ANTITRUST

Ipotesi “spezzatino” Google: il nuovo piano Vestager per mettere fine allo strapotere del motore

La questione della posizione “dominante” non è stata risolta e l’Antitrust Ue valuta la possibilità di imporre lo scorporo di alcune attività per riequilibrare la competizione a livello continentale. “Nessun ostacolo al successo imprenditoriale, ma serve responsabilità se esiste un predominio”

Pubblicato il 26 Mar 2018

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L’Antitrust europeo “continua a sospettare” che Google abusi del suo predominio nella ricerca Internet in Europa ed è pronta a valutare la possibilità di spezzettare il colosso americano in più società di dimensioni minori: lo ha dichiarato la commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager al quotidiano Daily Telegraph.

L’anno scorso la Commissione europea ha inflitto al gigante di Mountain View la multa record di 2,42 miliardi di euro per aver violato le norme Ue sulla concorrenza abusando del “monopolio” sulla ricerca online e dando così un vantaggio sleale al suo servizio di comparazione degli acquisti. Bruxelles ha sottolineato che Google controlla il 91,5% del mercato delle ricerche Internet in Europa. La pesante sanzione però potrebbe non bastare a spezzare il monopolio, secondo l’Antitrust europeo, dato che la Vestager, interpellata dal Daily Telegraph sull’opportunità di ordinare a Google di separarsi in più società,  ha risposto: “Ritengo che sia importante tenere l’opzione aperta e non cancellarla dalla nostra agenda”. La commissaria ha chiarito che lo spezzatino Google non è per oggi, anzi, non è detto che l’Europa imporrà a Google uno spacchettamento in più società, ma “è importante restare vigili”, ha sottolineato la commissaria.

La Vestager si preoccupa del rischio che Google diventi un monopolio così potente da eliminare ogni alternativa per aziende e consumatori: l’economia del web potrebbe non riuscire più fare a meno del motore di ricerca di Google. “In Europa non esiste un divieto al successo imprenditoriale. Si può diventare dominanti, ma ciò comporta una responsabilità speciale: il dovere di non distruggere un contesto competitivo già compromesso da quel predominio”, ha affermato la Vestager. Il dominio di Google nella ricerca online è “dimostrato”, ha continuato la commissaria, e l’Ue “ha rilevato un abuso di tale dominio per promuovere l’attività propria e limitare quella dei concorrenti”.

A inizio mese la Vestager ha fatto sapere che stava valutando con attenzione la lettera inviata da 19 società rivali di Google in Europa, fra cui il sito di comparazione prezzi britannici Foundem (la sua denuncia aveva dato il via all’indagine Ue), la francese Twenga e altre imprese attive nella ricerca di viaggi, mappe ed editoria, che indicava che la  proposta di rimedi che Google sta preparando “non è migliore di quelle avanzate sotto il precedente commissario Almunia. Anzi, potrebbe essere peggiore”. La lettera “solleva diversi argomenti che la Commissione sta prendendo in esame come parte della sua valutazione in corso delle misure di Google”, ha fatto sapere Bruxelles, e la Vestager ha ribadito che la Commissione “è consapevole che per ora pochi concorrenti di Google appaiono nell’area situata in alto nella prima pagina dei risultati di ricerca”. Google ha proposto di gestire la piattaforma per lo shopping in modo indipendente, ma secondo i competitor la soluzione trovata non è appropriata.

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