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Dall’Open banking all’Open Finance, Cbi in campo per la svolta

Grandi opportunità per creare innovazione collaborativa a vantaggio della clientela corporate e retail. Check Iban e Smart OnBoarding le soluzioni chiave

Pubblicato il 10 Gen 2022

Liliana Fratini Passi

Direttore Generale CBI

Foto di Liliana Fratini Passi

L’ “Open Banking” è un trend in crescita a livello internazionale; ad oggi, quasi 60 paesi (da quelli leader come Australia, Regno Unito e Unione Europea a quelli nascenti come Nigeria, Bahrain, Sud Africa) hanno già avviato iniziative in ambito Open Banking anche se con approcci, modalità e ritmi di adozione diversi.

In alcuni casi le iniziative sono state avviate direttamente dal Regulator locale, come ad esempio in Uk, Europa e Australia, in altri casi, da operatori di mercato, come ad esempio negli Stati Uniti.

Con riferimento specifico all’Unione Europea, l’analisi del “Global Open Banking Report”, realizzato da Cbi, l’hub collaborativo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione dell’industria finanziaria, e Pwc Italia, e scaricabile sul sito www.cbi-org.eu mette in evidenza che che dal 2018 ad oggi, grazie alla spinta della PSD2, in Europa operano quasi 4.000 banche di radicamento di conto e la quantità di Terze Parti che offrono i servizi di Account Information e Payment Initiation ha visto una crescita costante raggiungendo ora le 500 entità (+300% dal 2019).

Al riguardo emerge che il set di Api sviluppate si concentra ancora principalmente per il 63% sui dati di Account Information e Payment Initiation, pertanto sui servizi obbligatori richiesti dalla Psd2, e iniziano ad emergere solo alcuni casi d’uso dell’Open Finance basati su dati riferiti ad investimenti, assicurazioni e dati di prestito.

Possiamo affermare quindi che siamo ancora in una fase iniziale e ci sono ampi margini di sviluppo per gli operatori bancari che sapranno guardare oltre la compliance, verso l’open finance.

In Italia, come confermato anche dai principali operatori finanziari e istituzionali intervistati, sempre più player stanno aumentando la loro attenzione verso l’Open Banking: ad oggi, gli operatori, e di conseguenza anche i consumatori finali, lo percepiscono come un fenomeno non pienamente sfruttato.

Lasciando parlare i dati, in Italia l’adozione di servizi Open Banking è infatti ancora inferiore rispetto a quanto registrato in altre aree europee, soprattutto del Nord Europa. Una survey condotta sui principali istituti bancari italiani delinea il set dei principali servizi che compongono l’offerta Open Banking nell’attuale contesto nazionale:

  • Account Aggregation (55%)
  • Check Iban (45%)
  • Personal Financial Management (36%)
  • Instant Payment (27%) e servizi di Identity & Digital Onboarding (18%).

Per il futuro, i servizi di Digital Id & Onboarding (64%) e Check Iban (55%) sono i Vas su cui le banche dichiarano di voler puntare.

La survey ha inoltre evidenziato che, sebbene negli ultimi 5 anni le banche italiane abbiano sostenuto importanti investimenti per adeguarsi alla Psd2 (oltre 2,5M€ per banca), nell’ultimo biennio è cresciuto il numero di istituzioni finanziare che ha investito più di 1,2M€ per lo sviluppo di servizi commerciali Open Banking (22% nel 2019 vs. 27% nel 2021). Il trend conferma la crescente volontà degli operatori ad investire nell’Open Banking e su servizi legati al mondo della digitalizzazione e sostenibilità.

L’Open Banking rappresenta quindi una grande opportunità per l’industria finanziaria per creare innovazione collaborativa, a vantaggio della clientela corporate e retail, anche grazie al lavoro aggregativo di ecosistemi precompetitivi come Cbi.

In particolare, Cbi, dopo aver consentito a oltre l’80% dell’industria finanziaria italiana di raggiungere la completa compliance con la Psd2 attraverso Cbi Globe, interagendo con oltre 180 PSP in qualità di terze parti con un totale di circa 200 Milioni di invocazioni API, si è concentrata sulle opportunità create dall’Open Finance con l’obiettivo di consentire agli Intermediari di innovare ed ampliare sempre più la propria offerta rivolta a clientela Corporate e Retail.

Al riguardo Cbi ha sviluppato servizi a valore aggiunto (Vas) per mettere a disposizione dell’industria finanziaria un patrimonio esperienziale importante, basato sulla collaborazione per una migliore competizione, che consente la modellazione del “fare banca” altamente innovativo, caratterizzato da elevati livelli di customer experience: tra questi, Check Iban (Iban Validation) che permette di verificare online l’associazione tra Iban e codice fiscale/partita Iva fornito da una persona fisica o giuridica e, Smart Onboarding, un servizio di data fetching online che consente alle corporate di recuperare informazioni sugli utenti finali archiviate presso i sistemi bancari via Api, oltre ad altri servizi in pipeline come “Name check”, Request to Pay Xml Cbi, Check Iban cross border e molti altri.

Solo le banche che continueranno a investire in innovazione tecnologica, competenze digitali e sostenibilità saranno le protagoniste della trasformata arena competitiva internazionale.

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