SCENARI

E-payment a +8,7%, ma non basta. Boccadutri: “Sanzioni per chi non si adegua”

Secondo Assofin-Crif-Gfk in Italia i pagamenti digitali sono in forte aumento anche per le piccole spese quotidiane. Ma il responsabile Innovazione PD invita a non abbassare la guardia: “Gli esercenti non inventino più scuse”

Pubblicato il 18 Set 2017

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Gli italiani iniziano a dimostrare fiducia verso i pagamenti elettronici. Nel 2016 è l’utilizzo dell’e-payment è cresciuto dell’8,7%, trainato dall’aumento delle carte di debito, che hanno registrato un +6,6%. Scende invece del 2,2% il numero delle credit card attive, anche se chi le possiede le usa più spesso rispetto al passato. Sono i dati che emergono dalla quindicesima edizione dell’osservatorio sulle carte di credito, realizzato dal Assofin, Crif e Gfk. “È cresciuto il ricorso alle carte anche per le piccole spese quotidiane, quelle di importo più contenuto – dice al Sole24ore Kirsten van Toorenburg, responsabile Studi, statistiche e formazione di Assofin – Le famiglie razionalizzano il numero delle tessere in portafoglio preferendo quelle multifunzione come per esempio le carte opzione, segmento che continua a crescere”.

Rallentano il loro tasso di crescita le carte prepagate, che scendono a un + 3,7% rispetto al +12,8% del 2015: di contro cresce però il numero di transazioni e il loro valore complessivo. Segno più anche per le carte revolving, con un +2,1% che porta il totale delle tessere in circolazione a 9,5 milioni di pezzi. Quanto al complesso dei volumi transati, scende l’importo medio annuo (1.505 euro nel 2016 contro i 1.625 del 2015) e quello medio per transazione, che passa da 83 euro a 80 euro.

“A livello generale – aggiunge Stefano Pironi, senior product manager Market opportunity and innovation di GfK – i dati mostrano una tiepida contrazione del bacino dei ‘preferisco il contante’. Le motivazioni legate al non possesso della carta di credito sono primariamente legate da un lato alla percezione come strumento non necessario rispetto ad altre modalità di pagamento, dall’altro alla preferenza per il contante, motivazione che viene ancora citata espressamente da un quinto dei non titolari”.

Dati che potrebbero continuare a crescere in futuro anche grazie all’entrata in vigore, a inizio 2018, della direttiva Psd2, che mira allo sviluppo di un mercato interno dei pagamenti efficiente, sicuro e competitivo, per una maggiore tutela dei consumatori e innalzi standard di sicurezza più alti: “Avrà un impatto estremamente rilevante – osserva Daniela Bastianelli, Research unit di Crif – Da un lato andrà a regolamentare alcuni servizi già offerti sul mercato, in modo che l’utente finale possa disporre di soluzioni sempre più innovative e sicure al tempo stesso, dall’altra favorirà lo sviluppo dell’offerta non solo da parte degli operatori tradizionali del mondo finanziario, ma anche di nuovi potenziali attori quali, per esempio, le Fintech”.

“I dati che emergono dalle anticipazioni sul rapporto sono davvero importanti – sottolinea Sergio Boccadutri, deputato e responsabile Innovazione Pd – Si conferma un maggiore utilizzo e una diminuzione dell’importo medio transato. Gli italiani iniziano ad avere fiducia nei metodi di pagamento digitali. Un trend positivo che aumenterà col prossimo recepimento della Psd2 grazie a un aumento della concorrenza nel settore e che rafforzerà la modernizzazione e l’efficienza del sistema paese. In questo contesto adesso è necessario sostenere il consumatore nella scelta dello strumento di pagamento preferito – conclue Boccadutri – così si eviterà la fastidiosa pratica di quei pochi esercenti che espongono una vetrofania in cui dicono di accettare carte e poi inventano una scusa per non accettarle. La sanzione serve proprio a questo: garantire libertà di scelta e trasparenza”.

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