al proprio pubblico quali sono le aree d’intervento in cui l’azienda sta lavorando per sviluppare soluzioni per l’immediato futuro: domotica, illuminotecnica e risparmio energetico. Nella camera immersiva è stato quindi ricostruito un appartamento del futuro e si è data la possibilità di esperire in modo virtuale quella che tra pochi anni sarà la realtà nelle nostre case: governare con il proprio smartphone e in base ai propri bisogni luci, tapparelle ed elettrodomestici come radio o frigorifero.

Quali sono i possibili utilizzi della tecnologia che avete messo a punto per la società fiorentina?

Questa esperienza immersiva è nata come strumento di comunicazione e marketing, ma verrà presto utilizzata dalla stessa azienda come strumento di presentazione di nuovi prodotti che non sono stati ancora fisicamente realizzati, da portare in fiere di settore ed eventi. Il passo successivo, che abbiamo già immaginato, sarà quello di declinare questo tipo di applicativo come strumento anche di sperimentazione: per esempio, per testare quale può essere il rendimento e l’efficienza luminosa di una nuova lampada i un dato ambiente.

L’illuminotecnica e la domotica sono quindi soltanto un punto di partenza…

Le esperienze immersive che siamo in grado di realizzare sono un potentissimo strumento per le aziende in più campi, quali ad esempio il marketing, la prototipazione di oggetti ma anche la formazione dei dipendenti o la manutenzione. Questa stessa “filosofia” e modalità di lavoro può essere declinata in ogni settore industriale e merceologico ed è utile sia a finalità b2b che per rivolgersi al consumatore finale, in relazione alle esigenze di business della singola azienda. Ad oggi abbiamo già sviluppato e realizzato sistemi di questo tipo per grandi aziende nazionali e internazionali di svariati ambiti, dalla manifattura al settore vitivinicolo, dalla moda al design, e il mercato è in grande crescita.

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