SCENARI

Industria 4.0, i produttori alla sfida del “bundle” hardware-software

Secondo Bain & Co, trasformazione digitale e sostenibilità rivoluzioneranno il comparto dei macchinari. Entro il 2024 il 100% degli Oem offrirà manutenzione predittiva e il 95% da remoto, oltre a nuove soluzioni orientate all’efficienza operativa

Pubblicato il 13 Mag 2022

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Nel prossimo decennio, l’industria globale dei macchinari affronterà una fase di cambiamenti dirompenti, spingendosi oltre i confini tradizionali del settore. Questo è quello che emerge dal primo Global machinery & equipment report di Bain & Company (SCARICA QUI IL REPORT COMPLETO), che analizza i trend – prima fra tutti la trasformazione digitale – che stanno modellando il settore. “La concorrenza in rapida intensificazione, un rallentamento dell’innovazione degli hardware e il potere della digitalizzazione di cambiare radicalmente ogni aspetto del business: queste sono le ragioni dietro le trasformazioni profonde che stanno rimodellando l’intero settore dei macchinari”, spiega Andrea Isabella, partner di Bain & Company. “L’attenzione tradizionale dell’industria verso macchinari più intelligenti, più veloci e più economici non è più una garanzia di successo”.

In rotta verso i servizi

Il report mostra chiaramente che la transizione più importante che sta interessando l’industria spinge il settore verso i servizi. Questo significa combinare l’hardware dei produttori con il software, l’automazione e i servizi sviluppati intorno ai macchinari: nel settore dell’automazione industriale, dove questo cambiamento è già ben consolidato, la quota di profitti provenienti dall’hardware scenderà dal 31% di oggi a solo il 23% entro la fine del decennio. Il resto dei profitti sarà generato da software, servizi e soluzioni in bundle.

“Questo trend sta accelerando e diventerà la norma per l’industria nei prossimi anni. Entro il 2030 – prosegue Isabella – le principali aziende di macchinari venderanno hardware solo come parte di soluzioni in pacchetti più ampi che includono software e servizi, fornendo soluzioni integrate e disegnate su misura sulle esigenze dei clienti, all’interno di nuovi modelli di business. Le aziende che abbracceranno questo cambiamento coglieranno le opportunità legate a tassi di crescita del mercato molto superiori rispetto alle performance di oggi”.

Tra le aziende di macchinari top performer su questo fronte, Bain & Company ha rilevato che il rendimento totale annualizzato medio per gli azionisti si è attestato al 32% tra il 2019 e il 2021, rispetto al 4% generato dalle aziende del settore più indietro da questo punto di vista. “Tuttavia, la maggior parte delle aziende di macchinari sono state finora lente ad agire: meno del 5% delle aziende industriali ha eseguito con 1 successo una trasformazione tecnologica o digitale. Le industrie che si impegnano su questo fronte hanno quattro volte più probabilità di superare la concorrenza”.

Sostenibilità e responsabilità ambientale al centro

L’input di digitalizzazione non è l’unico trend che sta interessando l’industria: il suo rimodellamento presenta anche un’enorme opportunità di soddisfare le sfide della sostenibilità e della responsabilità ambientale. Come in altri settori, i produttori di macchinari stanno già cambiando i propri modelli industriali e le catene di fornitura per ridurre le emissioni di gas serra e di carbonio e perseguire obiettivi net zero. Negli ultimi due anni, una serie di importanti interruzioni della catena di fornitura ha colpito il settore dei macchinari, con carenza di materiali e dalle fluttuazioni dei prezzi provocate dalla pandemia globale e dalle conseguenze della guerra in Ucraina. Queste e altre future perturbazioni inaspettate obbligano i produttori di macchinari ad assicurare ai propri clienti catene di fornitura il più resilienti e sostenibili possibile.

La ricerca di Bain & Company evidenzia che i manager di tutti i settori hanno reindirizzato gli investimenti per dare priorità alla resilienza e alla flessibilità rispetto ai costi e alla velocità. Gli strumenti digitali in questo caso sono particolarmente importanti, dal momento che possono aiutare le aziende a gestire i rischi della catena di approvvigionamento, migliorare l’efficienza e misurare l’impatto ambientale e i costi in tempo reale. Le aziende di macchinari che non riusciranno ad aumentare significativamente la centralità del software e dell’automazione dei propri prodotti, a concentrarsi su soluzioni su misura per settori verticali e ad adattarsi ai nuovi modelli di business, saranno a rischio: i produttori cinesi stanno rapidamente sviluppando un hardware concorrente a basso costo. La Cina è all’avanguardia su molti dei trend che interessano il settore, con start-up tecnologiche e altri player che stanno introducendo una nuova generazione di offerte e di servizi innovativi. Il servizio Machine commander, della start-up cinese Zeaho, che offre il monitoraggio in tempo reale dei cantieri per migliorare l’efficienza delle attrezzature ne è un esempio con le sue 135.000 unità di attrezzature collegate alla sua piattaforma cloud-based a soli 7 anni dal lancio.

Boom di operazioni M&A

L’ondata di cambiamento nel settore dei macchinari sta anche stimolando un boom di operazioni di M&A: la dimensione media delle transazioni nel settore è salita a una media di 179 milioni di dollari nel 2020 e 161 milioni di dollari nel 2021, interrompendo il trend al ribasso registrato fino al 2017. Il valore globale di 63 miliardi di dollari del 2021 è stato il secondo più alto totale annuale negli ultimi dieci anni, superato solo dai 72 miliardi di dollari del 2020. “L’attività di M&A fornisce accesso a mercati a più alta crescita e strategicamente critici. I leader si stanno muovendo per acquisire nuove 2 capacità in termini al software, Internet of Things (IoT), intelligenza artificiale e connettività. E non ci aspettiamo che lo slancio rallenti”, aggiunge Isabella. L’industria dei macchinari è tra i settori industriali più attivi anche per l’attività di investimento dei fondi di private equity. Alcuni dei più significativi accordi di Pe industriali si sono registrati proprio in questo comparto: basti pensare all’acquisizione, da parte di Advent e Cinven di Thyssenkrupp Elevators nel 2020, per un valore di 17,2 miliardi di euro. Nell’ultimo decennio, secondo l’analisi di Bain & Company, queste operazioni hanno prodotto rendimenti del 10% superiori a quelli dell’industria nel suo complesso. Nello stesso periodo, l’enterprise value delle aziende di macchinari è cresciuto di 1,9 volte.

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