GREEN ECONOMY

Intelligenza artificiale per abbattere le Co2. Ancora troppi ostacoli

Per l’87% dei top manager globali rappresenta la tecnologia al top nella lotta al climate change. Ma la scarsità di competenze, l’insufficiente accessibilità alle soluzioni e la limitata fiducia costituiscono un freno all’adozione. Lo scenario disegnato dall’AI for the Planet Alliance in collaborazione con Boston Consulting

Pubblicato il 23 Ago 2022

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E’ l’Intelligenza artificiale la leva tecnologica nella guerra al cambiamento climatico. Emerge da un report firmato da “AI for the Planet Alliance” – in collaborazione con Boston Consulting Group e Bcg Gamma – secondo cui l’87% dei leader di aziende pubbliche e private a livello globale ritiene che l’Intelligenza Artificiale sia strategica all’interno della Green economy. Tuttavia gli esperti concordano sul fatto che ci siano ancora degli ostacoli significativi perché l’adozione dell’AI possa realmente estendersi: il 78% dei manager cita tra questi l’insufficiente competenza in materia, il 77% menziona la limitata disponibilità di soluzioni di AI e il 67% mostra una mancanza di fiducia verso dati e analisi AI.

AI anti-Co2, i settori trainanti

Tra i settori più propensi all’utilizzo di soluzioni di Intelligenza artificiale in ambito green, quello dei beni industriali che registrano un consenso al 53% tra i propri top manager. Segue il settore pubblico con il 48%, automotive con il 44%, finance e tecnologia-Tlc con il 43%, energy con il 42%, healthcare con il 35% e i beni di consumo con il 30%.

Il cambiamento climatico avrà un impatto significativo sui sistemi ambientali, sociali, politici ed economici. “Capire come ostacolarlo – si legge nel documento – oltre che sviluppando piani di adattamento e resilienza, è pertanto cruciale. Certamente gli sforzi per raggiungere l’obiettivo net-zero entro il 2050 sono decisivi, così come lo sono quelli per prepararsi alle conseguenze del cambiamento climatico e per ridurre i danni che ne deriveranno. Per questo, la diffusione di analisi avanzate basate sull’uso di Intelligenza Artificiale può rappresentare oggi una soluzione fondamentale nell’implementare cambiamenti significativi in un momento critico”.

I 3 ambiti di applicazione

Più del 60% dei leader globali intervistati considerano la riduzione e la misurazione delle emissioni come il “massimo valore” che le aziende possono trarre dall’AI. Tuttavia, ci sono diversi modi per utilizzare l’AI per raggiungere obiettivi di contrasto al cambiamento climatico, secondo il report.

Al primo posto la mitigazione: uno dei più importanti usi dell’AI sta nella misurazione, sia a livello micro che macro, nella riduzione e nella rimozione di emissioni e effetti dei gas serra. Secondo BCG, l’uso dell’AI può trainare le riduzioni degli effetti del gas serra dal 5% al 10%, o da 2.6 a 5.3 di gigatoni di CO2 se applicata globalmente.

Al secondo posto adattamento e resilienza: l’adattamento ai cambiamenti climatici è una questione fondamentale per i decisori politici e pubblici, in quanto aumenta la capacità di resilienza sia verso gli effetti di lungo termine del cambiamento climatico – come, ad esempio, la previsione dell’innalzamento del livello del mare, che rispetto agli eventi climatici estremi e imprevisti – come la previsione di uragani o siccità.

Al terzo posto i “fondamentali“: l’AI può essere utilizzata per supportare la ricerca e la necessità educativa sul cambiamento climatico, aiutando gli stakeholder a comprendere i rischi e le implicazioni e incoraggiandoli nella diffusione e condivisione di quanto appreso. Questi sforzi agiscono come un fondamentale supporto del costante lavoro di mitigazione, adattamento e resilienza.

Tecnologia a supporto degli stakeholder

“La capacità unica dell’AI di raccogliere, completare e interpretare grandi e complesse mole di dati – spiega Roberto Ventura, Managing Director and Partner di Bcg – aiuta gli stakeholder a essere maggiormente informati e ad adottare un approccio efficace per ridurre le emissioni di carbonio e affrontare in modo mirato rischi climatici. La maggior parte delle soluzioni esistenti tendono a essere frammentate, di difficile accesso e non dispongono delle risorse necessarie per scalare”.

“L’Intelligenza artificiale – dice Damien Gromier, fondatore di AI for the Planet e co-autore del report – rappresenta una promessa incredibile nella risoluzione della crisi climatica, ma da sola non è sufficiente. È vincolata alla volontà dei decisori di implementare i cambiamenti necessari – supportati in parte dall’AI e dalle altre tecnologie emergenti”.

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