POST COVID-19

Dalla Toscana assist alle imprese in difficoltà: 135 mln per investimenti 4.0

La Giunta ha approvato quattro delibere che regolano i bandi per accedere ai fondi: focus sulla microinnovazione digitale e sull’acquisto di beni materiali e immateriali ad alto contenuto tecnologico

Pubblicato il 11 Ago 2020

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Accelerare la ripresa delle imprese impattate dall’emergenza sanitaria sostenendo gli investimenti in digitale. La Giunta regionale della Toscana ha approvato quattro delibere contenenti altrettanti indirizzi per la prossima apertura di bandi (a settembre) per fornire sostegno alle imprese toscane colpite dal fermo causato dall’emergenza sanitaria.

I bandi riguardano la microinnovazione digitale, il sostegno agli investimenti, gli “empori di comunità” nelle aree fragili del territorio regionale e le imprese della filiera del turismo. Il totale delle risorse a disposizione ammonta a circa 135 milioni di euro.

Per velocizzare l’avvio degli investimenti e l’erogazione delle risorse i bandi prevedono una procedura automatica a sportello: il finanziamento sarà concesso sulla base delle dichiarazioni delle imprese e sulla base di tabelle descrittive delle tipologie di investimento da finanziare. In tutti i casi il soggetto gestore è Sviluppo Toscana.

La delibera più importante è quella che approva gli elementi essenziali del bando teso a favorire la ripresa degli investimenti in beni materiali e immateriali delle micro, piccole e medie imprese artigiane, industriali, manifatturiere e dei settori turistico, commerciale, culturale e terziario, mettendo a disposizione 115 milioni di euro. Saranno ammesse soltanto le imprese che dal 1 febbraio 2020 non avranno operato licenziamenti e che si impegnano a non farli. Possono fare domanda anche i liberi professionisti.

L’aiuto sarà concesso nella forma di sovvenzione (contributo in conto capitale), nella misura minima del 40% del costo totale ammissibile sugli investimenti. Tale percentuale può essere incrementata del 5% se le spese di investimento riguardano gli investimenti finalizzati al contenimento e al contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19 (sia investimenti per la messa in sicurezza dei lavoratori che per l’organizzazione del lavoro con modalità di smart working); del 10% se l’investimento riguarda beni materiali ed immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese; del 10% per imprese che assicurano un incremento occupazionale durante la realizzazione dell’intervento e comunque entro la conclusione dello stesso. Il costo totale dell’intervento di investimento ammissibile va da un minimo di 20mila ad un massimo di 200mila euro. Sono ammissibili le spese effettuate a partire dal 1° febbraio 2020 al 1° febbraio 2021 per investimenti in beni strumentali nuovi, materiali ed immateriali, per interventi su immobili, acquisto impianti, messa in sicurezza dei locali sede di attività delle imprese comprese le opere di sanificazione. Ammissibili anche le spese per investimenti in tecnologie digitali materiali e immateriali per le quali verrà concesso un bonus del 10%. Al fine di favorire la ripresa dei flussi turistici con particolare riguardo all’incoming, e per garantire la tenuta del sistema turistico, è prevista la concessione di contributi ad alcune categorie di soggetti particolarmente danneggiati dalla crisi come mpmi e liberi professionisti (agenzie di viaggio e tour operator, guide e accompagnatori turistici, guide alpine, trasporto con taxi, noleggio di autovetture con conducente, altri trasporti terrestri di passeggeri.

Il contributo (che sarà erogato in una unica soluzione con bonifico bancario direttamente sul conto corrente) è riconosciuto in presenza di un ammontare del fatturato e dei corrispettivi dal 1 maggio 2020 al 31 luglio 2020 inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dal 1 maggio 2019 al 31 luglio 2019. L’agevolazione è pertanto parametrata alla riduzione di fatturato e di corrispettivi e va dal 20% per microimprese e professionisti (contributo minimo 1000 euro) al 15% per tutte le altre imprese (contributo minimo 2000 euro). La ripartizione prevede 3 milioni destinati alle agenzie turistiche e guide, e 2 milioni per tassisti, ncc, noleggio bus e altre attività di trasporto.

Una terza delibera approva il bando per favorire i processi di micro-innovazione digitale delle imprese toscane: a tal fine è stato aggiornato il catalogo dei servizi avanzati e qualificati per le imprese toscane, inserendo una specifica sezione sui servizi digitali e tutta una serie di indicazioni orientative circa le caratteristiche di alcuni servizi di supporto alla trasformazione digitale. Il bando mette a disposizione 10 mln di euro, 8 per manufatturiero e 2 per settore turismo.

La domanda può essere presentata da micro, piccole e medie imprese, in forma singola o associata quale ats, ati, reti di imprese senza personalità giuridica (rete-contratto), reti di imprese con personalità giuridica (rete-soggetto) e consorzi, compresi liberi professionisti. La istanza deve prevedere almeno una di queste attività: acquisizione di servizi di consulenza in materia di innovazione; acquisizione di servizi di sostegno all’innovazione compreso i canoni relativi all’uso di piattaforme software; acquisizione di personale altamente qualificato. L’aiuto sarà concesso nella forma di contributo a fondo perduto ed erogato sotto forma di voucher. Il costo totale del progetto deve essere compreso tra i 7.500 ed i 100mila euro.

Il quarto bando si inserisce nella politica regionale che punta a favorire le aree interne ed i comuni più piccoli, periferici ed insulari, con lo scopo di potenziarne l’offerta in termini di servizi, favorire l’insediamento e migliorare la qualità della vita. Obiettivo è quello di rivitalizzare le aree fragili della TOSCANA con un sostegno mirato alla diversificazione dei servizi/prodotti offerti alla popolazione residente. Con una dotazione di 5 mln di euro si vuole sostenere quelle realtà che si impegnano a realizzare gli ‘empori di comunità’, ovvero strutture polifunzionali a carattere imprenditoriale organizzate per la produzione o commercializzazione di taluni prodotti e l’erogazione di servizi individuati come di interesse per la comunità di riferimento. L’individuazione dei possibili prodotti o servizi di utilità per le popolazioni delle aree montane e insulari sarà effettuata con apposita deliberazione di giunta regionale. L’aiuto è concesso nella forma di contributo a fondo perduto nella misura pari a 10,000 euro.

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