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Unicredit scommette sul cloud e mette sul piatto 370 milioni per Vodeno e Aion Bank



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Il gruppo punta a dotarsi di tecnologia core banking proprietaria di nuova generazione senza alcuna dipendenza da fornitori terzi. È una delle prime operazioni del suo genere per un istituto di credito in chiave banking as-a-service. Trimestrale record, confermata la guidance sull’utile netto 2024 a oltre 8,5 miliardi

Pubblicato il 24 lug 2024



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Unicredit investe 370 milioni di euro sul banking cloud-native. Il gruppo ha infatti firmato un accordo vincolante per l’acquisizione dell’intero capitale sociale della polacca Vodeno e della belga Aion Bank. Entrambe, specializzate in soluzioni cloud, facevano capo a un gruppo di azionisti guidati dal fondo Warburg Pincus.

Le società “combinano una piattaforma innovativa, scalabile e flessibile basata sul cloud con servizi finanziari basati sulla licenza bancaria di Aion, per offrire un banking-as-a-service end-to-end completo per le società finanziarie e non finanziarie in tutta Europa”, si legge in una nota di Unicredit. Più nello specifico, Aion Bank e Vodeno “sono in grado di incorporare soluzioni finanziarie, tra cui conti correnti, depositi, prestiti e servizi di pagamento, direttamente nei processi di retailer, marketplace, e-commerce, fintech, fornitori di tecnologia finanziaria e banche“. La piattaforma cloud di Vodeno, in particolare, “è un sistema di core banking all’avanguardia, cloud-native”, “integrato con i processi e le procedure di una banca a tutti gli effetti”.

L’operazione nella visione strategica del gruppo

“Questo investimento ci consente di sfruttare la tecnologia e il talento di Vodeno per potenziare ulteriormente la loro tecnologia proprietaria, utilizzandola come sandbox per sviluppare, testare e innovare a beneficio del nostro intero gruppo”, ha commentato l’amministratore delegato Andrea Orcel. “La combinazione di Aion Bank con questa tecnologia integrata ci dà la possibilità di entrare in specifici segmenti di clientela e in interi mercati in tutta Europa, offrendo ulteriori opportunità per impiegare in modo efficiente il nostro capitale in eccesso”.

L’operazione, sottolinea Unicredit, “rappresenta una delle prime mosse da parte di una banca per acquisire la piena proprietà di una nuova tecnologia, senza alcuna dipendenza da fornitori terzi di core banking“. Il deal consentirà a UniCredit di “possedere una tecnologia di core banking di nuova generazione, con una piattaforma digitale basata su cloud, pienamente operativa e scalabile, e una gamma completa di prodotti per segmenti di alto valore”. Permetterà anche di “migliorare ulteriormente le competenze tecnologiche interne, sfruttando un nuovo team di esperti tecnologi e sviluppatori, aumentando la capacità di innovare e adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato, disporre di un hub separato per l’innovazione e il testing, per sviluppare e testare nuove soluzioni e funzionalità”. La tecnologia acquisita aiuterà anche a “ricercare l’espansione in nuovi segmenti di clientela e mercati attraverso una piattaforma flessibile, che consenta anche un ingresso più facile e redditizio in nuovi mercati europei, sfruttando un modello di banca prevalentemente digitale che minimizza i costi, accelerando il time-to-market e l’integrazione di nuove soluzioni”. Infine, l’acquisizione punta a “migliorare l’offerta di embedded finance, fornendo nuovi servizi ai marketplace, all’e-commerce e ai retailer, nonché fornendo banking-as-a-service a selezionate fintech” e a potenziare “la proposta per i privati e le Pmi, promuovendo il vantaggio competitivo della banca digitale e posizionando UniCredit come leader nell’innovazione e nella customer experience”.

L’acquisizione, che dovrebbe avere un impatto minimo sul Cet 1 ratio consolidato di UniCredit, pari a circa 15 punti base, sarà perfezionata entro il quarto trimestre 2024 dopo il via liberta delle autorità di vigilanza.

Trimestrale record: confermata la guidance sull’utile netto

L’annuncio dell’acquisizione è arrivato contestualmente alla pubblicazione dei risultati finanziari del gruppo nel secondo quarter dell’anno. Unicredit ha messo a segno una trimestrale record, con un utile netto che batte le attese degli analisti a 2,7 miliardi, in rialzo del 16%.

“Per la prima metà e il secondo trimestre di quest’anno, Unicredit ha riportato ancora una volta una serie record di risultati finanziari”, ha sottolineato Andrea Orcel. “Sulla base di questi elementi, unitamente al significativo valore ancora da sprigionare e al nostro capitale in eccesso che impiegheremo o distribuiremo, siamo fortemente convinti di poter raggiungere le nostre ambizioni future”.

A fine giugno il RoTe (Return on Tangible equity) è di circa il 20%, i ricavi netti nel secondo trimestre ammontano a 6,3 miliardi (+6%), con una crescita del 2% del margine di interesse e del 10% delle commissioni. Il margine di interesse è stato sostanzialmente stabile trimestre su trimestre a 3,6 miliardi. Il Cet 1 ratio è al 16,2%, sostenuto da una solida generazione organica di capitale di 6,7 miliardi.

Unicredit ha quindi alzato la guidance sui ricavi netti per il 2024 a oltre 23 miliardi, mentre quella sulla generazione organica di capitale è stata migliorata ad oltre 350 punti base. La guidance sull’utile netto 2024 è confermata a oltre 8,5 miliardi, così come quella sulla distribuzione a valere sull’esercizio 2024 è confermata in linea con quella a valere sul 2023.

L’acconto sulla distribuzione a valere sul 2024 , infine, è confermato: l’acconto sul dividendo, che verrà definito dal cda il 23 ottobre prevede la distribuzione di circa 1,4 miliardi – con data stacco cedola 18 novembre – mentre l’anticipo sul riacquisto di azioni proprie è stato già autorizzato fino ad un massimo di 1,7 miliardi da parte dell’assemblea ed è soggetto all’approvazione delle autorità di vigilanza.

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