LA RICERCA

Impresa 4.0, il Sud cresce più del Nord. Ma è allarme competenze

Lo studio Censis-Confcooperative: la digital transformation spinge di più in Campania, Sicilia e Puglia. Aumentano i posti vacanti nell’Ict. Maurizio Gardini: “Serve più formazione. Non è una spesa, ma un investimento sul futuro del Paese”

Pubblicato il 07 Dic 2017

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La crescita delle imprese digitali è più forte nell’Italia meridionale che al Nord, questo anche perché a Sud il terreno da recuperare è maggiore. Ma al di là di questo trend la rivoluzione digitale sta dando un impulso anche alla creazione di nuovi posti di lavoro, che però spesso rimangono vacanti a causa della carenza di digital skill: soltanto nel 2016 sarebbero stati 62mila gli impieghi abilitati dalla rivoluzione tecnologica che non sono stati occupati per la mancanza di candidati all’altezza, con un + 30% rispetto al 2015. Tra i settori più in fermento c’è quello dei viaggi e del turismo, dove il digitale ha ormai completamente trasformato la user experience: oggi infatti il 57% delle vacanze si prenota online. Sono i dati principali che emergono dallo studio “4.0, la scelta di chi già lavora nel futuro”, realizzato da Censis e Confcooperative.

Tra i profili professionali più richiesti dalle imprese che affrontano la digital transformation c’ è quella del developer, lo sviluppatore di applicazioni web e software, dove i posti vacanti sarebbero infatti 26mila, poi gli analisti di sistemi informativi con 8.800 richieste. Oggi inoltre, emerge dallo studio, “su 100 occupati 3,3 sono riconducibili alle professioni Ict, mentre solo 1 su 100 è un professionista Ict ad elevata qualificazione”, con l’occupazione nelle professioni Ict che ha raggiunto nel 2016 “le 755 mila unità, con un incremento di 82mila addetti rispetto al 2011: in sei anni, mentre l’occupazione totale rimaneva pressoché stazionaria, nel perimetro delle professioni Ict gli addetti sono aumentati del 12,2%”.

“Le persone più qualificate – sottolinea Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative – saranno quelle che potranno cogliere le opportunità della rivoluzione 4.0. Questo ci deve portare a un investimento straordinario in formazione e innovazione perché tutti siano in condizione di capitalizzare le opportunità”. “Siamo per un 4.0 dal volto umano che non lasci indietro nessuno – conclude – In Italia, solo l’8,3% dei lavoratori sono impegnati in programmi di formazione permanente, al di sotto della media europea che è del 10,8%. Dobbiamo fare molto di più, formare non è una spesa, ma un investimento sul futuro del paese”.

I progressi più importanti nel cambiamento di abitudini degli utenti abilitato dal digiale emerge nel campo del turismo, dove nel 2016 “su 100 prenotazioni di viaggi con pernottamento in esercizi ricettivi in Italia, 54 sono stati ‘intermediati’ dal web, ma la percentuale sale al 57% nel caso dei viaggi prenotati per vacanza, con 7 punti in più rispetto al 2015″. Uno scenario che dimostra come il digitale sia “un fattore di novità che è entrato silenziosamente, ma prepotentemente nella vita di tutti i giorni per milioni di consumatori”. Ma più in generale l’ammontare degli acquisti on line, secondo lo studio, “si è progressivamente esteso con incrementi a due cifre fra il 2014 e il 2017: in quest’ultimo anno l’incremento è stato del 16,9% e ha portato il valore dell’e-commerce a 23,6 miliardi di euro, il 38% dei quali è riconducibile ad acquisti on line collegati al turismo che sono stimati in crescita dell’8,5% nel 2017 rispetto al 2016”.

Quanto all’analisi per aree geografiche, Campania, Sicilia e Puglia “sono tra le prime quattro regioni italiane dove negli ultimi 6 anni c’è stata la maggiore crescita di imprese digitali. In Campania – riporta o studio –  le imprese digitali sono cresciute del triplo rispetto al Piemonte. Staccate del 10% Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Lombardia”. Tra il 2011 e il 2017 “la crescita maggiore di imprese digitali si è avuta in Campania con un incremento del 26,3%, in Sicilia con il 25,3%, nel Lazio con il 25,1% e in Puglia, 24,2% – continua lo studio- Il Mezzogiorno è quello con il più alto tasso di crescita di imprese digitali, a +21,9%; seguito dal Centro con un incremento del 20,7%, mentre al Nord si osserva un’estensione della base produttiva del 14%”.

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