L’INTERVENTO

Dècina: “L’Europa ci ripensi: 5G fondamentale per le auto connesse”

In vista della deadline del 4 luglio l’appello affinché il Consiglio Ue faccia marcia indietro sulla scelta esclusiva del wifi per le connected car: “Si garantisca l’adozione della tecnologia migliore e più avanzata”

Pubblicato il 01 Lug 2019

decina

“L’atto deve essere rigettato e successivamente ripensato per garantire l’adozione della tecnologia migliore e più avanzata”. Lo dice in un’intervista al Sole24ore Maurizio Dècina, tra i massimi esperti in Italia di telecomunicazioni, lanciando un appello al Consiglio dell’Unione europea, che il 4 luglio sarà chiamato ad approvare – o rigettare – l’atto delegato che individua nel WiFi lo standard per lo sviluppo della connected car e dei sistemi di trasporto intelligente (Its, intelligent transport system). Una prospettiva, quella dell’utilizzo del WiFi, che vede tra l’altro il parere contrario degli operatori di Tlc.

“Per le comunicazioni veicolari – spiega Dècina al quotidiano economico – è in avanzato sviluppo l’impiego dei sistemi cellulari, sia di quarta generazione di tipo 4G-LTE, sia di quinta generazione 5G-NR. Questi sistemi sono a parere della maggioranza degli esperti del mondo superiori come prestazioni ed efficienza dei costi rispetto alla tecnologia WiFi che è tipicamente operata nelle aree locali, sulle brevi distanze, e manca di una infrastrutturazione a livello territoriale e nazionale. Le reti cellulari garantiscono l’estensione dei servizi di auto connessa a tutto il territorio nazionale, con enormi risparmi di costo e grandi prestazioni di servizio. Soprattutto poi le reti 4G/5G offrono superiori prestazioni di sicurezza delle comunicazioni in un ambito così critico come quello dell’auto connessa che in futuro evolve verso l’auto con guida assistita ed infine autonoma”.

Per spiegare la sua posizione Dècina ricorda poi che sia negli Stati Uniti sia in Giappone, Corea e Cina si è già scelto a favore del 4G/5G: “La decisione di adottare una specifica tecnologia WiFi, e tra l’altro lo standard 802.11p è ormai superato,  è piuttosto anomala per due motivi fondamentali: non è conforme al principio della neutralità tecnologica, perché preclude l’uso del 4G/5G oggi e in futuro, in quanto la clausola di revisione prevista nell’atto impone che ogni altra tecnologia sia compatibile ed interoperabile con l’802.11p, condizione che purtroppo comporta tempi e costi di sostituzione intollerabili. Inoltre – sottolinea – l’atto non è in linea con il principio di utilizzo dello spettro in modo tecnologicamente neutro. I sistemi 4G/5G, al contrario, si dispiegano su qualunque porzione dello spettro, licenziato e non licenziato, che va dai 700 MHz fino allo spettro ad elevatissime frequenze millimetriche”.

Quattro, secondo Dècina, le aree fondamentali su fare il confronto tra le due tecnologie: La disponibilità delle infrastruttura (“I sistemi cellulari 4G coprono oggi oltre il 98% della popolazione, mentre i sistemi WiFi coprono oggi solo gli ambienti interni e poche strade urbane”); le prestazioni di comunicazione (“I sistemi cellulari offrono comunicazioni a tutto campo: V2V, V2I, V2P, V2N, e cioè veicolo verso veicolo, verso infrastruttura, verso pedone o ciclista, verso la rete, e cioè a lunghissima distanza. I sistemi WiFi sono solo V2V e V2I, non consentono l’inclusione dei pedoni, dei ciclisti e non tengono conto di ciò che avviene sul territorio a distanza dalle piccole celle WiFi”); le prestazioni tecnologiche (“Copertura, throughput, latenza, velocità dei veicoli, affidabilità, scalabilità, ridondanze di rete, capacità di broadcasting. I sistemi cellulari offrono prestazioni superiori per tutti questi aspetti”); la sicurezza del sistema di controllo veicolare (“I sistemi cellulari sono dotati di piattaforme di servizio su base nazionale che garantiscono a tutta la rete veicolarela supervisione degli accessi dei sensori veicolari e la loro identificazione tramite canali di controllo, additivi rispetto ai canali di trasporto dei dati. In caso di attacchi informatici, i dispositivi di cybersecurity dell’intera rete segnalano alla periferia e bloccano l’accesso dei sensori di cui si sono impadroniti gli attaccanti. Ciò non è consentito per gli accessi WiFi”).

“L’Europa, quindi – conclude Dècina – non deve rendere obbligatorio l’uso di WiFi 802.11p, ma deve sostenere l’uso sia delle tecnologie cellulari sia dell’alternativa tecnologia WiFi, focalizzandosi sugli obiettivi di sicurezza globale del sistema di controllo intelligente dei trasporti, e non su quale tecnologia debba prevalere. Il mercato deciderà la tecnologia migliore da impiegare”.

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